Fede e Sport – Carlo Nesti – Stato diviso contro Ultras uniti

21.01.2019 11:14 di Marina Beccuti Twitter:    vedi letture
Fede e Sport – Carlo Nesti – Stato diviso contro Ultras uniti
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In oltre mezzo secolo, dal 1963 a oggi, i morti da stadio, un luogo nel quale la rivalità non dovrebbe mai prevalere sulla fratellanza, sono una ventina. il 2018 si è chiuso con la scomparsa di un tifoso prima di Inter-Napoli, e cioè Daniele Belardinelli.

Mentre era in pieno svolgimento l’inchiesta, con una trentina di indagati, si direbbe che il mondo ultras abbia voluto dimostrare, appositamente, la sua indifferenza al clamore ancora una volta destato da questa tragedia.

Infatti, in occasione del centodiciannovesimo compleanno della Lazio, pochi giorni dopo, la festa si è tramutata in battaglia, con 8 agenti feriti, un uomo arrestato, e 3 denunciati.

La drammatica sensazione è che il mondo ultras sappia compattarsi molto bene, in queste circostanze d’emergenza, mentre, invece, lo Stato si divide, da anni, alla ricerca della soluzione dei problemi.

Un esempio: in quei giorni, il Ministro degli Interni Salvini si era detto contrario alla sospensione degli incontri per i “buuu” razzisti, ma il Sottosegretario Giorgetti, con delega allo Sport, all’interno dello stesso governo, gli ha ricordato che è una sanzione già attiva, da parte della Fifa e dell’Uefa.

Sempre in quei giorni, sono tanti gli spunti emersi dalla riunione dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive.

A onor del vero, da ben 12 anni il nostro paese si è organizzato contro il fenomeno del teppismo, dopo l’omicidio dell’ispettore Filippo Raciti del 2007. L’autentico problema è la mancanza di continuità e vigore nell’applicazione delle norme esistenti, di tipo preventivo e repressivo.

Oggi si auspica il ritorno delle trasferte collettive dei tifosi, perché un treno è certamente più controllabile, che non centinaia di auto e mini-van.

Sul modello inglese, si invoca la creazione di camere di sicurezza, va a dire celle, negli stadi.

E’ stata espressa la volontà di stabilire gli orari delle partite, in base alla pericolosità delle stesse, programmando le più a rischio di giorno.

In sostanza: non si tratta di inventare qualche misura del tutto nuova, ma di avere la coerenza di applicare soluzioni chiare, più volte discusse, approvate, ma poi, colpevolmente, annacquate da un assurdo garantismo.

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