Torino, difesa sotto accusa: 5 partite su 5 in svantaggio, Abate avverte: “Evitare reti sciocche”

Torino, difesa sotto accusa: 5 partite su 5 in svantaggio, Abate avverte: “Evitare reti sciocche”TUTTOmercatoWEB.com
Ignazio Abate
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Oggi alle 10:30Notizie
di Elena Rossin
fonte Tuttosport
Al Torino la difesa è nel mirino: granata sempre in svantaggio e 8 gol subiti nelle prime cinque giornate di Serie A. Abate insiste sulla solidità difensiva “evitare di subire reti sciocche” e valuta le alternative.

Il Torino non può più permettersi di concedere il primo colpo agli avversari. Cinque partite di campionato, cinque volte in svantaggio: è il dato che fotografa meglio le difficoltà della squadra di Abate in questo avvio di Serie A. I granata sono riusciti a rimontare soltanto una volta, al Franchi, imponendosi per 2-1 e conquistando l'unica vittoria del loro campionato. Nelle altre occasioni sono arrivati il pareggio contro il Bologna, prima della pausa, e le sconfitte contro Milan, Sassuolo e Roma.

Un copione che si ripete e che impone una correzione immediata. La priorità è ritrovare solidità difensiva, limitare gli errori individuali e imparare a leggere meglio i momenti della partita. È questa la missione affidata da Abate al gruppo, con il lavoro al Filadelfia che durante la sosta si è concentrato soprattutto sulla fase di non possesso.

Torino, otto gol subiti in cinque partite: la difesa è il problema

I numeri non lasciano spazio a interpretazioni. Otto reti incassate in cinque giornate e zero clean sheet: il Torino non è ancora riuscito a terminare una partita senza subire gol. Una fragilità che rischia di pesare ulteriormente su una squadra che, quando deve costruire la propria rimonta, è chiamata a spendere energie e risorse aggiuntive.

Abate ha insistito più volte sul tema, dentro e fuori dal campo. Gli allenamenti sono stati l'occasione per correggere i meccanismi difensivi e aumentare la concentrazione, mentre le dichiarazioni pubbliche hanno ribadito la necessità di cambiare atteggiamento. “Prendiamo ancora troppi gol”, ha sottolineato più volte il tecnico, individuando nella scarsa attenzione uno dei principali aspetti da correggere.

Il problema, inoltre, non nasce oggi. Nella scorsa stagione il Torino aveva chiuso al secondo posto nella classifica delle squadre più perforate, con soltanto il Pisa ad aver incassato più reti. Un dato che rende ancora più urgente il lavoro sulla tenuta difensiva: concedere troppo agli avversari diventa un limite pesante, soprattutto quando anche la fase offensiva fatica a garantire continuità realizzativa.

Abate non vuole errori banali: “Dobbiamo percepire il pericolo”

La parola d'ordine al Filadelfia è attenzione. Per Abate non basta conoscere i principi tattici o organizzare correttamente la linea: serve soprattutto la capacità di riconoscere il pericolo prima che si trasformi in un'occasione avversaria.

Il tecnico lo aveva spiegato alla vigilia della trasferta del Franchi, indicando con chiarezza la strada da seguire.

“Occorre percepire di più il pericolo, bisogna ragionare in modo pessimistico in difesa, anche in situazioni tranquille o agevoli perché fa tutta la differenza”.

Un approccio che richiede compattezza, distanze più corte tra i reparti e una lettura più efficace delle situazioni di gioco. Quando la squadra si abbassa sotto la linea della palla, diventa fondamentale stringere le linee e ridurre gli spazi, evitando che gli avversari possano trovare varchi con troppa facilità.

Abate ha evidenziato anche i limiti del pressing offensivo, che il Torino non riesce ancora a sostenere con continuità. La squadra deve imparare a scegliere i momenti giusti per aggredire, senza perdere equilibrio e senza esporsi inutilmente.

La ricerca della solidità, però, non deve tradursi in una rinuncia al gioco. “Trovare solidità non significa non aver coraggio, quello non è negoziabile”, ha chiarito l'allenatore. Il punto è riuscire a conciliare aggressività e prudenza, mantenendo la personalità necessaria per giocare la propria partita senza concedere regali.

E poi c'è il concetto che Abate considera decisivo: “Dobbiamo costruire sia tatticamente che emotivamente il desiderio feroce di non prendere gol”. Perché le reti subite, in un campionato equilibrato, possono cambiare il destino delle partite e compromettere il lavoro costruito durante la settimana.

Difesa Torino, Comuzzo, Coco e Cömert restano in corsa: Rodriguez cresce

Sul piano delle scelte, Abate si è affidato finora soprattutto a Comuzzo, Coco e Cömert, con variazioni dettate dalle indisponibilità e dalle squalifiche. Quando l'ex viola e il difensore svizzero non sono stati disponibili, è toccato a Ismajli entrare nelle rotazioni.

Adesso, però, la situazione offre nuove possibilità. La pausa ha consentito anche a Rodriguez di aumentare sensibilmente il proprio minutaggio, una notizia accolta positivamente dall'allenatore.

“Sono felice di questo”, ha spiegato Abate, lasciando intendere che la competizione interna può diventare un fattore importante nella crescita del reparto.

Il tecnico non vuole chiudere la porta a nessuno. La gestione della rosa passa dalla meritocrazia e dalle risposte fornite durante gli allenamenti: chi dimostra di essere pronto può guadagnarsi spazio, indipendentemente dalle gerarchie iniziali.

“Ho 24 titolari e tutti devono sentirsi coinvolti”, ha ribadito Abate. Le gerarchie, semmai, si definiranno con il passare delle giornate, sulla base del lavoro settimanale e delle prestazioni.

Un principio che vale soprattutto per centrocampo e attacco, dove la maggiore abbondanza può offrire più soluzioni, ma che riguarda inevitabilmente anche la retroguardia. La concorrenza tra i difensori può diventare uno stimolo per alzare il livello dell'attenzione e ridurre gli errori che finora sono costati troppo caro.

La missione del Torino: smettere di rincorrere gli avversari

Il prossimo passo è trasformare le indicazioni del tecnico in risultati concreti. Non basta reagire dopo aver subito gol: il Torino deve imparare a entrare in partita con maggiore concentrazione, proteggere il proprio vantaggio quando arriverà e gestire meglio le fasi di pressione avversaria.

Cinque svantaggi consecutivi, otto reti incassate e nessuna partita senza gol al passivo sono segnali che non possono essere ignorati. Il lavoro al Filadelfia punta proprio a interrompere questa tendenza, attraverso una migliore organizzazione collettiva e una maggiore attenzione nei dettagli.

Abate chiede una squadra coraggiosa, ma anche capace di leggere i rischi e di non concedere occasioni evitabili. La missione difensiva del Torino parte da qui: meno distrazioni, più compattezza e la volontà di non dover sempre rincorrere il risultato.