Un Toro più vero in un calcio più vero?

30.03.2012 11:24 di Marina Beccuti   vedi letture
Un Toro più vero in un calcio più vero?
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© foto di Luigi Gasia/TuttoJuveStabia.it

Il Toro che marcia deciso verso la A, una Società che prospetta programmazione, l'ipotesi di riconferma di un gruppo, i tifosi che ricominiciano come un cuore a stringersi intorno alla squadra come scendere dai pianerottoli per marciare insieme e proteggere il vanto cittadino e personale...cose di ieri , di oggi e forse di domani, mi sembra di sognare...
Noi che sogniamo perchè viviamo, Noi che vogliamo vedere un riscontro tra realtà e lo sport popolare che ci rappresenta tramite le sue mille squadre sogniamo un calcio più democratico e rappresentativo.
La serie A forse l'anno prossimo riavrà tutti i derbies, tutte le squadre dele grandi città presenti ai nastri di partenza ed un ricordo fanciullesco prende corpo, un ricordo d'area di ricreazione dove tutti giocano contro tutti e dove tutti trovano comunque il loro spazio.
Torino Juventus, Sampdoria (play offs permettendo) Genoa, Milan Inter, Lazio Roma, e poi Bologna, Fiorentina, Napoli, Cagliari, Atalanta e Zeman.......la serie A completa...e che questi venticinque anni di Heysel, Creatinopoli, Calciopoli, Calcioscommesse finiscano come un incubo brutto.
Tutti gli sportivi sperano che la crisi abbia almeno come effetto secondario ma non di secondaria importanza una livellazione dove la competizione sia più equa e forzatamente più spettacolare laddove ognuno ha il diritto di partecipare e vincere.
Dio come desidero un campionato dove incoraggiare i bimbi a venire allo stadio piuttosto che allontanarli come minorenni da un postribolo.
Come me lo sogno questo mondo di riappacificazione, di riavvicinamento e di rappresentanza popolare.
Come me lo sogno questo mondo pallonaro vicino alla Società e rappresentante la decrescita, un ritrovato senso democratico meno elitario ed iperliberale dove tutti se la possono e se la devono poter giocare....
Un calcio meno protezionista dei ricchi e più rappresentativo di tutti così come l'Europa ed il Mondo devono tornare ad essere e cui forse la crisi del sistema del "denaro per pochi" ci stà rapidamente accompagnando pena la scomparsa di tutto e tutti, calcio compreso.
Sogno che chi vince un campionato professionista come quello di B abbia il diritto di partecipare alla A con una coccarda sulla casacca (magari un rombo stile Umbro), che premi visualmente l'ottenimento di una promozione dal basso corredata da vittoria, per sottolineare rispetto verso il calcio fatto di sangue lotta e sudore di cui la serie A non è che punta di Iceberg.
Sogno la rinascita della più antica competizione europea: La Mitropa Cup.
Sogno questo calcio ad imbuti contrapposti come gli spin della fisica dove dall'alto si và al basso e viceversa, dove i piccoli che partono dalla larga base dei campionati minori possano incorociarsi coi grandi club dove lo sport abbia i mezzi per ridimensionare chiunque si voglia ergere più in alto a priori nuocendo al sistema sportivo.
Sogno la nascita di questo terzo campionato europeo per clubs (la Mitropa) per le vincenti delle B dei paesi ricchi, le finaliste delle coppe nazionali e le escluse dai primi turni di Champions ed Europa (spesso squadre povere dell'est europeo che nel tempo avevano diritto di partecipare diretamente alla Campioni ed alla Uefa), come una clessidra che si gira al contrario, un dare una chance e rendere non più esclusivo ma partecipativo il sistema calcistico continentale.
A dare valore alla competizione medesima e per una sua integrazione nel sistema la vincente della competizione dovrebbe sfidare la vincente della Champions della Europa league in un mini torneo a tre per l'assegnazione della Supercoppa europea dante diritto a competerere per la coppa Intercontinentale per clubs.
Sarebbe meraviglioso se ad aggiudicarsi questa finalissima fosse una squadra non ricca, che tutti i clubs continentali  si impegnassero a fornire l'appoggio logistico o quant'altro necessario per ben figurare nello scontro planetario.
Non sarà facile se si pensa che a capo della Uefa c'è un certo Platini che è forse il meno indicato vista la formazione personale e quale sistema lo ha messo lì, lo vedo male a spingere per una democratizzazione e reumanizazione del Calcio ma pelappunto c'è da credere che si cade dall'alto e questo a volte insegna o reinsegna immutabili leggi della fisica utili a tutti.
Intanto, tornando all'attualità, pochi giorni fà è nato ufficialmente il Coordinamento Azionariato Popolare d'Italia di cui fa parte il nostro ToroMio, sforzo lodevole ancora di troppo pochi ma di fortemente buoni ed è un primo grande passo verso il riappropriarsi del pallone.
Perchè la cosa più bella e la più importante è l'infilarsi una maglia granata e scendere in strada a giocare con gli altri, l'unica che conta in fondo ed è a misura di questo gesto che tutto il calcio deve tornare a girare.


Andrea Morè