D'Aversa e il Toro, è il giorno delle decisioni: addio vicino
Un conto sono le dichiarazioni di facciata, buone per mettere un punto alla stagione, e un altro la realtà. Salvo ribaltoni dell'ultimo minuto, intesi come impossibilità di arrivare a soluzioni diverse con nomi diversi, l'avventura di Roberto D'Aversa sulla panchina del Toro è destinata a terminare inesorabilmente il 30 giugno, alla naturale scadenza del contratto.
Basta leggere tra le righe delle dichiarazioni post derby, per capirlo. Da una parte il tecnico abruzzese, che ha confermato di non avere al momento incontri in programma con la proprietà facendo capire di non attendersi buone notizie. Dall'altra il presidente Cairo che nelle prossime ore dovrebbe (il condizionale con il Toro è sempre d'obbligo) prendere una decisione definitiva dopo essersi confrontato con il ds Petrachi.
Se dovesse essere addio, D'Aversa lascerà comunque a testa alta. Ha preso la squadra in una situazione meno disperata di Vanoli alla Fiorentina, ma comunque decisamente complicata. Ha ridato fiducia ad alcuni giocatori che si erano persi, a cominciare da Ilkhan e Pedersen, ha dato un certo equilibrio ai reparti, soprattutto ha fatto risultati. Era già troppo tardi per sognare una poisizion e migliore in classifica, ma non per avere almeno la dignità di dimostrarare che questo gruppo poteva valere di più.
Ora quasi sicuramente toccherà a qualcun altro e di nomi negli ultimi giorni ne sono stati fatti molti. Ma l'aria che tira attorno alla prossima stagione è la stessa degli ultimi vent'anni e un pezzo: mirare allo stretto necessario per salvarsi, se proprio dovesse andare bene chiudere tra l'ottavo e il decimo posto. Il fallimento di Milan e Juventus dimostra che non sempre si spende bene, Ma vguardare in casa d'altri non aiuta.
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