Lucas Perri, il Torino spende 4 milioni per l’ingaggio: Cairo aspetta la svolta del portiere

Lucas Perri, il Torino spende 4 milioni per l’ingaggio: Cairo aspetta la svolta del portiereTUTTOmercatoWEB.com
Lucas Perri
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Oggi alle 12:15Notizie
di Elena Rossin
fonte Tuttosport
Al portiere brasiliano Lucas Perri il Torino paga circa 4 milioni lordi d'ingaggio. Dopo gli errori iniziali e la pausa con lavoro al Filadelfia può esserci il rilancio: tutti se lo aspettano a iniziare da Cairo.

Dopo gli errori contro Monza, Fiorentina e Roma, il numero uno granata Lucas Perri vuole cambiare passo. Nelle tre settimane di lavoro al Filadelfia, durante la sosta del campionato, allenamenti anche nei giorni di riposo e una condizione fisica in crescita: Abate si aspetta risposte già contro l'Udinese.

Lucas Perri, il riscatto passa dal campo: il Torino aspetta il suo portiere

Quattro milioni di buone ragioni per cambiare marcia. Lucas Perri è chiamato a trasformare le aspettative del Torino in certezze, dopo un avvio di stagione caratterizzato da belle parate, errori pesanti e qualche incertezza di troppo. Il portiere brasiliano, arrivato dal Leeds soltanto il 29 agosto con la formula del prestito gratuito, non ha ancora convinto pienamente. Ma la lunga sosta potrebbe rappresentare il punto di svolta della sua esperienza in granata.

Al Filadelfia le indicazioni sono incoraggianti: Perri è apparso più reattivo, scattante e vicino alla migliore condizione psicofisica. Un miglioramento costruito attraverso il lavoro quotidiano, la cura della forma atletica e una disponibilità che, raccontano nell'ambiente granata, non è passata inosservata.

Per il Torino, che ha puntato con decisione sul brasiliano, la sfida è trasformare questi segnali in prestazioni convincenti. Perché il rendimento del portiere può incidere in maniera determinante sui risultati della squadra e sulle ambizioni di riscatto dopo un avvio complicato.

Dagli errori contro Fiorentina e Roma alle parate decisive: cosa non ha funzionato

Le prime uscite di Perri con la maglia granata hanno restituito un quadro contrastante. Da una parte, interventi di qualità che hanno confermato le sue doti fisiche e tecniche; dall'altra, errori che hanno pesato sul giudizio complessivo delle sue prestazioni.

In Coppa Italia contro il Monza, il pallone calciato da Dany Mota è passato in mezzo alle gambe del portiere brasiliano. A Firenze è arrivata un'altra giornata difficile, con un errore che ha favorito la rete viola e il gol subito dalla lunghissima distanza di Pellegrino. Contro la Roma, invece, un rilancio sbagliato ha contribuito a innescare il gol di Malen, mentre sul diagonale del 2-0 firmato da Pisilli Perri è apparso in ritardo.

Nelle quattro partite fin qui disputate con il Torino — Monza in Coppa Italia, Fiorentina, Roma e Bologna in campionato — non sono mancate altre incertezze, alcune senza conseguenze sul risultato, oltre a diversi rinvii imprecisi.

Sarebbe però riduttivo fermarsi soltanto agli errori. Perri ha mostrato anche riflessi importanti e capacità di compiere interventi spettacolari. Il potenziale, del resto, non è in discussione: quasi due metri di statura, esperienza internazionale e qualità che il Torino spera di vedere emergere con maggiore continuità.

Tre settimane al Filadelfia: Perri si è allenato anche nei giorni di riposo

La pausa per le Nazionali ha offerto al portiere brasiliano l'opportunità di lavorare sulla condizione atletica e sulla fiducia. Perri ha chiesto e ottenuto di potersi allenare al Filadelfia anche nei giorni di riposo concessi ai compagni, fermandosi soltanto la domenica.

Un impegno supplementare per recuperare il terreno perduto dopo una stagione complicata in Inghilterra. Al Leeds, infatti, il portiere aveva perso il posto da titolare già poco dopo Natale. L'ultima presenza dal primo minuto in Premier League risaliva ai primi giorni di gennaio; nei mesi successivi aveva trovato spazio soltanto in quattro occasioni in FA Cup, tra febbraio e aprile.

L'estate, poi, era trascorsa ai margini del progetto inglese, prima di un percorso di terapie prolungate per superare un problema muscolare.

Quando è arrivato a Torino, dunque, Perri non poteva essere al massimo della condizione. Il tempo necessario per ritrovare ritmo, sicurezza e brillantezza può aiutare a spiegare almeno in parte le difficoltà iniziali, senza cancellare la necessità di migliorare.

Le indicazioni raccolte al Filadelfia parlano di un professionista serio, disponibile e motivato. Anche l'adattamento a metodi di lavoro, schemi ed esercizi differenti da quelli a cui era abituato sta procedendo attraverso un atteggiamento giudicato positivo.

Cairo aspetta risposte: l'ingaggio di Perri pesa sul bilancio del Torino

Le aspettative sono alte anche per una questione economica. Secondo le cifre riportate, Perri percepisce uno degli ingaggi più elevati della rosa granata: circa quattro milioni di euro lordi, tra tasse e bonus compresi.

Il Torino lo ha ottenuto dal Leeds senza pagare un corrispettivo iniziale per il prestito, ma il club inglese ha fissato a 16 milioni di euro il diritto di riscatto. Una cifra importante, soprattutto considerando che il Leeds non contribuisce al pagamento dello stipendio del brasiliano.

La trattativa si è sbloccata soltanto negli ultimi giorni di agosto, quando il club inglese ha preso atto della mancanza di alternative concrete migliori per il proprio portiere. Perri, nel frattempo, si era già promesso al Torino.

La scelta di puntare su di lui è stata sostenuta dall'allenatore Abate e dal direttore sportivo Petrachi, con un progetto preciso: affidare la porta a un estremo difensore esperto e favorire, nel frattempo, la crescita di Mascardi, giovane talento che ha compiuto vent'anni a settembre.

Adesso, però, servono risposte sul campo. Un ingaggio di questo livello porta con sé aspettative inevitabili e rende ogni errore più pesante agli occhi della società e dei tifosi.

Abate sotto pressione, ma il mercato tardivo resta un problema

Il rendimento di Perri si inserisce in un contesto più ampio, nel quale anche Abate è chiamato a migliorare i risultati e la qualità del gioco.

Le parole pronunciate da Urbano Cairo una decina di giorni fa sono ancora attuali: «Mi aspettavo sicuramente di più da questo inizio di campionato. Abate lo sa e ha voglia di riscatto anche lui. Adesso ci sono state tre settimane in cui ha avuto quasi tutta la rosa per lavorare...».

Un messaggio che conferma le aspettative della società, ma che lascia sullo sfondo una questione tutt'altro che secondaria: diversi giocatori destinati a ricoprire ruoli importanti sono arrivati soltanto tra la fine di agosto e i primi giorni di settembre.

Oltre a Perri, il Torino ha completato gli innesti di Belghali, Mandragora, Bragança e Patterson, prima di aggiungere lo svincolato Rodriguez. Una situazione che ha limitato il tempo a disposizione dell'allenatore per integrare i nuovi arrivati e costruire un gruppo equilibrato.

La sosta, inoltre, non ha consentito a tutti di lavorare insieme: ben 14 giocatori sono partiti per gli impegni con le rispettive Nazionali. Anche per questo, pur tra errori e risultati deludenti, il lavoro di Abate va valutato tenendo conto delle difficoltà create da una campagna acquisti completata in ritardo.

Monte ingaggi da 49,7 milioni: il Torino paga il ritardo sul campo?

Petrachi è riuscito a contenere il monte ingaggi lordo complessivo del Torino, che secondo i dati riportati si attesta a 49,7 milioni di euro, bonus esclusi. Una cifra vicina a quella del Bologna e che colloca i granata tra le società con i costi salariali più elevati della Serie A.

Davanti al Torino, in questa graduatoria, figurano Juventus, Inter, Napoli, Milan, Roma, Como, Atalanta, Lazio e Fiorentina.

Il dato economico rende ancora più evidente il divario tra le risorse impegnate e i risultati attesi. Cairo vuole una squadra capace di risalire la classifica, Abate ha bisogno di tempo per consolidare il lavoro e Perri deve dimostrare di meritare la fiducia ricevuta.

Per il portiere brasiliano, la sfida è duplice: ritrovare continuità tra i pali e giustificare un investimento potenziale da 16 milioni di euro, oltre a uno stipendio importante.

Torino-Udinese, Perri cerca la svolta: ora parlano le parate

La prossima partita contro l'Udinese può diventare un passaggio significativo per il futuro immediato del portiere granata. Dopo tre settimane di lavoro supplementare, Perri arriva all'appuntamento con segnali incoraggianti sul piano fisico e con la voglia di lasciarsi alle spalle gli errori delle prime uscite.

La professionalità mostrata durante la sosta è un punto di partenza, non il traguardo. Per conquistare definitivamente il Torino serviranno prestazioni solide, maggiore precisione nelle uscite e nei rilanci e, soprattutto, quella continuità che finora è mancata.

Le qualità per riuscirci ci sono. Adesso Perri deve dimostrarlo in partita. Perché i quattro milioni lordi del suo ingaggio rappresentano una responsabilità importante, ma sarà soltanto il rendimento sul campo a stabilire se il Torino avrà trovato il portiere su cui costruire il proprio futuro.