Agli attaccanti il compito di risollevare le sorti del Torino

L’alternanza di Belotti e Maxi Lopez al fianco di Quagliarella finora non ha favorito i tre attaccanti e neppure la squadra. I sei gol realizzati nelle ultime sei partite, tre dei quali al Genoa, sono una spia di malessere.
18.11.2015 11:21 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin per Torinogranata.it
Agli attaccanti il compito di risollevare le sorti del Torino
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© foto di Federico Gaetano

Quagliarella, Maxi Lopez e Belotti prendano la squadra per mano e la conducano lontano da una situazione che oggi è critica, ma domani potrebbe essere preoccupante se il Torino non torna a conquistare punti. I tre da soli ovviamente non possono fare miracoli, quindi devono essere supportati dalla squadra e dall’allenatore che deve far sì che il gioco metta le punte nella condizione di segnare. E’ pacifico che i gol possano arrivare anche da centrocampisti e difensori, però prima di tutto li devono realizzare gli attaccanti, quelli degli altri giocatori devono essere un di più non il bottino principale e nel Torino sei li hanno realizzati gli attaccanti e nove centrocampisti e difensori, più due autogol degli avversari.  Quagliarella dopo la doppietta alla Sampdoria, era la quarta giornata, il venti settembre non ha più spedito il pallone nelle reti degli avversari e in precedenza aveva segnato alla Fiorentina e al Frosinone. Maxi Lopez ha realizzato due gol uno al Carpi su rigore, alla settima giornata, e l’altro al Genoa, decimo turno, e aveva propiziato l’autogol di Gonzalez del Palermo, sesta partita e ultima vittoria del Torino. Belotti non ha ancora realizzato nessun gol.

Non subire gol è fondamentale e su questo il Torino deve lavorare molto e i diciotto incassati in dodici partite la dicono molto lunga, ma segnare non ha minore importanza perché è l’unico modo per vincere, dirlo è scontato, però è la verità. Gli attaccanti granata devono essere più precisi sotto porta senza sprecare ghiotte occasioni che capitano in quasi tutte le partite e devono anche effettuare movimenti e tagli per smarcarsi, però hanno il diritto di essere riforniti adeguatamente, non possono sfiancarsi per cercare di recuperare palloni a metà campo e finire per non essere lucidi quando vanno al tiro in porta. Si parla tanto del fatto che Ventura ha un gioco votato all’attacco e, infatti, il Torino segna abbastanza in assoluto, però poi, almeno nell’ultimo periodo che coincide con la metà delle partite giocate, il numero dei gol si è ridotto drasticamente, sei nelle ultime sei partite e ben tre fatti al Genoa sono un dato di fatto, non chiacchiere da bar.

Quagliarella è l’attaccante di riferimento e attorno a lui si alternano quasi esclusivamente Maxi Lopez e Belotti, nulla da ridire su questo, però il reparto offensivo è formato anche da Martinez e Amauri e se non rendono per quanto sperato e finiscono per non essere alternative utili allora finisce per esserci anche un problema di strategie di mercato. Senza accusare nessuno, ma se gli attaccanti sono cinque e poi di fatto solo tre sono utilizzati, Martinez ha giocato finora 208 minuti e Amauri 15 su 1153 disputati dal Torino comprendendo anche i recuperi, ci sarà pure una spiegazione. E’ evidente che se Quagliarella, Maxi Lopez e Belotti segnassero a raffica non ci sarebbe spazio per gli altri, ma poiché i tre non fanno così tanti gol, sei in tre in dodici gare, allora sarebbe più utile avere in rosa altri due attaccanti sui quali realmente contare e non da utilizzarsi sporadicamente per effettuare cambi che non portano a un vantaggio per la squadra. A questo si aggiunge che il gioco del Torino potrebbe risentirne nel non avere una coppia d’attacco titolare e la scelta di prendere in estate Belotti, non si discute il giocatore bensì si cerca di comprendere la strategia nel formare la rosa, costato otto milioni di euro e tenere Maxi Lopez non sia stata la migliore perché i due giocatori rischiano di fatto di togliersi spazio a vicenda senza rendere al massimo delle loro possibilità e capacità. Belotti è fatto giocare perché rappresenta il futuro ed è stato un investimento a livello economico importante che non deve assolutamente essere svalutato e Maxi Lopez è stato relegato al ruolo di alternativa che finora ha segnato di più rispetto al compagno, ma che per età non può essere l’attaccante del futuro (ha trentuno anni a fronte dei quasi ventidue, li compirà il venti dicembre, di Belotti) e forse non è visto come la punta ideale, anche se gli sono pubblicamente riconosciute capacità di buon livello.
L’attacco non deve diventare un problema e Ventura in totale accodo con la società deve trovare le soluzioni idonee per il bene del Torino. Perseverare con scelte ondivaghe potrebbe danneggiare la squadra e finora sicuramente non ne hanno tratto giovamento né Belotti né Maxi Lopez e anche Quagliarella ha finito per appannarsi.