Belghali e un consigliere prezioso: Abate sa come si gioca a destra

Belghali e un consigliere prezioso: Abate sa come si gioca a destraTUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 16:30Notizie
di Federico Danesi
fonte La Stampa
Il laterale belga-algerino confessa di parlare molto con il suo nuovo allenatore perché sa come muoversi su quella fascia

Difesa a tre oppure a quattro, per lui cambia relativamente poco. Perché nel primo caso Rafik Belghali agisce quasi come un'ala, facendosi tutta la fascia di corsa mentre nel secondo diventa un terzino puro e deve in qualche modo anche difendere. Certo, l'esterno belga-algerino predilige più offendere, ma in Italia al Verona prima e ora con Ignazio Abate sta facendo crescere anche l'altra parte del suo gioco. E il recente cambio di agente fa capire che ha progetti importanti in vista.

Belghali e un consigliere prezioso, il Toro crede in lui

Così è stato anche lunedì sera contro l'Udinese. Un primo tempo timido, come tutto il resto della squadra, troppo preoccupato di non sbagliare per evitare mettere in difficoltà i compagni. Però anche una ripresa di sostanza e continuità. Scampoli di quanto già visti nella passata stagione in magl.ia Hellas, quando era stato uno dei pochi ad avere rendimento costante e a farsi notare.

Il Toro in effetti lo seguiva da tempo, ben sapendo di dover sacrificare Pedersen per ragioni di mercato, anche se in realtà la trattativa si è concretizzata solo nel finale della sessione estiva di mercato. Lui ha saputo aspettare senza puntare i piedi e senza andare in fibrillazione, ora è convinto di dover ripagare la fiducia del suol nuovo club e di Ignazio Abate con il quale i dialoghi sono sempre fitti.

"Questo è il posto giusto per crescere", con Abate dialogo continuo

Lo conferma oggi 'La Stampa' riportando le sue ultime parole. In fondo il tecnico granata per tutta la sua carriera, anche quando era ancora giovanissimo e nel Toro si stava affacciando al calcio che conta, ha ricoperto lo stesso ruolo. Quindi sa come muoversi e cosa significa vestire questa maglia, sa che pressione positiva possono mettere i tifosi.

"Ho scelto il Toro perché è una grande squadra e questo è il posto giusto per crescere", ha spiegato dopo la vittoria contro l'Udinese. Nella testa di Abate tra lui, Fortini, Patterson e Cacciamani la squadra deve volare su quelle due fasce, ma serve che tutti dimostrino di essere più continui. Compreso Rafik, che finalmente ha capito cosa sia il Toro