Abate, lo scugnizzo che ha conquistato il Milan

09.10.2009 09:02 di Marina Beccuti   vedi letture
Fonte: Francesco Letizia per Sportitalia
Abate, lo scugnizzo che ha conquistato il Milan
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© foto di Filippo Gabutti

Nel momento di crisi del Milan, i tifosi rossoneri hanno poco da stare allegri: eppure praticamente tutti concordano nell’individuare l’unica nota positiva dell’inizio dell’anno in Ignazio Abate da Sant’agata dei Goti, provincia di Benevento. Cresciuto nel vivaio rossonero e figlio d’arte, l’esterno destro adattato da Leonardo come terzino destro: un ruolo insolito per chi, da sempre, è stato abituato più a spingere che rincorrere l’avversario. La prima avventura lontana da Milanello, a Napoli: 18 anni, il primo anno di serie C al San Paolo, di cui diventa presto un beniamino. L’ottimo rapporto con Edy Reja, definito il suo maestro, resterà il ricordo migliore, nonostante il finale amaro ai playoff contro l’Avellino: il Milan decide che è meglio lanciare il ragazzo in una categoria superiore, niente conferma in azzurro. Prima una breve parentesi di precampionato alla SAmp, poi Piacenza e soprattutto Modena: in gialloblu, la consapevolezza di poter diventare un giocatore di primo livello, da Serie A. Le ultime due tappe allora sono Empoli e Torino: in Toscana già fa stropicciare gli occhi ai tifosi milanisti per la rapidità di passo e la personalità dimostrata in campo. Al Toro viene acclamato dalla Maratona come uno dei pochi ad onorare la prestigiosa maglia granata nell’anno della retrocessione: la grande chanche sudata sui campi di provincia è arrivata, ed il bigliettino da visita è stato il migliore sin dal precampionato. Ora in molti chiedono a gran voce l’azzurro, un colore già vestito a Napoli, Empoli ed in tutte le rappresentative giovanili italiane: quello della Nazionale maggiore però avrebbe ben altro sapore, in un momento in cui il rinnovamento del gruppo dei campioni del mondo è alle porte. Un biglietto per il Sudafrica da guadagnarsi in rossonero, bruciando la corsia laterale destra sulle orme di Marcos Cafu. Paragone scomodo ma coniato da Adriano Galliani. Ragazzo semplice e con la testa sulle spalle. L’unico calciatore di 23 anni a preferire in tv la nostra serie B alla Liga spagnola e alla Premier League.