Torino, Abate prepara la rivoluzione: la mossa che può cambiare il Toro

Torino, Abate prepara la rivoluzione: la mossa che può cambiare il ToroTUTTOmercatoWEB.com
Il Torino a Bologna
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Oggi alle 13:30Notizie
di Elena Rossin
fonte Tuttosport
Abate pensa a una svolta tattica. Due le soluzioni allo studio: 4-4-2 e 4-3-1-2. Ma la difesa a tre comunque resterà una delle armi del Torino.

Il Torino può cambiare pelle. E la prossima svolta di Ignazio Abate potrebbe partire proprio dalla difesa. Le rimonte contro Fiorentina e Bologna hanno lasciato un'indicazione precisa: quando il Toro passa a quattro dietro, qualcosa si accende. La squadra attacca con maggiore pericolosità, gli spazi offensivi aumentano e anche alcuni giocatori sembrano trovare una nuova dimensione. Ora Abate vuole capire se quella sensazione può trasformarsi in una scelta precisa: 4-4-2 oppure  4-3-1-2 dal primo minuto, senza però rinunciare alla difesa a tre come alternativa. La sosta servirà proprio a preparare il nuovo Toro.

Abate: “A quattro abbiamo qualcosa in più”

“La difesa a quattro io la amo. E la sensazione che ho è che quando giochiamo a quattro dietro, abbiamo qualcosa in più”.

Le parole di Ignazio Abate sembrano molto più di una semplice considerazione tattica. Il Torino potrebbe infatti presentarsi alla ripresa del campionato con una novità importante: l'utilizzo della difesa a quattro fin dal primo minuto.

Gli indizi arrivano soprattutto dalle ultime partite. Contro Bologna e Fiorentina, ma anche nella ripresa della sfida con la Roma, il Toro ha mostrato maggiore pericolosità dopo il passaggio a un sistema senza tre centrali. Una situazione che ha convinto Abate ad approfondire questa soluzione durante la pausa del campionato.

Torino, due moduli per cambiare passo: 4-4-2 e 4-3-1-2

Le due alternative principali sono già state sperimentate.

A Firenze, il Torino ha chiuso la partita con il 4-3-1-2, con Vlasic alle spalle della coppia formata da Adams e Simeone.

A Bologna, invece, Abate ha scelto un 4-4-2 molto offensivo. Cacciamani e Oristanio hanno agito da esterni alti, mentre Kulenovic ha affiancato Simeone in attacco. Proprio il Cholito ha beneficiato della presenza di un'altra punta al suo fianco, trovando maggiore libertà e incidendo di più nella fase offensiva.

Le due soluzioni hanno contribuito alle rimonte del Torino al Franchi e al pareggio del Dall'Ara. Per questo motivo Abate intende lavorarci con maggiore continuità.

La sosta aiuta Abate, ma mancheranno cinque centrali

Le tre settimane di pausa rappresentano un'occasione importante per il tecnico granata, anche se il lavoro sarà condizionato dagli impegni delle nazionali.

Abate non avrà infatti a disposizione nessuno dei cinque centrali della rosa: Comuzzo, Coco, Cömert, Ismajli e Rodriguez saranno impegnati con le rispettive Nazionali.

L'assenza dei difensori, però, non dovrebbe impedire al tecnico di concentrarsi sui nuovi meccanismi. Perché il passaggio alla difesa a quattro non riguarda soltanto i centrali: dovranno adattarsi soprattutto centrocampisti, esterni offensivi e attaccanti.

Il 4-4-2 dipende dagli esterni: Cacciamani e Oristanio fondamentali

Il principale ostacolo al 4-4-2 è numerico.

A Bologna gli esterni alti sono stati Cacciamani e Oristanio. L'unico altro giocatore della rosa in grado di ricoprire stabilmente quel ruolo è Aboukhlal, che al momento non rappresenta una prima scelta.

Per utilizzare il 4-4-2 dall'inizio, quindi, Abate ha bisogno che entrambi gli italiani siano disponibili e in buone condizioni.

La situazione offensiva complica ulteriormente il quadro. Adams e Pellegri sono infortunati, mentre Zapata deve fare i conti con un problema al ginocchio. Al momento, dunque, il tecnico può contare soprattutto su Simeone e Kulenovic.

Con una rosa così ridotta davanti, il 4-4-2 resta una soluzione possibile, ma la sua applicazione dal primo minuto dipenderà molto dalle condizioni degli uomini offensivi.

Casadei può spingere il 4-3-1-2

Il discorso cambia con il 4-3-1-2, che potrebbe offrire ad Abate una soluzione tattica interessante anche in funzione del ritorno di Cesare Casadei.

Il centrocampista si è lasciato alle spalle l'infortunio muscolare che lo ha limitato nelle ultime settimane e dovrebbe tornare a disposizione proprio dopo la sosta, in occasione della partita contro l'Udinese.

Il suo rientro potrebbe quindi aumentare le possibilità del tecnico di utilizzare un centrocampo a tre con un trequartista alle spalle delle due punte.

Torino camaleontico: la difesa a tre non sparirà

La possibile svolta verso la difesa a quattro non significa, però, addio definitivo al sistema a tre.

Il 3-5-1-1 utilizzato nelle ultime settimane continuerà a far parte del repertorio del Torino, così come le altre varianti: 3-5-2, 3-4-2-1 e 3-4-1-2.

L'idea di Abate è costruire una squadra sempre più camaleontica, capace di cambiare assetto anche durante la stessa partita. Il lavoro sulla difesa a quattro rappresenta quindi un'arma in più, non necessariamente una rinuncia al sistema precedente.

A gennaio possibili rinforzi sulle fasce

Se nel corso della stagione il passaggio alla difesa a quattro dovesse diventare una scelta definitiva, il Torino potrebbe dover intervenire sul mercato di gennaio.

Il reparto maggiormente bisognoso di rinforzi sarebbe quello degli esterni offensivi, soprattutto considerando le alternative attualmente presenti in rosa.

Lo stesso Abate ha evidenziato il problema: «Siamo un po' carenti in alcuni reparti, non abbiamo molti esterni alti per poter giocare sempre con il 4-4-2».

La direzione, dunque, sembra tracciata: il Torino vuole avere più soluzioni tattiche. E alla ripresa del campionato, contro l'Udinese, il primo vero test potrebbe già dire molto sulle intenzioni di Abate.