E’ possibile un altro Torino? Cacciamani ne è la speranza

E’ possibile un altro Torino? Cacciamani ne è la speranza
Alessio Cacciamani
© foto di Elena Rossin
Oggi alle 12:00Notizie
di Elena Rossin
fonte Tuttosport

Era il 26 aprile 1987 e anche quel giorno si disputò il derby, per la cronaca finì 1 a 1, in gol Brio e Cravero, ma non è tanto il risultato che conta bensì che Radice, era lui l’allenatore, mandò in campo ben 8 calciatori che provenivano dal vivaio: Francini, Cravero, Fuser, Ezio Rossi, Giacomo Ferri, Antonio Comi, Lentini e Beppe Dossena. E altri due, Zaccarelli e Mariani, erano in panchina. Sono anni che il Torino, quando va bene al massimo manda in campo un ragazzo proveniente dalle proprie giovanili e quasi sempre ha fatto solo un passaggio non tutta la trafila. Per cui che Alessio Cacciamani si sia mettendo in luce in Serie B con la Juve Stabia dove è andato a farsi le proverbiali ossa alimenta  la speranza che un altro Toro sia possibile, coniugata al desiderio, all’auspicio, alla prospettiva che, ovviamente, un’altra proprietà sia possibile, scrive su Tuttosport Xavier Jacobelli. Tale, magari, da vincere più di un derby in ventun anni prima di questo, non individuando nel decimo posto il traguardo massimo stagionale.  

Ignazio Abate nella Juve Stabia ha saputo valorizzare al massimo Cacciamani, esterno destro classe 2007. La riprova: lo ha utilizzato per 2 mila 467 minuti (36 presenze, 2 gol, 4 assist). E il ragazzo è risultato il miglior giovane della Serie B. La riprova: lo ha utilizzato per 2 mila 467 minuti (36 presenze, 2 gol, 4 assist). E il ragazzo è risultato il miglior giovane della Serie B. La Serie B è il vero campionato italiano, rispetto all’esterofilia acuta della Serie A che in questa stagione ha fatto registrare 67 e, addirittura, il 70,6 per cento di stranieri in campo, mentre in B si sono visti il 72% di giocatori italiani.