Con Obrador il Torino rischia un'altra autobeffa come per Elmas
Lo si sapeva ed è puntualmente avvenuto: Il Torino non ha riscattato Rafael Obrador dal Benfica, che era stato preso in prestito lo scorso 19 gennaio . Il prezzo era fissato a 9 milioni di euro più il 10% sulla futura rivendita, ma per il club granata la cifra è ritenuta eccessiva. E in caso di riscatto si era accordato con il club granata per fino al 2029, con opzione per la società di un altro anno..Un déjà vu, basta a ripensare a quanto accadde con Elmas, un anno fa più o meno di questi giorni. Certo il macedone costava molto di più, 17 mln, ma questo non cambia la sostanza del modus operandi del Torino Fc. Per chi non se lo ricordasse successe lo stesso, ma con esito in quell’occasione differente, anche con Nikola Vlasic.
Anche Eljif Elmas arrivò a gennaio, il 31 del 2025, dal Lipsia per dare manforte al Torino di Vanoli che stava riemergendo dopo le difficoltà incontrate in fase offensiva a seguito del grave infortunio di Zapata. Certo il macedone non era un attaccante, ma comunque uno che era funzionale nella manovra offensiva per aiutare i compagni ad andare in gol o per finire lui stesso sul tabellino dei marcatori. E infatti in granata segnò 4 gol in 13 partite. Certo nel finale di stagione come tutta la squadra quando fu raggiunta la salvezza, e senza possibilità di raggiungere neppure un posto utile per i preliminari di Conference League, calò in termini di rendimento, ma è indubbio che il suo apporto lo diede. Il giocatore non fu riscattato e tornò al Lipsia per poi approdare di nuovo al Napoli, vi era stato dal 2019 al ‘24, questa volta in prestito oneroso per 2 milioni di euro e diritto di riscatto fissato a 17 milioni più 500.000 di bonus. Il club tedesco lo aveva preso da quello partenopeo per circa 25 mln. Il Napoli adesso non riscatterà Elmas, ma poi Manna per riaverlo farà un offerta al Lipsia di 8/9 mln visto che il macedone piace al nuovo mister Massimiliano Allegri.
Ora la situazione si ripete con Obrador e può avere due epiloghi: non torna al Torino oppure dopo un po’ di tira e mola sulle cifre torna in granata, a meno che il nuovo allenatore non lo ritenga non funzionale al suo sistema di gioco, cosa difficile perché un uomo di fascia a sinistra serve. Infatti né Cristiano Biraghi in uscita per costo dello stipendio, 3,15 mln lordi annui, e età, il 1° settembre compirà 34 anni, né Zakaria Aboukhlal, a prescindere dall’infortunio al ginocchio che lo ha portato a doversi sottoporre a un’artroscopia e che non gli ha più permesso di giocare dal 22 febbraio quando nella gara col Bologna scese in campo per 45 minuti, hanno caratteristiche tecniche simili a quelle dello spagnolo. Senza contare che Aboukhlal è più un esterno d’attacco che un giocatore di fascia, anche se con Baroni aveva arretrato il raggio d’azione per poter essere utilizzato quando fu cambiato il modulo passando al 3-5-2. In più Valentino Lazaro, che poteva giocare sia a sinistra sia a destra, va via a parametro zero e Niels Nkounkou anche lui non è stato riscattato, in virtù che non ha raggiunto le presenze utili a far scattare l’obbligo che avrebbe comportato l’esborso di 5 mln all'Eintracht Frankfurt.
Giusto per non dimenticare ecco cosa accadde con Nikola Vlasic. Il croato nell’estate del 2023 non fu riscattato, ma poi fu preso l’8 agosto a titolo definitivo con un contratto fino al 30 giugno 2027 con opzione in favore della società granata per prolungare il rapporto di lavoro di un altro anno. Per il ritorno di Vlasic pesarono però anche le agevolazioni fiscali per il cosiddetto “rientro dei cervelli”, come fu spiegato da Tuttosport. Nel bilancio del Torino il trequartista classe '97, pagato al West Ham 10 mln più 2 di bonus dei quali 1 facilmente raggiungibile, nel complesso peserà circa 2,8 milioni l'anno. La durata di questo beneficio fiscale è di cinque anni con un abbattimento dell’imponibile del 70%, cosicché le imposte dovute ammontano a circa il 30% dei redditi percepiti. Vlasic è rientrato nella norma del “rientro dei cervelli” perché ha avuto una residenza fiscale all’estero per almeno due anni prima del trasferimento. Tuttavia, per accedere allo sgravio fiscale, il giocatore doveva rimanere in Italia per almeno un biennio altrimenti l’agevolazione non sarebbe scattata. E il Torino se lo avesse ceduto all’estero durante il primo biennio avrebbe dovuto farlo includendo nel costo del cartellino il mancato accesso alla decontribuzione.
Sull’eventuale possibilità che il Torino più avanti torni a bussare alla porta del Benfica per Obrador, va anche tenuto conto che il club lusitano dovrà dare al Real Madrid, da dove nell’estate del 2025 ha prelevato il giocatore per 5 mln, il 50% sulla futura plusvalenza.
.In tutto questo ginepraio potrebbe inserirsi la Roma che tiene da un poo di tempo sott’occhio il calciatore infatti degli emissari del club giallorosso hanno visionato Rafael in più occasioni e in particolare sia nella gara Udinese-Torino sia in quella Torino-Sassuolo, come riporta Tuttosport. E nella partita con i neroverdi Obrador ha giocato bene dando del filo da torcere ai diretti avversari risultato così il profilo adatto per il gioco di Gian Piero Gasperini come quinto. In lui l’allenatore della Roma intravede enormi margini di crescita tanto più che il periodo al Torino l’ha già un po’ disciplinato tatticamente facendogli scoprire la fase difensiva propria delle squadre italiane.
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