Torino CF, le interviste dopo Torino-Como

11.06.2012 10:52 di Marina Beccuti   vedi letture
Fonte: Edoardo Brunetti Resp. Comunicazione e sviluppo immagine Tcf
Torino CF, le interviste dopo Torino-Como
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Il suo ingresso in campo ha spaccato in due la partita, se prima il Torino non riusciva a fare gioco, dopo le granata sono diventate fin quasi straripanti grazie alle sue discese sulla sinistra che hanno piegato il Como. Giulia Crisantino, classe ’97 è stata aggregata in questo finale di stagione alla Primavera dalla squadra Giovanissimi e dopo aver inciso nella gara di andata contro la Sestrese, si è ripetuta nel ritorno contro le lariane andando in rete e fornendo gli assist per le reti di Moretti.
Ti ritrovi catapultata nel fiale di stagione in Primavera e da aggregata diventi subito una pedina importante capace di cambiare le partite in corsa, fino ad oggi che sei stata decisiva. “Fatico veramente a parlare da quanta adrenalina ho ancora in corpo. Sono felicissima e agitatissima nello stesso tempo, ancora non ci credo. I complimenti fanno piacere, ma se sono riuscita ad incidere così tanto è perché le mie compagne mi hanno messo nella condizione di poterlo fare”.
Fatta sta che dopo un primo tempo di buio totale, nella ripresa è arrivata la luce. “Nella prima parte di partita potevamo sicuramente fare di più, mentre nel secondo tempo siamo tornate noi e i risultati si sono visti. Penso anche che abbia influito molto sulla prestazione generale l’infortunio di Martin che ha tolto sicurezza alla squadra facendoci giocare molto basse e lasciando le due punte solo in avanti”. Venerdì la finale, non all’Olimpico come sembrava, ma a Borgaro. “Meglio, l’Olimpico forse avrebbe portato troppa pressione già solo per l’idea di giocare lì. Personalmente a inizio stagione mai avrei pensato di arrivare a giocarmi lo scudetto con la Primavera, adesso abbiamo fatto trenta quindi facciamo trentuno e non se ne parli più”. La dedica per il gol? “A mio nonno Ciro”. Come si batte il Firenze? “Giocando con la testa e la grinta giusta. Loro sono un’ottima squadra e noi dovremo preparare al meglio la partita gestendo anche la tensione che col passare dei giorni crescerà sicuramente”.



Serami: “Mai più un primo tempo così” Il tecnico ancora arrabbiato per la prima frazione di gioco: “Non ci sono giustificazioni per quello che ho visto, nello spogliatoio mi sono limitato a dire che così saremmo usciti”
Il volto a fine partita è disteso, la tensione è passata e con la testa si inizia a pensare alla finale di venerdì contro il Firenze, ma appena si accenna al primo tempo giocato dalla sua squadra il tecnico Stefano Serami cambia sguardo e diventa serio: “Non ci sono giustificazioni per il primo tempo giocato dalle ragazze, si sono fatte sorprendere dalla paura e questo ha fatto la differenza in negativo. Certe tensioni vanno gestite. Nell’intervallo ci siamo guardati in faccia e io mi sono limitato a dire che quella che stavo vedendo in campo non era la mia squadra. Non avevano grinta e voglia, così potevamo solo uscire. Per fortuna l’hanno capito e nella ripresa è andata meglio”.
Decisi gli ingressi di Rosso e Crisantino. “Hanno portato vitalità e anche sicurezza in alcune giocate che prima non tentavamo nemmeno di fare. Io sono anche soddisfatto di come la squadra ha retto fisicamente, perché alla fine avevamo ancora fiato”.
Niente Olimpico, si giocherà la finale a Borgaro. “Non ci sono problemi per noi, l’Olimpico sarebbe stata una grande vetrina, anche se gli spalti credo sarebbero stati vuoti. A Borgaro il campo è bello e abbastanza grande, a noi piace giocare sulle fasce quindi spero di vedere una bella partita”. Affronterete il Firenze per la riedizione della finale 2006/07. “E’ un’ottima squadra, vincitrice del Torneo Arco di Trento ed ha eliminato un’ottima squadra come la Roma. Da romano e romanista mi sarebbe piaciuto affrontare la Roma, ma per la squadra la difficoltà sarebbe stata uguale”.

Nicco: “Il giusto premio dopo un anno difficile” Il difensore centrale è stato la migliore in campo nell’arco dei novanta minuti: “Ad inizio stagione è iniziato un nuovo ciclo, ci sono molte ragazze giovani che ancora si devono ben amalgamare ed imparare a gestire le pressioni. Questa settimana sarà determinante parlarci molto”
Migliore in campo nell’arco dei novanta minuti, chiamata insieme alla compagna di reparto Welter agli straordinari nella prima frazione di gioco, ma sempre presente e ottima in ogni chiusura e impostazione d’azione. Giada Nicco si è confermata perno insostituibile in difesa per il Torino e adesso con le compagne potrà andare alla conquista del suo secondo scudetto consecutivo, Firenze permettendo.
Nel primo tempo hai avuto il tuo bel d’affare. “Abbiamo veramente giocato male, avremmo potuto e dovuto dare molto di più, ma credo che tutte ci siamo fatte sorprendere dalla troppa ansia andando in difficoltà. Il Como ha iniziato a pressare subito alto e non riuscivano ad impostare alcuna azione, così ci siamo spaventate, abbiamo iniziato a temere il loro gol e abbiamo abbassato troppo il baricentro della squadra. Per fortuna è andata bene”. Poi nel secondo tempo gli ingressi di Crisantino e Rosso hanno cambiato la partita. “Con loro abbiamo trovato i giusti equilibri dopo che nei primi dieci minuti stavamo nuovamente faticando. Giulia soprattutto è stata devastante e determinante con le sue giocate che hanno sempre creato superiorità numerica”. La rete con cui il Como ha accorciato le distanze però non vi ha creato preoccupazione? “No, in quel momento avevamo ritrovato convinzione, determinazione e consapevolezza nei nostri mezzi. Inoltre è stata una rete casuale”. Quale il momento più difficile della stagione per arrivare alla finale? “Sarà che come partita è fresca, ma dico la gara di oggi. Ci giocavamo tutto e rappresentava tutto per noi”. Seconda finale consecutiva per te dopo quella vittoriosa dell’anno scorso, differenze e consigli? “La differenza maggiore sta nel gruppo, perché l’anno scorso c’erano giocatrici con esperienza e il gruppo aveva già una sua storia alle spalle, mentre quest’anno è partito un nuovo ciclo e quindi ancora adesso bisogna amalgamarsi bene. Pensiamo solo al fatto che la Crisantino, oggi determinante, è una ’97, quindi sotto età rispetto alla media e come lei ve ne sono tante. Inoltre per tutto l’anno contro di noi le avversarie hanno dato l’anima visto che sul petto abbiamo il tricolore e per alcune giovani non è stato semplice abituarsi. Quindi l’unico consiglio che posso dare è quello di vivere in tranquillità questi giorni e di esprimere eventuali preoccupazioni in modo che insieme le si possa affrontare”. Bisognerà lavorare un po’ sul fiato però visto che alcune di voi oggi sembravano stanche già a gara in corso. “In settimana dovremo lavorare bene per recuperare le energie che abbiamo speso in questo periodo, anche a livello mentale”. Tra voi e il tricolore c’è il Firenze.
“Avrei preferito la Roma, ma non penso ci sarebbe stata una grande differenza fra le due squadre. Noi dovremo pensare solo a noi e fare la nostra partita giocando come sappiamo”.

Moretti: “Tifosi, adesso stateci vicini” L’attaccante si è ripetuta dopo la gara di andata, segnando una doppietta: “Giocheremo a Borgaro, sarebbe bello sfruttare la vicinanza con Torino nonostante l’orario. Il Firenze è temibile, ma i campioni in carica siamo noi, rispetto, ma niente paura”
Non lo aveva promesso perché per lei la scaramanzia è molto importante, ma nei suoi occhi fin dai giorni precedenti alla partita contro il Como si vedeva la voglia di mettere la sua firma sulla partita. Da attaccante vero, da giocatrice a cui si chiede la differenza in campo per l’esperienza maturata in prima squadra ed Erika Moretti è uscita stremata tra gli applausi, nonostante un primo tempo in cui ha potuto solo lottare contro i difensori avversari per far salire la squadra, senza mai vedere lo specchio della porta da vicino, ma pronta a colpire alla prima occasione nella ripresa, come già successo una settimana prima a Como.
Le prime parole che vengono in mente guardando il tuo viso sono: “è stata dura”. “Penso di essere abbastanza stravolta in effetti, come tutte. Il primo tempo direi che è stata abbastanza orribile, siamo entrate in campo troppo tese e la rabbia agonistica del Como ci ha agitato ancor di più finendo per farci non giocare e farci pensare solo al rischio di subire il gol del Como. Penso di non sbagliarmi nel dire che non siamo riuscite a fare due passaggi di seguito in tutto il primo tempo. Abbiamo rischiato grosso”. L’infortunio della Martin quanto ha influito? “Sapevamo che non stava bene, stringe i denti da tempo per questa caviglia, ma lei per noi è molto importante. Mancano il suo filtro e i suoi fraseggi abbiamo finito per abbassarci troppo, quindi si, ha influito molto. Speriamo recuperi al meglio per la finale”. Come mai però questa agitazione? “Non saprei, probabilmente per noi sarà più semplice giocare la finale in gara secca rispetto alla partita di oggi. Ci aspettavamo un gara aggressiva da parte loro e questo probabilmente ha influito nel preparare mentalmente la partita”. Niente Olimpico per la finale. Meglio o peggio? “Mah, forse meglio perché lì l’emozione si sarebbe fatta sentire ancor di più. Spero venga molta gente a vederci nonostante l’orario pomeridiano perché sarebbe bello cercar di sfruttare la vicinanza con Torino”. L’esultanza dopo la seconda rete ha un significato particolare? “Si, ma è una cosa privata quindi preferisco tenerla per me”. Come si batte il Firenze? “Giocando come sappiamo, sapendo che affronteremo una squadra temibile, ma che i campioni in carica siamo noi, quindi rispetto, ma niente paura”.