Sampdoria, Giampaolo: “Con il Torino non siamo stati capaci di sviluppare il nostro gioco”

04.04.2019 06:30 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Marco Giampaolo
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Marco Giampaolo

L’allenatore della Sampdoria, Marco Giampaolo, in conferenza stampa ha commentato la sconfitta con il Torino: Ecco nei dettagli che cosa ha detto:

Nel primo tempo il Torino non vi ha fato fare il vostro solito gioco, nella ripresa avete riaperto la partita con il gol di Gabbiadini, ma non è bastato. Quali sono state le difficoltà?

“Ci è mancata la lucidità, la velocità di pensiero, la capacità di pulire il gioco. Il Torino sul piano fisico, nell’uno contro uno, nelle seconde palle e sul corpo a corpo è una squadra forte che si è sagomata a uomo a tutto campo e noi non abbiamo avuto la capacità di rischiare la giocata anche sotto pressione. Ci siamo proposti poco, ci siamo fatti vedere poco e non siamo mai stati capaci di mettere la palla a terra e di sviluppare il nostro gioco, d’indossare il nostro abito un po’ per meriti del Toro e un po’ per nostri demeriti. Nel secondo tempo siamo andati un po’ meglio, ma siamo stati sempre lontani da ciò che sappiamo fare. Il Torino stava meglio ed era più reattivo, nonostante avessero giocato nel turno precedente un giorno dopo di noi. Peccato la sconfitta, ma comunque non cambia nulla perché la corsa (ai posti che portano in Europa, ndr) è sempre molto aperta”.

C’è rammarico per il primo gol di Belotti che è arrivato quando Colley era ancora fuori dal campo? E’ soddisfatto degli esiti del turnover?

“Abbiamo subito il primo gol in dieci com’era successo all’andata, ma fa parte del gioco e non mi attacco a queste cose. Nel primo tempo non c’è stato un giocatore al di sopra di ogni sospetto sul piano della reattività, della lucidità, della freddezza ed erano tutti in difficoltà e li avrei dovuti cambiare tutti. Pensavo di pagare meno la partita di sabato scorso che era stata molto intensa, la più intensa disputata finora com’è risultato dai report. Temevo che l’avremmo pagata un po’, soprattutto contro il Torino che in questo ambito eccelle, avessimo incontrato una squadra più agile e meno forte, probabilmente, ce la saremmo giocata meglio. Il responso del primo tempo è stato di grande difficoltà nella lucidità di pensiero, quindi, c’è poco da dire sul turnover. E’ stato un problema di ordine generale”.

Credete nella corsa all’Europa League? Su chi dovrete fare la corsa visto che Atalanta, che però deve ancora giocare, Lazio, Roma e Torino hanno 48 punti e sono quinte e voi siete sesti con tre punti in meno?

“La corsa è sempre aperta. Otto partite ancora da giocare sono tante e ci son ventiquattro unti in palio. Abbiamo un punto in più rispetto allo score del girone d’andata  a parità di partite disputate e alla fine del girone d’andata eravamo sesti, quindi, è tutto molto equilibrato. Si perde una partita e si è fuori, ma se se ne cince un’altra si ritorna dentro. Non cambia nulla, certo se avessimo fatto risultato sarebbe stato meglio, ma non cambia nulla”.

Premesso che lei e Mazzarri siete due grandi allenatori, ma in nove confronti per lei zero vittorie e cinque per lui.

“Quindi Mazzarri è più forte”.

No, ho premesso …

“La premessa è sbagliata se i risultati sono questi”.