Wolves, Espírito Santo: “Non mi piace sognare, ma lavorare sodo”

L’allenatore degli inglesi prossimi avversari del Torino negli spareggi per accedere alla fase a gironi dell’Europa League ha obiettivi precisi.
18.08.2019 12:30 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Tuttosport
Nuno Espírito Santo
Nuno Espírito Santo

Nuno Espírito Santo, l’allenatore del Wolverhampton, da giocatore è stato un portiere, ha fatto quasi sempre il secondo, ma in carriera ha vinto tanto, ben 11 titoli: una coppa di Spagna con il Deportivo la Coruña, quattro campionati portoghesi, una Coppa nazionale e una Supercoppa con il Porto e in campo internazionale, sempre con la società lusitana, una Coppa Uefa, una Champions League e una Coppa Intercontinentale. Appesi i guanti al chiodo è diventato un allenatore e a Oporto ha lavorato con José Mourinho apprendendo da lui non pochi spunti che utilizza da quando è allenatore in prima.

Sull’allenatore dei “Wolvers” è stata dedicata una pagina da Tuttosport che permette di farsi un'idea esaustiva sulla sua personalità e sulle sue idee che lo hanno portato a far tornare in Premier gli arancio-neri la stagione scorsa e a condurli al settimo posto in modo da disputare la fase di qualificazione all’Europa League. “Io non vorrei chiamarlo sogno” nonostante la canzone dedicatagli dei tifosi dica “Nuno aveva un sogno, costruire una squadra di calcio” perché secondo Nuno “Sognare non apporta risultati se non muovi il … sedere. Io mi riferisco al fare le cose. Farle bene. Parlo del lavoro e della conoscenza precisa di ciò che bisogna fare quotidianamente” E riferendosi alla sua squadra dice: “Noi non siamo sognatori. Abbiamo un'idea, un progetto ben chiaro. Un'identità”.

Nuno ha un preciso obiettivo: “Sono molto orgoglioso di essere in questa gloriosa società così come sono fiero dei miei giocatori e dei rinforzi che sono appena arrivati: Siamo un gruppo forte, compatto e ambizioso. La mia personale ambizione è riportare un titolo qui a Wolverhampton, un trofeo che manca da tanto tempo: l'ultima volta la Coppa di Lega nel 1980, trentanove anni fa”. Durante la scorsa stagione ha ottenuto successi prestigiosi su Liverpool e Manchester United in FA Cup, in campionato le vittorie su Chelsea e Tottenham e i pareggi con i campioni del Manchester City, con tanto di pubblici complimenti da parte di Guardiola, e con l’Arsenal. “I risultati contro squadre pluridecorate di altissimo livello – asserisce l’allenatore dei “Wolvers” - ci servono per far crescere l'autostima, per dare consapevolezza ai ragazzi, “Yes we can” come diceva un famoso presidente americano.

Sul Torino non ha detto nulla perché prima deve affrontare un’ altra rivale. “Il Torino? Al tempo, ora siamo concentratissimi per preparare al top la supersfida di domani sera in Premier League contro il Manchester United al Molineux. A Leicester, nella prima giornata, abbiamo giocato bene. ma sono pareggiato. Dobbiamo migliorarci”.