Ceferin, altra bordata ad Agnelli: "Stavo per ringraziarlo, invece mentiva e tramava alle mie spalle"

25.04.2021 10:50 di Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Daily Mail e Tmw
Aleksander Ceferin
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Aleksander Ceferin
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Aleksander Ceferin, che in questa settimana ha battibeccato a distanza a più riprese con Andrea Agnelli, torna a parlare anche del presidente bianconero nell'ambito di un discorso sul Comitato UEFA in un'intervista concessa al Daily Mail: "E' stato molto stressante, mi sono sentito come messo in lavatrice. Sabato sono andato in Svizzera, otto ore di auto, e avevo tutto pronto per parlare delle nuove riforme per la Champions League e le coppe europee. Stavo anche ringraziando Agnelli, ma da allora ho cambiato quattro volte il discorso. Stavano preparando cose che non mi hanno mai detto. Il tizio (Agnelli, ndr) mi mentiva dicendo 'Non è vero, non è vero...'. Alla fine invece era vero e io devo raccontare pubblicamente ciò che è successo".

Ecco che cos’altro ha detto Ceferin nell’intervista a poco meno di una settimana da quand'è scoppiato il caso Superlega e a quattro giorni da quando il progetto è fallito: "Sono rimasto davvero colpito dalla reazione del governo del Regno Unito. Ho avuto più conversazioni telefoniche con Boris Johnson e il segretario di Stato Dowen in quelle 48 ore di follia. Erano dalla parte giusta della storia al momento giusto e questo mi ha colpito molto. Questo sforzo congiunto dimostra che non tutto è in vendita, che non puoi presentarti coi tuoi miliardi e dire 'Non m'interessano tradizione, storia, tutto ciò che amiamo, perché ho abbastanza soldi e comprerò tutto'. Non esiste, questo concetto non può passare".

Contro Juventus, Real Madrid e Barcellona. L'affondo del numero uno della UEFA è chiaramente diretto ai club che avevano provato a fondare la Superlega, su tutti Juventus, Real Madrid e Barcellona: "Ognuno dovrà subirne le conseguenze, non possiamo far finta di nulla. Per me c'è una chiara differenza tra i club inglesi e gli altri sei perché gli inglesi sono stati i primi a tirarsi indietro, ammettendo l'errore. Ci sono tre gruppi in questi dodici club: i sei inglesi, poi gli altri tre (Atletico Madrid, Milan e Inter, ndr) e poi quelli che considerano la terra piatta e pensano che la Superlega esista ancora. E tra questi tre gruppi c'è una grande differenza. Tutto, comunque, saranno ritenuti responsabili. In che modo poi lo vedremo".