Albinoleffe, si sognano i 3 punti

06.04.2011 20:03 di Claudio Colla   vedi letture
Fonte: Ildo Serantoni per www.albinoleffenews.com
Albinoleffe, si sognano i 3 punti
TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Alberto Fornasari

Nel girone di ritorno l’AlbinoLeffe ha battuto il Livorno, il Padova e il Novara, mentre ha perso con Portogruaro, Frosinone, Sassuolo, e si è fatto imporre il pareggio interno da Ascoli e Triestina. Insomma, è stato forte con le forti e debole con le deboli, delle quali ha battuto solamente il Crotone. Inutile sottolinare come, ai fini della salvezza, sarebbe stato meglio vincere gli scontri diretti - quelli in cui, come suol dire, i punti valgono doppio - e perdere al cospetto delle grandi. Ma tant’è: questi sono i risultati e altro non resta che prenderne atto, con la ragionevole certezza che si tratta di un trend che si è ripetuto troppe volte (anche all’andata: vedi successi con Varese e Reggina, controbilanciati dai ko con Ascoli e Pescara) per essere considerato episodico. Evidentemente la squadra trova gli stimoli giusti soltanto quando ha di fronte avversari più forti, mentre patisce quando si tratta di vedersela con antagonisti della stessa fascia.

Proiettando questa tendenza alla fase conclusiva del campionato, c’è da essere ottimisti, perché di avversari della zona bassa della classifica l’AlbinoLeffe ne dovrà incontrare solamente due: il Cittadella e il Piacenza, entrambi fuori casa. Gli altri sono tutti squadroni o mezzi squadroni: dal Torino al Grosseto, dalla Reggina all’Empoli, dall’Atalanta al Siena. Due di essi - ma non è detto che non siano addirittura tre - l'anno prossimo li vedremo giocare in serie A. Una fortuna, insomma! Come il lettore avrà certamente compreso, siamo al paradosso e ci stiamo scherzando sopra. Ma, ne converrete, c’è ben poco altro da fare, perché se si dovesse ragionare freddamente, davanti a un calendario del genere, ci sarebbe da spararsi. Chiudiamo gli occhi, dunque, e lasciamoci cullare dai sogni. Il primo è una bella vittoria sul Torino. E chissà che, svegliandoci domenica mattina a quota 42, non scopriamo che non avevamo sognato.