Abate cambia ancora il Torino: contro l’Udinese sarà l’ottavo Toro diverso

Abate cambia ancora il Torino: contro l’Udinese sarà l’ottavo Toro diversoTUTTOmercatoWEB.com
Ignazio Abate
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Oggi alle 11:43Notizie
di Elena Rossin
fonte Tuttosport
Sette formazioni diverse nelle prime sette partite ufficiali: il tecnico granata cerca ancora la sua squadra, tra mercato tardivo, infortuni e nuovi equilibri. Contro l’Udinese tornano Comuzzo e Casadei.

Alla ripresa del campionato, il 12 ottobre, si vedrà un Torino ancora diverso rispetto a quello visto in sette differenti varianti nelle prime sette partite ufficiali,  5 di campionato e 2 di Coppa Italia. Finora per vari motivi infatti Abate ha dovuto presentare in campo sempre formazioni differenti e questa è una delle cause dei risultati non certo brillanti ottenuti: l’eliminazione dalla Coppa Italia ai sedicesimi e in campionato 3 sconfitte, Milan, Sassuolo e Roma, una vittoria, Fiorentina, e un pareggio, Bologna.

Sette partite, sette formazioni diverse: il Torino di Abate cerca ancora la sua identità

Guardando le distinte delle prime sette partite ufficiali della stagione, a qualche tifoso del Torino potrebbe essere venuto un brivido. Sette partite, sette formazioni differenti. Un dato che inevitabilmente riporta alla memoria la gestione di Marco Baroni, quando il tecnico riuscì a schierare 26 formazioni diverse nelle prime 26 giornate di campionato, alle quali si aggiunsero altre quattro in Coppa Italia.

Un precedente che, però, non va utilizzato per mettere sullo stesso piano due situazioni differenti. Ignazio Abate è appena arrivato sulla panchina granata e nelle prime settimane ha dovuto fare i conti con un mercato chiuso tardivamente, nuovi acquisti da inserire e diversi problemi fisici.

Mercato tardivo e infortuni: Abate non ha mai avuto tutti

Il primo elemento da considerare riguarda proprio la costruzione della rosa. Giocatori importanti come Lucas Perri, Rafik Belghali, Rolando Mandragora e Daniel Bragança sono arrivati nelle ultime ore della finestra estiva di mercato, quando il campionato era già iniziato.

Abate, quindi, non ha avuto la possibilità di lavorare fin dall'inizio con tutti gli elementi che oggi considera parte del progetto. E anche quando alcuni nuovi acquisti sono diventati disponibili, è stato necessario aspettare il raggiungimento di una condizione atletica adeguata prima di utilizzarli dall'inizio.

Il caso di Bragança è emblematico: il centrocampista ha avuto bisogno di tempo prima di poter essere inserito stabilmente nell'undici titolare.

A questo si sono aggiunti gli infortuni, che hanno ulteriormente complicato il lavoro dell'allenatore.

Torino, però, i continui cambi raccontano anche una ricerca ancora aperta

Gli alibi, dunque, non mancano. Ma il dato delle sette formazioni diverse dice anche un'altra cosa: nelle prime giornate Abate non ha ancora trovato una soluzione definitiva.

Lo raccontano le prestazioni e, soprattutto, alcuni risultati. Le sconfitte in campionato contro Milan, Sassuolo e Roma hanno avuto un elemento comune: per un tempo, e in alcuni casi anche più a lungo, il Torino ha subito il gioco degli avversari.

La squadra è rimasta spesso bassa nella propria metà campo, ha faticato a costruire occasioni e ha finito per concedere campo e gol.

La sconfitta con il Monza ha acceso un altro campanello d'allarme

Ancora più complicata, sul piano della prestazione, è stata la gara di Coppa Italia contro il Monza.

Contro la squadra di Ivan Juric il Torino ha mostrato probabilmente uno dei suoi volti peggiori, confermando quanto il lavoro di Abate sia ancora in una fase di costruzione.

L'obiettivo dell'allenatore è trovare un equilibrio che permetta alla squadra di essere meno prevedibile e, allo stesso tempo, più solida nelle diverse fasi della partita.

La pausa può aiutare Abate, ma il Torino perde quattordici nazionali

La sosta per le nazionali rappresenta un'occasione importante per lavorare sugli automatismi, anche se Abate non ha potuto disporre dell'intero gruppo.

Sono infatti quattordici i giocatori del Torino convocati dalle rispettive nazionali. Tra questi ci sono elementi importanti come Pietro Comuzzo, Nikola Vlasic e Rolando Mandragora, quest'ultimo diventato rapidamente un punto di riferimento del centrocampo granata.

Al momento è rientrato soltanto Saul Coco, che ha concluso gli impegni con la Guinea Equatoriale nelle qualificazioni alla Coppa d'Africa.

Intanto arriva anche una novità importante per Emirhan Ilkhan: Vincenzo Montella lo ha convocato nella nazionale maggiore della Turchia. Il regista era stato inizialmente aggregato all'Under 21 e ora sogna l'esordio con la selezione maggiore.

Abate vuole un Torino camaleontico: anche la difesa a quattro

Il progetto di Abate non prevede necessariamente una squadra legata a un solo sistema di gioco.

L'allenatore sta lavorando per costruire un Torino più camaleontico, capace di modificare anche la propria struttura durante la stagione. Tra le possibilità c'è anche l'utilizzo della difesa a quattro.

Ma la duttilità non deve necessariamente significare rivoluzione continua. Dopo aver sperimentato molto nelle prime giornate, la continuità nelle scelte potrebbe diventare un fattore importante per dare certezze alla squadra.

Anche la gestione di Roberto D'Aversa, nella parte conclusiva della scorsa stagione, aveva mostrato quanto la continuità possa aiutare a consolidare determinati meccanismi dopo l'arrivo dei risultati positivi.

Contro l'Udinese arriverà l'ottavo Torino diverso

Eppure, contro l'Udinese, Abate si prepara a cambiare ancora.

Rispetto alla sfida del Dall'Ara contro il Bologna tornerà a disposizione Pietro Comuzzo, rimasto in panchina per l'influenza. E potrebbe trovare spazio anche Cesare Casadei, ormai ristabilito dall'infortunio.

Sarà quindi l'ottava formazione diversa nelle prime otto partite ufficiali.

Questa volta, però, il cambio potrebbe raccontare qualcosa di diverso: non soltanto la necessità di trovare la quadra, ma anche l'allargamento delle soluzioni a disposizione di Abate.

Il tecnico granata cerca il suo Toro. E dopo le tante modifiche delle prime settimane, la prossima sfida sarà capire quali undici potranno diventare il punto di partenza per costruire finalmente una squadra riconoscibile.