Graziani: "Pensavo qualcosa di meglio da questo Toro. Cairo? E' pronto a vendere, ma..."
Il Torino ha recentemente raccolto qualche risultato utile dopo un avvio complicato e Graziani si aspetta segnali incoraggianti al rientro dalla sosta. «Me lo auguro, i presupposti per riprendersi ci sono, le ultime partite hanno generato speranze e spero anche un po' di entusiasmo». L'ex bomber, tuttavia, non nasconde la sorpresa per quanto accaduto nelle prime giornate: «Non è stato un bell'avvio, credevo in qualcosa di meglio» ha spiegato sulle colonne de La Stampa.
Il mercato non può essere un alibi
Il grande rinnovamento della rosa ha inevitabilmente richiesto tempo, soprattutto considerando che diversi innesti sono arrivati nelle fasi conclusive della sessione estiva. Graziani però invita a non utilizzare il mercato come giustificazione: «Può essere, ma non sia un alibi, non è certo capitato solo al Toro. Due o tre settimane per inserire i nuovi ci stanno, ma adesso sono passate». L'ex granata torna poi sull'episodio contestato di Bologna, con il contatto su Oristanio che non ha portato al calcio di rigore. Il suo giudizio è netto: «Come si fa a non vedere un rigore così? È una vergogna. La Var è morta, ringraziamo Orsato che ha distrutto la tecnologia. Fanno passare dei falli che prima punivano, c'è troppa confusione».
Abate, l'attacco e il caso Zapata
Graziani guarda con interesse anche al lavoro del nuovo allenatore. Abate dovrà riuscire a trasmettere alla squadra la propria idea di calcio e, secondo l'ex attaccante, ha le caratteristiche per provarci fino in fondo. «Me lo auguro, è giovane e ambizioso e lui ci mette tanto impegno. Il Toro è un'opportunità che non deve farsi scappare, ma come diceva Gigi Radice è la squadra che determina i risultati». L'attacco continua a essere uno dei principali temi di discussione. Simeone non ha ancora trovato la via del gol in campionato, mentre Adams è atteso al rientro. «Il Cholito si impegna da morire e Adams pure: speriamo che lo scozzese rientri presto. Ma il problema è un altro». Il pensiero di Graziani va a Zapata, reduce dal lungo stop e ancora lontano dai suoi standard abituali: «Ho grande stima e rispetto per un giocatore così, però dopo l'infortunio non si è più visto il vero bomber. Nessuno pretende che giochi sempre titolare, ha 35 anni, ma deve essere un'alternativa importante per gli altri».
«Cairo? E' pronto a vendere»
Graziani prova infine a fissare anche un traguardo per il Torino. L'obiettivo realistico, secondo l'ex attaccante, deve essere quello di risalire verso la parte sinistra della classifica, senza però rinunciare ai sogni di un tifoso che continua a guardare più in alto. Alla domanda su dove possa arrivare il Toro, la risposta è chiara: «L'obiettivo deve essere la prima metà della classifica, i presupposti ci sono. Ma da tifoso sogno un piazzamento in Europa». Un'ultima riflessione riguarda il ritorno del pubblico allo stadio e il legame tra la squadra e la sua gente. Graziani considera la partecipazione dei tifosi un elemento fondamentale per qualsiasi società calcistica: «Sono contento: una squadra di calcio appartiene al suo popolo. E Cairo è pronto a vendere, mi sembra provato da questa situazione, ma ci vogliono gli acquirenti».
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