Al Torino non va per nulla tutto bene. Persi tanti titolari sono arrivati solo rincalzi: la squadra è un cantiere aperto in attesa dei materiali da costruzione

03.08.2022 11:30 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Ivan Juric
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Ivan Juric
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Sono passati 72 giorni, era il 23 maggio, dal “Tutto bene” pronunciato da Ivan Juric uscendo dagli uffici milanesi del presidente Urbano Cairo dove si era svolto il summit per stabilire le linee di mercato, presenti anche il direttore tecnico Davide Vagnati e l’agente dell’allenatore granata Beppe Riso. Oggi a tre giorni dalla prima partita ufficiale, in Coppa Italia con il Palermo, e a dieci dalla prima di campionato con il Monza quel “Tutto bene” stride moltissimo. Infatti, Juric ha perso Belotti, Bremer, Brekalo e Pobega, e fin qui lo si era messo in conto, ma anche Mandragora, Pjaca e Praet e sono finora arrivati i soli Bayeye dalla Serie C, Radonjic e Lazaro. Il Torino non è stato per nulla rinforzato e anzi è più debole della squadra che l’anno scorso Juric portò al decimo posto. E non sono quindi arrivati i 10 giocatori che il mister aveva chiesto alla fine dello scorso campionato. Che non vada tutto bene è evidente ed è stato conclamato, al di là di ogni possibile confutazione, dalla lite fra Juric e Vaganti nel parcheggio dell’hotel che ospitava la squadra a Waidring.

Juric durante il ritiro in Austria si è arrangiato a trovare possibili soluzioni per sopperire ai mancati rinforzi e agli infortuni e dare alla squadra un aspetto competitivo. In tal senso ha provato sia Lukic sia Linetty sulla trequarti e ha alternato Radonjic, Verdi, Edera, Seck e pure Horvath. In difesa nel ruolo di centrale si sono visti Zima, Buongiorno e Adopo, malgrado quest’ultimo non sia un difensore ma un centrocampista. Sulle fasce Singo e Vojvoda (quest’ultimo ora infortunato) restano i titolari, ma in alternativa ci sono Aina, Bayeye e il neo acquisto Lazaro. In mezzo al campo Lukic e Ricci sono la coppia sulla quale si può contare e poi possono trovare spazio Linetty e Segre. In attacco Sanabria è la punta di riferimento e poi ci cono Pellegri e Zaza e in questo ruolo può volendo agire anche Horvath seppur sia più un esterno d’attacco o forse ancor meglio un trequartista. Nelle amichevoli disputate a parte la prima con l’Eintracht Francoforte dove il Torino ha faticato e perso nelle altre con Mlada Boleslav, Trabzonspor, l’Apollon Limassol ha vinto e si sono viste anche alcune buone giocate e persino con il Nizza, altra sconfitta ma non meritata poiché i francesi non sono stati superiori ai granata. Ma questo è il calcio estivo e non ci sono in ballo punti o passaggi di turno. Juric mette in campo le sue squadre utilizzando il modulo 3-4-2-1 a gara in corso, soprattutto nei filali, può alle volte variarlo, ma ha bisogno che i trequartisti siano veloci nel ragionamento e con le gambe, che gli uomini di fascia arrivino sul fondo e crossino con precisione e che ci sia qualcuno che butti la palla in rete. Ovviamente in fase difensiva non devono essere commessi errori e non sono ammesse dormite né individuali né collettive.       

Il Torino resta un cantiere aperto in attesa dei materiali da costruzione e in più ci sono giocatori che non rientrano nei piani tecnici, Zaza, Verdi, Segre e Linetty in particolare oltre ai giovani della Primavera che erano stati aggregati in ritiro. Gli unici tre ragazzi della Primavera che hanno veramente impressionato sono stati Adopo, N’Guessan e anche Horvath. Ma se non arriveranno i rinforzi auspicati Linetty, Verdi, Zaza e forse anche Segre, sono sul mercato e non hanno ancora trovato squadra, inevitabilmente rimarranno.