GUARINIELLO: la Sla solo nel calcio

14.10.2008 12:22 di Marina Beccuti   vedi letture
Fonte: calciomercato.com
GUARINIELLO: la Sla solo nel calcio
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Il pm Guariniello ai microfoni di TL-Antenna 3 spiega gli studi fin qui fatti sulle morti causate dalla Sla. A far tornare l'attenzione sulla malattia è stata la gara benefica per l'associazione Stefano Borgonovo. C'è grande incidenza di morti per Sla tra i calciatori...


"Sì, in effetti quando alcuni anni fa siamo partiti per capire quali cause fossero intervenute per le morti dei calciatori e sulle quali le vedove avevano fatto denunce c'erano elementi un po' confusi. Abbiamo voluto fare uno studio sistematico e per farlo ci siamo guardati intorno, in Italia e all'estero sugli studi sulla mortalità dei calciatori. Ricordo che lavoravamo sul doping nel calcio e c'era grande interesse sulle morti. Si pensava alle cause, si pensava a qualche patologia. Per lo studio abbiamo dovuto mettere insieme la corte dei calciatori. Non è stato semplice ma per fortuna la Panini aveva una banca dati eccezionale e mettendo insieme tutto abbiamo tirato fuori 24mila calciatori. Su questi abbiamo studiato le morti e le cause. Abbiamo guardato anche altre popolazione di sportivi, i ciclisti, ma non abbiamo trovato casi di Sla, poi siamo passati ai giocatori basket e anche lì zero casi di Sla. Così siamo passati a vedere i giocatori di rugby, che sono oltre 12mila, qui l'indagine è ancora pieno corso. Abbiamo raccolto numerosi casi di morte, ma nessun caso di sla. E anche questo fa pensare: predisposizione? Puo' essere, ma allora perchè solo nei calciatori. Ed è lì che cerchiamo di darci risposte. Quello che ha mostrato lo studio è un dato su cui riflettere: tanti casi a partire dagli anni 80 non dalla notte dei tempi. I casi significativi a partire dagli anni 80'".


Attraverso le vostre indagini avete notato omertà tra i calciatori?

"Purtroppo, diciamo che in queste indagini che sono molto complesse abbiamo individuato le ipotesi: uso di certe sostanze, traumi, impiego di sostanze tossiche per colorare campi gioco. E' in tutta questa serie di accertamenti che noi avremmo bisogno della collaborazione dei diretti interessati: atleti, medici, allenatori. L'aiuto non è quello che ci saremmo aspettati. Forse chi si è ammalato è stato piu' attento, pero' incontriamo difficoltà. Un aiuto dovremmo averlo dalle unità sanitarie sportive. Qui non si tratta di criminizlizzare il calcio, ma c'è un problema su cui dobbiamo confrontarci non possimo far finta che non esista".