La Sensi: "Tutti in ritiro". Contestazione a Fiumicino

Anche Spalletti a rischio
27.10.2008 08:28 di Marina Beccuti   vedi letture
Fonte: Gazzetta.it
La Sensi: "Tutti in ritiro". Contestazione a Fiumicino
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Roma contestata all'aeroporto di Fiumicino al rientro dalla disfatta di Udine. Una ventina di tifosi hanno atteso l'arrivo dei giallorossi e hanno bloccato il pullman che attendeva allenatore e squadra per portare tutti a Trigoria in ritiro, come ordinato dal presidente Rosella Sensi. Cori in particolare contro Spalletti, ma anche contro molti giocatori, con inviti a tirare fuori gli attributi e un avvertimento: "È finita la pacchia...". Un tifoso ha anche cercato di avvicinarsi al tecnico della Roma, ma è intervenuta la polizia a bloccarlo. Dopo Totti, Panucci, Tonetto e Taddei, Spalletti e il suo staff si sono avvicinati al gruppo ed hanno parlato con qualcuno dei componenti che hanno chiesto, in sostanza e con parole più dirette, ai giallorossi di tirare fuori il carattere. Il tutto è durato poco più di un quarto d'ora. Poi la partenza del pullman alla volta di Trigoria, dove intanto erano giù arrivati i calciatori non convocati per Udine, a partire da Mexes e Aquilani. Anche lì una decina di sostenitori hanno aspettato che il pullman arrivasse per intonare il più classico degli "Andate a lavorare".
Il presidente Rosella Sensi ,infatti, non ha preso bene la sconfitta di Udine e ha deciso che: "La squadra andrà in ritiro. Bisogna dimostrare attaccamento a questa maglia e rispetto per i nostri tifosi".


"DIMOSTRINO AMORE"
- Le colpe, per la Sensi, non sono però tutte dell'allenatore e dei giocatori. Buona parte è da attribuire all'arbitro Massimiliano Saccani: "Non abbiamo alibi, lo ripeto, anche questa volta. Ma certi errori macroscopici danneggiano la Roma e soprattutto mancano di rispetto ai nostri tifosi. Mi dispiace dirlo, non è nel mio temperamento, ma il rigore concesso all'Udinese e quello non dato a noi con l'ammonizione di Vucinic mi vedono allibita di fronte a così poca professionalità. Mi vengono in mente i momenti in cui mio padre si trovava nella stessa situazione... La squadra - conclude - da oggi andrà in ritiro".


SPALLETTI A RISCHIO - Mastica amaro anche Spalletti, preoccupato per il rendimento della sua squadra (alla quarta sconfitta consecutiva) e di conseguenza per la sua panchina: "A rischio? Sì mi sento a rischio. Del resto questo è il destino dell'allenatore. E quando le cose non vanno bene è logico e naturale sentirsi a rischio. La società deve valutare bene - prosegue - e deve avere tutto sotto controllo. Per questo condivido la decisione di andare da subito in ritiro. Quando ci sono situazioni come questa è bene serrare le fila". Spalletti, che ha detto di non aver ancora parlato con il presidente, ha poi precisato che "siccome i miei giocatori non hanno fatto quello che dovevano e siccome conoscevamo bene le caratteristiche dell'Udinese, è chiaro che dovrò spiegare meglio e con altri argomenti le cose durante gli allenamenti". Spalletti ha poi motivato alcune scelte tecniche ("Juan non è stato impiegato perché non è a posto fisicamente") e ha parlato dell'Udinese ("È una buona squadra, costruita bene, fa bene a crederci").