Nazionale, ecco Cerci. Pedullà: "Il giusto premio per il suo rendimento. E' l'arma in più del Toro"

18.03.2013 15:18 di Riccardo Billia   vedi letture
Nazionale, ecco Cerci. Pedullà: "Il giusto premio per il suo rendimento. E' l'arma in più del Toro"
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© foto di Federico De Luca

Dinanzi a prestazioni di ottimo livello, un mese fa Giampiero Ventura aveva sponsorizzato Alessio Cerci a Cesare Prandelli. Un segnale chiaro per il Ct azzurro, che ha seguito passo passo l'esterno di Velletri in questi mesi. Dalle prime settimane di ambientamento all'exploit di questo inverno, in cui l'ex viola si è rivelato, in termini di gol ed assist, il valore aggiunto del Toro. In un editoriale vergato sul suo sito, l'esperto di mercato Alfredo Pedullà, elogia Cerci, ripercorrendo le sue tappe nella squadra granata, da settembre ad oggi: "Ancora una volta, ieri contro la Lazio sotto la neve cadente, Cerci ha dimostrato di essere la vera arma in più di questo Torino. Ventura lo ha voluto dal primo giorno in cui si è seduto sulla panchina granata. Lo ha atteso, lo ha anche perdonato per qualche parola di troppo. Ed ora si gode un giocatore di livello assoluto capace di segnare e far segnare: 5 gol e 10 assist per lui in questa stagione. E la telefonata di Prandelli è il giusto premio, per quest'ultimi mesi giocati ad alti livelli. Il rendimento dell'esterno di Valmontone - guai a confordersi con Velletri, Alessio ci resterebbe male - rappresenta una scommessa vinta da tutti: dal mister, dal Toro e anche dallo stesso giocatore che in estate ha accettato ad occhi chiusi la casacca granata. E' la vittoria di tutta la piazza che lo ha atteso senza mai perdere la fiducia riposta in lui fin dall'inizio della stagione. I primi scatti di qualità si sono visti a Bergamo con il Toro che s'imponeva 5-1 sull'Atalanta, lì Cerci mise in fila ben tre assist.

L'esterno granata, però, non era ancora al top della forma e a quella grande prestazione, seguirono una serie di alti e bassi. Lo stesso Cerci disse più volte: ''Mi sto allenando per tornare al meglio''.
Ha scelto Torino per trovare riscatto, cedendo al corteggiamento di un allenatore che come nessun altro ne ha saputo esaltare le qualità, limitandone i "colpi di testa". A lungo Cerci è stato messo in discussione nell'arco della carriera ed ora, dopo aver lavorato in silenzio, forse il calcio italiano può godersi un nuovo talento: un top player ritrovato.
La dirigenza di via Arcivescovado è bene intenzionata a riscattare l'altra metà del cartellino, quella nelle mani della Fiorentina, e difficilmente fallirà nell'impresa. D'altronde, la disfatta di Parma è solo l'ultimo esempio in ordine cronologico. Infatti, senza il proprio numero 11 in campo i granata hanno sempre fatto fatica. Con lui in campo il Toro ha un arma in più e ora che la salvezza è lì a un soffio, i tifosi in città già ripensano a come sarebbe potuta andare se il ragazzo avesse raggiunto l'apice della forma dopo il primo mese di campionato. Anziché solo ora, a causa di un notevole ritardo nella preparazione estiva.