Martin Vazquez: "Toro, rimpiango la Coppa Uefa. Al club ora serve un bel reset"
Prima la partita per celebrare i 50 anni dall'ultimo scudetto del Toro, un pieno di emozioni che hanno fatto bene ai cuori. Adesso la 'Partita della Leggenda' al Filadelfia, ancora una volta pieno perché la storia del club non si cancella, nonostante quello che è successo dal 2005 in poi. Un modo per riabbracciare idealmente, in qualche caso materialmente, tanti protagonisti della storia granata. Tra di loro anche Rafa Martin Vazquez che materialmente non ha giocato ma è sceso comunque in campo per salutare vecchi compagni e tifosi.
Intervistato da 'La Stampa' il campione madrileno apre la scatola dei ricordi e dei rimpianti. Tante pagine indimenticabili nelle sue due stagioni in granata, quando ancora c'era una dirigenza capace di far sognare perché basta paragone quella rosa alla modestia di oggi. Anche rimpianti, come la fine di Coppa Uefa perso contro l'Ajax senza in realtà essere mai stati battuti, dopo aver eliminato il suo Real.
Rafa si stupisce del distacco ormai totale tra i tifosi e la squadra, anche se ne capisce benissimo i motivi, perché ogni volta che il Toro di Cairo ha provato ad aprire un ciclo, poi l'ha richiuso subito. In realtà bisogna aver pazienza e costruire, perché un club con questa tradizione dovrebbe sempre lottare per arrivare in Europa.
E allora qual è la sua ricetta? "Più che un allenatore, occorre un reset. Se la società fa le cose giuste, prende buoni giocatori e ha fiducia nell'allenatore, va nella direzione giusta". Parole condivisibili, parole di chi ha imparato cos'è il Toro e se lo ricorda ancora oggi.
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