ESCLUSIVA TG – C. Lucarelli: “Il Toro con il Napoli sia più offensivo per provare a fare il colpo grosso”

14.02.2019 07:00 di Elena Rossin  articolo letto 2092 volte
Fonte: Elena Rossin
Cristiano Lucarelli
© foto di Giacomo Morini
Cristiano Lucarelli

Cristiano Lucarelli è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Lucarelli è un allenatore che da calciatore ha militato nel Torino dal 2001 al 2003 e nel Napoli dal 2010-2012. Con lui, ex attaccante, abbiamo parlato della situazione della sua ex squadra che è in corsa per l’Europa League, ma che segna poco soprattutto con gli attaccanti e che domenica sera affronterà i partenopei, altra formazione nella quale militò quando era allenata da Mazzarri, attuale mister dei granata e che lo volle dopo averlo avuto nel Livorno.

Tra Napoli e Torino c’è divario in classifica, ma anche sul piano tecnico. Che partita sarà per i granata?

“Il divario c’è ed entrambe le squadre stanno facendo il campionato che devono occupando in classifica le posizioni che meritano. Il Napoli giocherà in casa e ha i favori del pronostico, anche perché c’è una differenza di valori e di classifica importanti. Però, è anche vero che nessuno può come Mazzarri tirare un brutto scherzo al Napoli e, quindi, sicuramente sarà una partita che il Toro si giocherà a viso aperto e proverà a vincere come fa con tutti, anche se a volte non ci riesce. La mentalità del Toro e di Mazzarri vincere sempre e di conseguenza la partita, al di là di ciò che può sembrare sulla carta, non sarà facile per il Napoli”.

Il Torino in fase difensiva fa bene, ma in quella offensiva, soprattutto con gli attaccanti, segna poco a differenza del Napoli che di gol ne ha fatti molti. I granata che cosa possono fare per risolvere questo loro problema?

“Non c’è mai una medicina giusta per risolvere il problema del gol. Con Mazzarri gli attaccanti hanno sempre segnato e con lui, me compreso, chi gioca in attacco ha sempre fatto la miglior stagione in termini realizzativi basta pensare a Cavani, Rolando Bianchi e Amoruso. Quindi, nessun meglio di mister Mazzarri può intervenire, anche perché vede la squadra tutti i giorni e conosce a fondo gli uomini che ha a disposizione. Da ex attaccante l’unico consiglio che posso dare è che gli attaccanti devono cercare di mantenersi freddi sotto porta, è questo che fa la differenza”.

Forse Belotti deve diventare un pochino più egoista e sacrificarsi meno a dare una mano ai compagni in fase difensiva?

“Belotti è un attaccante moderno e nelle sue corde ha sicuramente più gol di quelli che ha fatto quest’anno, però, è anche vero che proprio per le sue caratteristiche forse ha anche bisogno di fare i ripiegamenti difensivi e di correre tanto su e giù per sentirsi dentro la partita. Oltretutto lui fisicamente ha forza e resistenza e queste sue peculiarità gli permettono comunque di essere lucido, avessi fatto io quello che lui fa in campo sotto porta non sarei stato incisivo”.

Per provare a battere il Napoli meglio far giocare Belotti e Falque oppure Zaza e Belotti o giocarsi il tutto per tutto e schierarli tutti e tre insieme?

“Non saprei, anche perché faccio fatica a dare giudizi poiché Mazzarri è colui che mi ha aperto un mondo dal punto di vista tecnico-tattico e sulla voglia di provare a fare l’allenatore, quindi, pensare di dare dei consigli a lui mi sembra strano”.

Non per dare consigli, semplicemente lei come vede questi tre attaccanti e chi può essere più adatto per affrontare il Napoli?

“Ci sono partite dove si ha poco da perdere e di conseguenza si può anche provare, con un po’ di sana follia, a vincerle. Se il Toro dovesse perdere a Napoli nessuno avrebbe da polemizzare per questo dico che quando ci sono partite dove c’è poco da perdere si può anche cercare di essere un po’ più offensivi, aggressivi e provare a fare il colpo grosso”.

Allora va osato il tridente?

“Non credo che una partita più offensiva la si faccia mettendo in campo tanti attaccanti, ma che sia un discorso legato più alla mentalità. Quindi, il Torino potrebbe continuare a giocare con l’assetto che ha sempre utilizzato, ma alzando il baricentro cercando così di dare subito un certo segnale al Napoli. Non sono di quelli che pensa che se gioco con tre punte faccio una gara offensiva, mentre se gioco con due no. Credo che sia più una questione di mentalità più che di modulo”.

Con il Napoli il Torino cosa non deve proprio fare?

“Sicuramente di non stare con la difesa troppo alta altrimenti per il Napoli ci sono spazi da attaccare e non permettere ai partenopei le ripartenze perché in questo il Napoli è micidiale”.

Il Napoli ha qualche difetto che il Torino potrebbe sfruttare?

“Come tutte le squadre può avere qualche punto un pochino più vulnerabile più che difetti perché il Napoli ormai è un top club. E’ una squadra votata all’offensiva e, quindi, lascia degli spazi agli avversari per le ripartenze”.

Per concludere parlando di lei, si sta cimentando come commentatore e opinionista televisivo. Sente suo questo ruolo?

“Essendo stato esonerato, ma sotto contratto con il Livorno fino a giugno qualche volta faccio qualche apparizione in televisione e poi vado a vedere partite e allenamenti in modo da tenermi aggiornato. Studio che cosa fanno gli altri allenatori per prendere qualche spunto per il futuro in vista della nuova stagione e di un nuovo ingaggio da allenatore”.