Balotelli: "Sono stato a un passo dalla Juve. Mi piacerebbe allenare i piccoli"

"Ho entrambi i club milanesi nel cuore. Tra Messi e CR7, preferisco Leo, e vorrei giocarci insieme. Totti? Non si è mai scusato, ma non ce l'ho con lui"
30.04.2020 12:43 di Claudio Colla   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Balotelli: "Sono stato a un passo dalla Juve. Mi piacerebbe allenare i piccoli"

Nell'ambito di una diretta Instagram, tenuta insieme allo youtuber Er Faina, Mario Balotelli, controverso girovago del calcio, a più riprese accostato anche al Toro, e dalla scorsa estate in forza al Brescia, non ha risparmiato, anche questa volta, vicende sul proprio passato, iperboli, e dichiarazioni tra il serio e il faceto: 

"Con chi mi piacerebbe giocare? Lionel Messi. Probabilmente non succederà mai, ma tutti vorrebbero giocare con Messi. Ovviamente - aggiunge ridacchiando - non mi farebbe schifo giocare neanche con Cristiano Ronaldo, è un fenomeno anche lui. Ma, a gusto, preferisco Messi. Alla Juve con CR7? Quando il Manchester City stava trattando la mia cessione ci stavo andando, alla Juve, ed ero abbastanza convinto della destinazione.  Poi si mise in mezzo Galliani e, io essendo simpatizzante del Milan, non ci ho più visto. Stando alle posizioni in classifica mi sarebbe convenuto andare alla Juventus, ma scelsi il Milan perché era nel mio cuore. Nel cuore ho anche l'Inter, sia chiaro: le due milanesi mi fanno impazzire. Finire alla Juve mi sarebbe stato bene, perché negli anni ha vinto quasi tutto, ma alla fine ho scelto i rossoneri.

Come mi vedo fra 20 anni? Ho un carattere particolare, forse non sarei in grado di fare l'allenatore. Non so come potrei reagire se qualcuno mi rispondesse male. Se dovessi scegliere, preferire allenare i più piccoli. Totti? Se avessi avuto veramente qualcosa contro di lui, glielo avrei detto. In quel momento, in Coppa Italia, ho capito che non ero io il problema per lui. Ha fatto un brutto fallo, ha preso il rosso: cos'altro devo dirgli? Ha pagato il gesto, con conseguenze immediate. Negli anni passati le scuse non me le ha mai fatte, ma il problema non è quello: non ero io il suo obiettivo. Aveva altri problemi in quella partita. Non ce l’ho neanche mai avuta con lui. Ricordo che nel campionato dopo l’ho abbracciato. Ha sbagliato e ha pagato. Non c’era bisogno che chiedesse scusa in quel momento".