Per la riforma del sistema arbitrale servono 18 milioni e 10 dovrebbero arrivare dai club

Per la riforma del sistema arbitrale servono 18 milioni e 10 dovrebbero arrivare dai clubTUTTOmercatoWEB.com
Arbitri
© foto di Nicola Ianuale/TuttoSalernitana.com
Oggi alle 12:30Notizie
di Elena Rossin
fonte La Repubblica e Tmw

La FIGC ha deciso che la riforma del sistema arbitrale non è rimandabile: gli arbitri di serie A e di serie B saranno messi sotto contratto da una società partecipata al 100% dalla federazione. Contratti di lavoro autonomo, che, dopo un numero prefissato di presenze, diventano a tempo determinato, con contributi e TFR, si legge su La Repubblica.

La struttura del nuovo sistema che designerà gli arbitri di Serie A e B
E la scelta dei fischietti che ne faranno parte non sarà condizionata da graduatorie e selezioni piramidali: scelta libera su tutto il territorio nazionale. Da chi? L’idea è articolata: la struttura sarà retta da un cda di tre persone nominate dal Consiglio federale tra soggetti non tesserati: quindi né calciatori, né dirigenti né arbitri. Questo cda nominerà poi un direttore generale per la parte amministrativa e un designatore degli arbitri. Che quindi non sarebbe più espressione dell’AIA, l’associazione italiana arbitri, ovviamente contrarissima alla riforma.

La Serie A vorrebbe un membro del CdA e non solo
Il tutto al costo di 18 milioni: la Federcalcio ritiene di spostare su questa struttura parte dei soldi che oggi mette a disposizione dell’AIA, chiedendo un contributo a Serie A e B. Che però in cambio vorrebbero scegliere un membro del CdA e magari il designatore.