Berruto: "Tutti noi, nel nostro piccolo, facciamo politica. Prendiamo esempio da Marchisio"

15.10.2019 19:28 di Marina Beccuti Twitter:    Vedi letture
Berruto: "Tutti noi, nel nostro piccolo, facciamo politica. Prendiamo esempio da Marchisio"

L'ex ct della nazionale italiana di pallavolo maschile, noto tifoso granata, Mauro Berruto, ha parlato a TMW Radio, nel corso della trasmissione Stadio Aperto, per commentare alcuni fatti politici internazionali. Lo sport può fare molto e dare un buon esempio, se ben usato dai suoi interpreti, ovviamente.

Sullo scottante caso della Turchia ha attaccato il suo presidente: "Le parole sono importanti, sempre. Quello di Erdogan è un regime, una dittatura. Occorre riappropriarsi della bellezza del linguaggio degli sportivi, che è universale e arriva con forza e intensità in ogni angolo del mondo. Tutto ciò comporta una grande responsabilità. Il gesto della Nazionale turca è causato chiaramente da un sentimento di terrore, ma non esula i calciatori dalle responsabilità derivanti dal proprio ruolo. Ci fossero dubbi su questo, discuteremmo i valori intrinsechi dello sport. Lo sport è un atto politico, non deve rimanere fuori da queste questioni: ognuno di noi deve prendersi cura del proprio pezzo di mondo e migliorarlo facendo bene il proprio mestiere. Tutti noi facciamo, nel nostro piccolo, facciamo politica".

Su quanto ha detto Uva, vice presidente dell'Uefa, ha detto: "Michele è un mio carissimo amico, è una persona estremamente intelligente. In alcune circostanze lo sport può guidare la politica, è successo già molte volte ed è stato importante come strumento diplomatico. Il tema riguarda la Turchia di Erdogan, se essa sia il posto giusto per far innescare un meccanismo di questo tipo. Ripenso a casi del passato in cui lo sport ha scardinato situazioni e proposto strade che la politica non ha trovato: mi auguro che questa partita possa andarsi ad annoverare tra questi episodi. La finale di Champions League ad Istanbul può rappresentare questo tipo di opportunità. Fare bene il calciatore non significa non dover mettere la faccia, bisogna prendere esempio da persone come Claudio Marchisio. C'è bisogno di atleti che dicano come la pensano. Ora la Uefa ha un compito altissimo e bellissimo allo stesso tempo: su queste questioni, da un punto di vista culturale, è più importante dell'ONU. Bisogna scegliere da che parte stare".

Per Berruto gli sportivi hanno molte responsabilità e il loro atteggiamento può avere ripercussioni nel sociale: "Sarebbe giusto uscire dai canoni un po' ipocriti che vedono questo mondo come sinonimo di perfezione. Lo sport ha le sue regole. C'è la necessità di sapere se gli sportivi siano in grado di parlare un linguaggio universale, rivolto a tutti e non solo a loro stessi: l'impatto a livello comunicativo è più potente anche dei fondamentalismi religiosi. Questa responsabilità si trasforma in fama e successo, è un dono e va di pari passo con il talento".