Abate tira un sospiro di sollievo, ma ammette che restano problemi al suo Torino

Abate tira un sospiro di sollievo, ma ammette che restano problemi al suo TorinoTUTTOmercatoWEB.com
Ignazio Abate
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Oggi alle 14:00Notizie
di Elena Rossin
fonte Tuttosport
Il Torino batte 2-1 l’Udinese e sale a 7 punti in Serie A. Abate esulta per la vittoria, ma ammette le difficoltà: ora servono continuità e progressi nel gioco.

Il Torino ritrova il sorriso, conquista la prima vittoria casalinga del campionato e si lascia alle spalle una parte delle difficoltà delle prime giornate. Il 2-1 contro l’Udinese restituisce fiducia alla squadra di Ignazio Abate, che dopo la sosta riparte nel modo migliore e porta i granata a 7 punti, al 12° posto in classifica. Un risultato importante, che permette di guardare al futuro con maggiore serenità, ma che non cancella i problemi emersi ancora una volta sul piano del gioco.

Abate può finalmente tirare un sospiro di sollievo. La sua squadra ha dimostrato carattere, capacità di cambiare assetto e incisività nelle scelte dalla panchina. Ma il primo tempo ha confermato che il percorso di crescita è tutt’altro che concluso. Per trasformare questa vittoria in una vera ripartenza, il Torino dovrà trovare continuità e imparare a costruire occasioni con maggiore regolarità.

Torino-Udinese 2-1: tre punti pesanti per Abate

La ripresa del campionato dopo la sosta regala al Torino una vittoria preziosa contro un’Udinese che si presentava alla sfida con gli stessi punti dei granata. Il successo consente alla formazione di Abate di salire a quota 7 e di portarsi al 12° posto, aumentando il numero delle squadre che la precedono in classifica.

Alle spalle del Torino restano infatti otto formazioni: Lecce, Bologna, Udinese, Monza, Genoa, Parma, Fiorentina e Venezia. Una situazione ancora molto equilibrata, con diverse squadre racchiuse in pochi punti e una classifica destinata a cambiare rapidamente.

Per i granata, però, il valore della vittoria va oltre i numeri. Vincere in casa era fondamentale per ritrovare fiducia e dare una risposta dopo un avvio complicato. Anche il sostegno del pubblico ha avuto un peso importante: la Maratona ha accompagnato la squadra per tutta la partita, confermando la propria vicinanza nonostante le difficoltà delle prime giornate.

"Partita complicata, ma siamo stati bravi a interpretarla. Determinanti le sostituzioni", ha commentato Abate al termine dell'incontro. L'allenatore ha poi sottolineato la voglia della squadra di imporsi, senza dimenticare i tifosi: "Gioia meritata. Felice anche per i nostri tifosi, tanti pure di lunedì sera".

Le mosse di Abate fanno la differenza: decisivi Bragança e Kulenovic

Il Torino ha costruito il proprio successo attraverso due episodi che raccontano anche la capacità dell'allenatore di incidere sulla partita. Daniel Bragança ha sbloccato il risultato con uno schema da calcio d'angolo, mentre Sandro Kulenovic ha trovato il gol grazie alle mosse di Abate a gara in corso.

Le sostituzioni si sono rivelate determinanti e hanno confermato l'importanza di avere alternative in grado di cambiare il volto della squadra. "Sono felice per Kulenovic, che entra sempre bene con grande energia", ha spiegato il tecnico granata.

Non c'è stata soltanto la capacità di sfruttare le occasioni: a fare la differenza è stata anche la lettura tattica della partita. Abate ha inizialmente lasciato in panchina Vlasic, rientrato dagli impegni con la nazionale, scegliendo di riproporre il 4-4-2 con Oristanio e Cacciamani esterni alti, già sperimentato nel finale della gara contro il Bologna.

Nella ripresa, però, il tecnico ha cambiato ancora, passando a un 3-5-2 che in alcuni momenti si trasformava in 3-4-1-2. Una modifica che ha messo in difficoltà l'Udinese e ha permesso al Torino di trovare maggiore incisività.

La vittoria porta anche la firma delle scelte di Abate, capace di intervenire durante la gara e di sfruttare al meglio le risorse a disposizione.

Il problema del Torino resta il gioco: primo tempo troppo povero

Il risultato sorride ai granata, ma la prestazione lascia ancora diversi interrogativi. Nel primo tempo il Torino ha creato una sola vera occasione da gol, riuscendo comunque a sfruttarla con Bragança. Un dato che evidenzia una difficoltà già emersa nelle precedenti giornate: la squadra fatica a costruire gioco e a rendersi pericolosa con continuità.

Contro avversari che concedono pochi spazi, questa mancanza di soluzioni offensive rischia di diventare un limite pesante. Non sempre, infatti, sarà possibile sbloccare le partite sfruttando un calcio piazzato o trovare la giocata decisiva grazie a una sostituzione.

Abate lo sa e dovrà lavorare soprattutto sulla capacità del Torino di sviluppare la manovra, aumentare il numero delle occasioni e mantenere un livello di rendimento più costante nell'arco dei novanta minuti.

Il successo sull'Udinese rappresenta comunque una base da cui ripartire. I tre punti possono aumentare l'autostima e aiutare l'allenatore a trasmettere le proprie idee, ma il passo successivo sarà dimostrare che i progressi non sono legati soltanto alla singola partita.

Petrachi difende Abate: “Ci vuole tempo”

Prima del calcio d'inizio, il direttore sportivo Gianluca Petrachi aveva affrontato apertamente il tema delle difficoltà dell'allenatore, chiamato ad affrontare il salto dalla Serie B alla Serie A.

"Abate ha pagato il salto dalla Serie B alla A", aveva dichiarato il dirigente, precisando però che il tecnico ha bisogno di tempo per trasferire le proprie idee alla squadra.

Petrachi aveva anche evidenziato l'entusiasmo dell'allenatore e la qualità del suo lavoro quotidiano: "L'allenatore ha un entusiasmo incredibile, ha delle idee molto belle. Ora deve però riuscire a metterle in pratica e trasformarle in convinzioni da trasferire alla squadra".

Contro l'Udinese si sono intravisti alcuni segnali incoraggianti. La scelta iniziale del modulo, la capacità di cambiare durante la partita e l'efficacia delle sostituzioni hanno mostrato un Torino più flessibile e capace di adattarsi alle diverse fasi dell'incontro.

La strada, tuttavia, è ancora lunga. Il salto di categoria richiede tempo, soprattutto quando si tratta di consolidare automatismi, trovare equilibrio e rendere riconoscibile l'identità della squadra. La vittoria può rappresentare un punto di svolta, ma soltanto il campo dirà se il Torino ha davvero imboccato la strada giusta.

Il calendario offre un'occasione: ora il Torino deve trovare continuità

Dopo il successo contro l'Udinese, per Abate arriva un altro esame: confermare i progressi e dare seguito ai tre punti conquistati. Il calendario delle prossime giornate appare, almeno sulla carta, più favorevole rispetto a quello affrontato nella prima parte del campionato.

Un'occasione da sfruttare per accumulare punti, consolidare la posizione in classifica e alimentare l'entusiasmo dell'ambiente. In estate, Abate e Petrachi avevano immaginato un Torino capace di recitare il ruolo di mina vagante della Serie A. Un obiettivo che resta possibile soltanto attraverso prestazioni convincenti e risultati ripetuti nel tempo.

La vittoria contro l'Udinese è un primo passo, ma non basta ancora per cambiare le prospettive della stagione. Anche perché i friulani si sono presentati alla sfida senza un elemento importante come Zaniolo.

La vera sfida sarà quindi dimostrare che i granata possono vincere anche quando la partita si complica, senza dipendere esclusivamente dagli episodi o dall'impatto dei subentrati.

La Maratona, intanto, ha già fatto la propria parte, sostenendo la squadra fino al fischio finale. Ora tocca al Torino rispondere con prestazioni all'altezza delle aspettative.

Abate si gode tre punti fondamentali, ma il tempo degli alibi deve lasciare spazio ai risultati. Il successo sull'Udinese restituisce serenità e fiducia; per trasformare la vittoria in una svolta, serviranno un gioco più convincente, maggiore pericolosità offensiva e soprattutto continuità. Solo così il Torino potrà dimostrare di essere pronto per il salto di qualità.