Al Torino non è bastato il tridente nel 2° tempo per avere la meglio sul Cagliari

Primo tempo senza tiri in porta. Cragno ha sfoderato parate decisive in più occasioni. Beselli e Pavoletti sono usciti per infortunio. Nel Cagliari si è sentita l’assenza di Castro.
27.11.2018 07:00 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Belotti e Zaza
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Belotti e Zaza
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Primo tempo senza emozioni alla Sardegna Arena ieri sera e una ripresa più a tinte granata, ma questo non è bastato al Torino per conquistare i tre punti. Lo zero a zero alla fine forse accontenta di più la squadra di Maran che alla vigilia aveva perso per infortunio Castro, che sarà operato mercoledì per risolvere la rottura del legamento crociato del ginocchio sinistro, e al 62’ ha dovuto rinunciare anche a Pavoletti, che ha lasciato il campo per un problema al flessore della coscia destra. Il Torino per le occasioni che ha creato nella ripresa avrebbe potuto vincere, ma alcune eccellenti parate di Cragno, tiri di Belotti (62’ e 90’), Falque (71’) e Zaza (81’), e un po’ d’imprecisione sotto porta hanno impedito ai granata di segnare nonostante in campo ci fossero Belotti, Falque e Zaza e poi anche Parigini.  

Il vento e la pioggia avranno anche condizionato la partita, soprattutto il primo a favore dei granata all’inizio e poi del Cagliari nella ripresa, ma se non si tira in porta non si segna e questo è stato il leitmotiv che ha accomunato Cagliari e Torino per tutto il primo tempo e non si può, quindi, imputare agli agenti atmosferici se entrambe le squadre non hanno segnato nei primi quarantacinque minuti più altri quattro di recupero. Semmai l’assenza di gol è imputabile al fatto che Cagliari e Torino sono stati molto attenti a non concedere spazi all’avversario dalle parti della propria area e hanno anche poco sfruttato le fasce con l’inevitabile conseguenza di essere poco incisivi in fase offensiva. Infatti, si sono registrati solo tre tiri e tutti senza inquadrare lo specchio della porta: Belotti (6’), Meïté (48’) e Barella (49’). L’episodio che ha destato dal soporifero primo tempo è stato lo scontro tra Romagna e Belotti con il difensore cagliaritano che ha avuto la peggio subendo un colpo in testa medicato dai sanitari con una vistosa fasciatura (42’), per fortuna il giocatore ha potuto continuare la partita. Il Torino ha approcciato positivamente alla partita restando compatto con Baselli e Meïté che a turno si abbassavano per dare sostegno alla manovra. Meïté poi si doveva anche occupare della marcatura di Ionita schierato da Maran sulla trequarti a sostituire Castro, mentre Djidji, con il supporto all’occorrenza di N’Koulou, controllava Pavoletti, che poteva contare sulla collaborazione di Joao Pedro per provare a mettere in difficoltà il Torino. Dessena al fianco di Barella e Cigarini doveva apportare esperienza in mediana. Srna era il sorvegliato speciale in fase d’impostazione e Ionita e Barella avevano il compito di andare incontro alla palla quando Lykogiannis, schierato al posto dell’infortunato Padoin, si abbassava. Il Cagliari per i primi venti minuti ha faticato a macinare gioco ed entrambe le squadre mettevano molta pressione sul portatore di palla di turno soffocando così di fatto il gioco avversario motivo per cui nessuno riusciva ad arrivare con efficacia a tirare in porta, anche perché le difese erano molto attente a chiudere gli spazzi. Nel Torino Falque era l’unico che accelerava la manovra le rare volte che riceveva palla. Frustalupi, in panchina al posto di Mazzarri colpito da malore venerdì sera, ha chiesto più volte a Soriano, preferito a Lukic per sostituire lo squalificato Rincon, di mantenere la posizione. Ansaldi tornato dopo ottantanove giorni, era stato fuori a seguito del trauma distorsivo al ginocchio destro con interessamento del compartimento mediale, ha disputato una buona gara sia in fase propositiva sia in quella di contenimento. L’argentino non ha ancora i novanta minuti nelle gambe, ma Ola Aina può recuperare con calma dall’infiammazione retrocalcaneare che l’ha colpito al piede destro.

Il secondo tempo era iniziato sulla falsa riga del primo, ma il Torino è apparso subito più motivato e determinato a ricercare la vittoria e ha progressivamente relegato il Cagliari nella propria metà campo, ma i padroni di casa si sono difesi con ordine e in particolare il loro portiere Cragno si è esibito in parate fondamentali. I granata, però, si sono dimostrati più incisivi in fase offensiva quando è entrato Zaza (69’) che ha preso il posto di Soriano, che si era visto a sprazzi nel primo tempo perché ancora non è del tutto integrato nel gioco della squadra, e poi anche con l’ingresso di Parigini che ha rilevato Ansaldi (74’) e l’uscita di Pavoletti (63’ al suo posto Cerri), che ha permesso ai granata di alzare il baricentro. Lukic ha eseguito le direttive quando ha sostituito Baselli, che ha dovuto abbandonare il campo (76’) dopo che aveva ricevuto una botta al ginocchio destro con tanto di taglio (al 21’ aveva già accusato e subito superato un fastidio al polpaccio sinistro). Gli ingressi di Sau per Joao Pedro (79’) e di Bradaric per Cigarini (85’) non hanno inciso poiché arrivati a fine partita. Il vero protagonista della ripresa è stato il portiere Cragno che h letteralmente salvato la sua porta e permesso al Cagliari di conquistare un punto. Cross di Ansaldi per Belotti, in posizione defilata sul secondo palo, prima l’attaccante granata si è liberato della marcatura di Romagna e poi in mezza girata ha tentato la conclusione respinta dal portiere dei sardi che si è ripetuto nel finale quando Lukic ha servito il “Gallo” che da fuori area ha fatto partire un tiro potente che è rimbalzato davanti a Cragno, ma non è riuscito a sorprenderlo. Stessa sorte è toccata a Falque, angolo dalla sinistra calciato da Baselli per l’accorrente spagnolo che dal limite ha calciato rasoterra e impegnato in due tempi il portiere avversario. E poi anche a Zaza, contropiede del Torino con Parigini che ha crossato in area per Belotti che non ha agganciato e la palla è così arrivata all’ex Valencia che ha tirato in porta trovando Cragno a negargli il gol. Per quel che riguarda il Cagliari una sola vera occasione nel secondo tempo (91’): Ionita ha servito Dessena che dal limite di collo pieno ha fatto partire un tiro insidioso finito di pochissimo a lato, Sirigu però aveva coperto bene lo specchio della sua porta.

Il Cagliari ha conservato la sua imbattibilità alla Sardegna Arena e il Torino ha continuato la sua striscia senza sconfitte in trasferta ed entrambe le squadre insieme alla Fiorentina sono le tre che hanno collezionato il maggior numero di pareggi: sei in tredici gare. I granata sul piano della prestazione sono migliorati rispetto alla sconfitta con il Parma, ma continuano ad creare parecchie occasioni da gol senza riuscire a trasformarle in reti. Conforta aver visto che Falque, Belotti e Zaza possono convivere, ma resta il fatto che segnano poco e le sette reti che hanno all’attivo (4 Belotti, 2 Falque e 1 Zaza) incidono sulla classifica, infatti, il Torno è nono a pari punti, diciotto, con Atalanta e Fiorentina, ma solo se i suoi attaccanti realizzeranno più gol il Torino potrà fare quel balzo in avanti necessario per superare qualche diretta concorrente per l’Europa League: in fin dei conti la distanza da superare è abbastanza ridotta poiché Sassuolo e Roma hanno un solo punto in più, il Parma due e il Milan quattro.