Cairo a Radio Rai, “Vogliamo tornare in Europa e possiamo farcela. Non si tocchino i campionati nazionali”

Il presidente del Torino ha parlato degli obiettivi stagionali, di Petrachi, del mercato, dell Var e gli arbitri e della Super Champions.
06.05.2019 12:38 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Radio Rai
Urbano Cairo
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Urbano Cairo

Il presidente del Torino, Urbano Cairo, questa mattina è intervenuto a Radio Rai, alla trasmissione “Radio Anch’io sport” condotta da Filippo Corsini, ed ha parlato di tutti i temi più caldi di questo momento.

SULLA CELEBRAZIONE IN COMUNE “Il sindaco e tutto il consiglio comunale renderanno omaggio al Grande Torino come già accadde alcuni anni fa in maniera ufficiale e solenne in consiglio comunale e sarà una cosa credo molto bella per tutti i torinesi e per i tifosi granata che ovviamente apprezzeranno questo omaggio”.   

SULL’OTTIMISMO PER L A CHAMPIONS “Mancano poche partite e i punti disponibili sono soltanto nove, però, l’Atalanta si è molto staccata quindi mi sembra molto, molto complicato, ma finché non sarà la matematica a dirci di no noi giocheremo per fare benissimo in tutte le partite, come si è fatto con il Milan e la Juve stessa dove per poco non siamo riusciti a portarla a casa, e poi faremo i conti. Ho sempre detto che bisogna pensare a una partita per volta e a fare bene e poi alla fine si fanno i conti, questa è sempre stata la mia filosofia anche quando ho fatto altre cose nel mondo dell’impresa. Più che pensare all’obiettivo si pensa a come ottenerlo e molte volte alla fine l’obiettivo lo si raggiunge. In questo caso siamo forse un po’ attardati. Stando al girone di ritorno se succedesse come accade in Argentina dove ci sono quasi due gironi differenti allora saremmo quarti e avremmo delle buone possibilità, ma invece ci manca qualche cosa dall’Atalanta”.

SUL DERBY E SU RONALDO: “Certo che mi ha fatto arrabbiare il gol di Ronaldo, ma quando si hanno questi campioni ci si aspetta di tutto e anche quel tipo di gesto tecnico eccezionale. Noi avevamo fatto una grande partita molto ben organizzata e giocata con tutti che hanno dato tanto e anche il giovane Bremer che praticamente esordiva in serie A e che ha fatto benissimo. Per tutta la partita e poi c’è stato quel colpo di testa di Ronald che ha fatto il gol del pareggio. Lo dicevo anche con il mister che uscire dall’Allianz Stadium con un pareggio essendo insoddisfatti e dispiaciuti non è male perché in qualche modo fa vedere il cambio di passo e il salto ci qualità che abbiamo fatto”

SUL MERCATO “L’ho detto nei giorni scorsi rivedendo le formazioni del Grande Torino che dal 45-46 al 48-49 la formazione titolare era rimasta sempre la stessa con l’aggiunta nell’ultimo anno di Menti e con o spostamento di Ossola a sinistra per cui per quasi quattro stagioni non ci son stati innesti se non i giovani Fadini e Operto. Secondo me quella è la strada maestra quando si hanno giocatori buoni, ottimi come abbiamo che per di più lavorano da molto tempo con un mister bravissimo qual è Mazzarri tutto questo diventa un valore aggiunto e un moltiplicatore rispetto alle loro già ottime qualità. Lo stare insieme e avere valori condivisi e apprendere tutte le nozioni che insegna quotidianamente l’allenatore diventa veramente un valore aggiunto straordinario che può portare a fare cose eccellenti. L’obiettivo è questo e cercherò di realizzarlo, l’anno scorso siamo riusciti a tenere tutti e voglio andare a vanti in questo modo”.

SU PETRACHI “L’ho già detto e mi sono stupito delle tanti articoli e voci perché c’è un contratto fino al 2020 e non abbiamo mai parlato da quando sono iniziate a circolare le voci quindi non do peso a questo perché se ci fosse stato qualcosa Petrachi me l’avrebbe detto, visto i rapporti che abbiamo da ormai nove anni. Non credo che sia vero e peso che lui rimarrà con noi”.

SUL FAR DIVENTARE IL TORINO UN’IMPRESA REDDITIZIA “Apro una parentesi, abbiamo fatto tanto fino ad oggi, ma mancano tre partite fondamentali per far sì che ciò che si è fatto nelle prime 35 partite abbia veramente un valore ed è importante in queste ultime tre fare, se possibile, ancora di più. E’ importate rimanere con la testa bassa e pedalare senza pensare ad altro. Detto questo, la mia avventura al Torino dura da quasi 14 anni ed è stata una presidenza con un periodo iniziale fino al 2012 in cui purtroppo si è perso anche per errori fatti e anche alcuni campionati di B che non ha le risorse per consentire di mantenere una squadra che arrivava dalla A. Poi dal 2013 ho avuto 5 anni molto belli sportivamente con l’Europa League e il 7° posto e con bilanci buonissimi, e con buonissimi utili. L’anno scorso nel 2018 avendo tenuto tutti il bilancio è un po’ peggiorato e purtroppo abbiamo registrato una perdita, però, credo che si possa far diventare un’impresa redditizia o che comunque non perde soldi anche una squadra di calcio e ci deve essere bilanciamento tra obiettivi sportivi e il bilancio cercando di contemperarlo nella maniera migliore possibile, quindi,, speriamo di tornare ad avere un bilancio positivo, non con grandi numeri, ma almeno positivo”.

SUL VAR E SUGLI ARBITRI “Non mi hanno fatto piacere le polemiche, ma ho ritenuto di segnalare cose non giuste che all’esame dei fatti si sono rivelate come era stato segnalato e ci hanno portato penalizzazioni e qualche punto in meno. L’obiettivo è avere una pacificazione generale accettando le decisioni degli arbitri. Il Var è un ausilio e io chiedevo che fosse utilizzato di più. Vorrei evitare di parlare di arbitri e l’ho detto anche a mister Mazzarri e anche lui come me vuole tanto questo, ma ci sono momenti nella partita dove c’è tanta adrenalina che va a mille e non è facile rispettare questi intenti. Farò un contratto speciale a Mazzarri per evitare le espulsioni”.

ANCORA SUGLI OBIETTIV E SUL MANTENERE I MIGLIORI “Come ho detto, da parte nostra vedo lontana la Champions, però, mai dire mai, però sicuramente lotteremo per mantenere l’altro obiettivo che non diciamo, ma che abbiamo ben in mente. Sulla squadra da parte mia c’è tutta la volontà di tenere i migliori giocatori come già fatto l’anno scorso e possibilmente puntellare la squadra in uno-due ruoli dove è giusto migliorarla se possibile, anche se ho detto che sono già molto soddisfatto del gruppo che ha fatto bene fin qui e adesso deve fare il rush finale”.

SULLA SUPER CHAMPIONS “Non ero sicuro di poter andare a Madrid, ma avendo visto l’importanza della cosa mi sono organizzato e oggi pomeriggio alle 17,50 partirò per Madrid e domani sarò alla riunione. E’ importante essere molto vigili perché ho sentito cose relative a questa Super Champions che non mi piacciono affatto perché si formerebbe un calcio d’élite che escluderebbe al gran parte delle squadre e si limiterebbe ad alcune squadre, mi dicono, addirittura scelte e non ci sarebbe più quella competizione forte che c’è adesso per andare in Champions e in Europa League. Per cui alcune squadre, unte dal Signore, tre-quattro in Italia parteciperebbero e anche all’estero e la competizione s’impoverirebbe in Italia e anche in altri paesi, so che in Inghilterra non sono d’accordo. Si pensa addirittura di giocare questa Super Champions il sabato e la domenica relegando i campionati al martedì e mercoledì e questo vorrebbe dire farli diventare la Cenerentola con il risultato che le squadre che già sono già più forti e più ricche lo diventerebbero ancora di più e le altre che hanno meno mezzi ne avrebbero ancora meno e i campionato perderebbero appeal e anche i diritti televisivi. Questo vorrebbe dire anche da un punto di vista sociale per la popolazione che ama i campanili, le sfide, la competizione e così non si rispetterebbe il popolo italiano o gli altri popoli europei che hanno i piacere della tradizione e dei loro campionati alla quale si aggiunge la Champions che è molto interessante, ma il campionato deve essere intoccabile”.

SULLA POSSIBILITA’ DI AIUTARE L’AUXILIM DI BASKET “Mi hanno chiamato più persone , ma sinceramente tendo a fare le cose che conosco e nelle quali posso impegnarmi. A malincuore dico che sarebbe un impegno che non riuscirei direttamente  seguire e poi non conosco tanto bene il basket e quindi non vorrei fare qualche cosa che finisca per non essere positiva per l’Auxilium”.

SUL NON PREFERIRE IL TORINO RISPETTO AD ALTRI CHE NON HANNO SIGNIFICATO NULLA NELLA STORIA DEL CALCIO PER FARLO GIOCARE NELLA SUPER CHAMPIONS “Certo, ma non solo il Torino ci sono anche altri club. Sarebbe veramente una cosa deprimente perché alle volte la gente ama di più un derby o partite combattute a livello italiano piuttosto che gare significato se non per chi le disputa. Ben vengano Champions ed Europa League, ma rispettiamo i campionati e i desiderata della gente".        

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