D'Orsi: "Partite alle 12.30? Ci sono rischi sia fisici che mentali"

25.09.2010 11:31 di Raffaella Bon   vedi letture
D'Orsi: "Partite alle 12.30? Ci sono rischi sia fisici che mentali"
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© foto di Tommaso Sabino/TuttoLegaPro.com

La partita che vedrà in campo Cesena e Napoli sembra avere per entrambe le contendenti un avversario in più: l'orario insolito in cui i calciatori scenderanno in campo. Nelle precedenti gare di campionato giocate alle 12.30, più di un giocatore ha infatti accusato problemi durante i novanta minuti, difficoltà dovute all'alimentazione certo, ma anche alla tenuta fisica e al caldo, che in questo periodo dell'anno ancora sconsiglierebbe di giocare in un orario del genere. Il dottor Giovanni Maria d'Orsi è un esperto in medicina dello sport, e spiega per i lettori di Tutto Napoli.net quali sono i punti interrogativi derivanti dallo giocare ad un orario inconsueto: "Il problema più importante riguarda certamente l'alimentazione. Bisogna innanzitutto fare in modo che la digestione non si svolga mentre il calciatore sta giocando. E stare attenti a quello che si mangia, certo. Ma non devono essere sottovalutati nemmeno potenziali disturbi psicologici: il giocatore di calcio è una persona molto abitudinaria, soprattutto nel giorno della partita. Ama alzarsi il più delle volte allo stesso orario, per cui modificando il momento della sveglia si possono avere delle ripercussioni anche sul bioritmo della persona. Con conseguenze che possono far si che l'atleta non renda dal punto di vista fisico come invece potrebbe in condizioni di normalità".

Cosa sarebbe consigliabile dal punto di vista alimentare?

"Una colazione normale, fatta assumendo del the con fette biscottate, non è idonea. Il rischio è quello di andare in ipoglicemia, ossia una riduzione della concentrazione del glucosio nel sangue, con conseguente peggioramento delle condizioni fisiche e della prestazione sportiva. In estrema ipotesi, si può arrivare addirittura al collasso. Allo stesso modo risulterebbe dannoso per l'organismo umano fare colazione intorno alle 8.30 e poi assumere un piccolo pasto, ad esempio un toast, alle 10.30. La digestione continuerebbe infatti ad avvenire durante la partita, quando il sangue del corpo umano deve concentrarsi per la maggior parte nei muscoli: così invece dovrebbe "curare" anche il processo digestivo, sottraendo quindi energia al resto del corpo. Come accaduto ad esempio ai giocatori Pinardi ed Acquafresca, che durante la partita hanno accusato problemi allo stomaco"

La soluzione migliore allora qual è?

"Quella di fare un pasto unico tra le 8 e le 9, non più tardi - in modo da aver concluso la digestione per l'inizio della partita – e che sia più completo di una semplice colazione, così da evitare l'insorgere dell'ipoglicemia. Potrebbe essere sia una colazione abbondante, magari improntata alla tradizione continentale (ad esempio includendo pane con bresaola) oppure addirittura della pastasciutta, che per un'atleta rimane sempre il cibo ideale da assumere prima dell'impegno agonistico: comunque, pochi grassi, poche proteine e abbondanti carboidrati"