Dalla Spagna: Toro sulle tracce di un difensore campione del mondo

14.07.2020 10:22 di Claudio Colla   Vedi letture
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
Dalla Spagna: Toro sulle tracce di un difensore campione del mondo

Non aiutato dagli infortuni lungo le ultime due stagioni, dopo la trionfale vittoria della "Campagna di Russia" dei Bleus, il 26enne difensore centrale Samuel Umtiti è presenza sempre più fissa del dimenticatoio di casa Barcellona, con frequenti puntate verso l'infermeria. Anche con l'avvento di Quique Setien al timone, per il colosso di Yaoundé la musica è cambiata ben poco: panchina, infortuni, una macchina in precedenza perfettamente oliata che, ora, fatica a funzionare.

Assurto a presenza fissa della nazionale francese, tra l'esplosione in maglia Lione e il primo biennio 2016-18 al Barça, culminato con la succitata vittoria del Mondiale 2018 - kermesse maledetta per noi italiani, - Umtiti, sulla scia di un paio d'annate decisamente infelici, rischia di perdere per strada quello status che, emersi i primi rumours di partenza, la scorsa estate, lo accostava a destinazioni del calibro di Juve, Inter, Paris Saint-Germain, all'Arsenal (che certo, di questi tempi, al di là del blasone, non gode di buona salute), ai due giganti di Manchester. Secondo Sport, infatti, persino l'attuale Toro starebbe contendendo alle altre pretendenti (principalmente il Napoli e le due romane, oltre alla maggior parte dei club di Ligue 1 che provano a tenere il passo del succitato PSG) l'ingaggio in prestito del Campione del Mondo classe '93.

Mancino di piede, adatto per caratteristiche agli assetti difensivi sia a tre sia a quattro, Umtiti, anche ove permanesse qualche dubbio circa la sua tenuta atletica, rappresenterebbe decisamente un colpaccio. Se non altro in termini di respiro internazionale, e, pur proveniente da un giocatore ancora piuttosto giovane, di relativa esperienza sulla scena del pallone mondiale e globale. Fissato a tre milioni e 900 mila euro il suo attuale ingaggio annuo, in virtù delle regole interne, in fatto di salary cap, di casa Barcellona, se i catalani fossero disposti ad accollarsene la metà, la prospettiva sarebbe accessibile e allettante. Certo, che poi un campione del mondo accetti di venire in Italia e rischiare di giocarsi la salvezza, proprio nel momento in cui, nell'ottica di una ripartenza a razzo della propria carriera, sarebbe necessario un progetto entusiasmante, carico di iniezioni di fiducia e di obiettivi da perseguire, è tutto un altro paio di maniche. In ogni caso, la prospettiva di un "Nkoulou Parte Seconda", questa volta targato Davide Vagnati, affascina e fa sognare.