Totti: "Miha mi voleva al Toro, da allora dopo quello della Roma, chiedo sempre il risultato del Torino"

Totti: "Miha mi voleva al Toro, da allora dopo quello della Roma, chiedo sempre il risultato del Torino"TUTTOmercatoWEB.com
Oggi alle 15:38Notizie
di Marina Beccuti
Dal libro di Francesco Totti "Oltre", c'è questo commovente ricordo di Sinisa Mihajlovic e della possibilità di giocare nel Torino

Questo aneddoto è centenuto nel libro "Oltre", scritto con Alessandro Alciato, in cui Francesco Totti racconta la sua vita dopo l'addio al calcio avvenuto il 28 maggio del 2017, dopo Roma-Genoa. Nel libro il Capitano ha raccontato la sua vita dopo il campo di gioco, quando alcue squadre sembrava che potessero ancora metterlo in campo, per continuare a giocare e far sognare la gente. Per rispetto alla sua Roma Totti ha rifuutato ogni chiamata, compresa quella del Toro. Ma racconta cnhe del suo ultimo incontro con Simisa Mihajlovic, prima che la leucemia lo portasse via. E qui viene fuori il fatto che davvero il Torino lo voleva.

La storia nel libro

"Sinisa era forse cattivo sul campo, eppure dolce come un peluche fuori. A mia mamma piaceva tantissimo: ‘Frà, damme retta, è un buono'. Pieno di entusiasmo, di energia, ed è per quello che non sono mai andato a trovarlo all'ospedale, a parte che non si poteva, e poi lui non si sarebbe mai fatto vedere più debole del solito. Mi informavo sulle sue condizioni di salute, tramite conoscenze in comune. L'ultima volta, l'ho visto a Roma, alle sei di una sera che pareva qualunque, e invece non lo era. La nostra ultima sera insieme. Passavo in motorino vicino a Ponte Milvio, zona de laziali, era seduto al tavolino di un bar, da solo. Ho strombazzato, fingendo di andargli addosso, ma poi ho pensato che si sarebbe rotto il motorino, mica lui. ‘Sinì, sei un cinghiale', ‘Ma vaffanculo, Francesco. A proposito: hai deciso di andare al Torino?'. Non aveva perso la voglia di scherzare, nonostante tutto".

Granata mancato

"Non ho tolto il casco, altrimenti mi avrebbero riconosciuto e non avrei avuto tempo di stare a chiacchierare. Si è alzato, avvicinandosi lui a me. ‘Come stai, Sinisa?'. Ha subito deviato dall'argomento, gli dava fastidio. Abbiamo parlato di figli, di famiglie, di calcio. Non stava bene, non l'avrebbe mai ammesso. ‘Francesco, tu lo sai, vero, quante soddisfazioni ci saremmo tolti, se ti avessi allenato io?', ‘Ancora? Non ti è passata, eh…', ‘Pensa al boato dei tifosi del Torino alla lettura delle formazioni'. È l'ultima cosa che mi ha detto, e io, da allora, dopo quello della Roma, chiedo sempre il risultato del Torino. Perché mi ricorda una persona enorme, che non c'è più. Ne parlano tutti con un affetto che avrebbe meritato anche prima di ammalarsi, non solo dopo"