Chiuso il Filadelfia ai tifosi. I lavori per riaprirlo si facciano subito!

Lo stadio del Grande Torino demolito, ricostruito dopo anni e riaperto lo scorso 25 maggio è stato vietato ai tifosi dalla Commissione Vigilanza del Comune per problemi di gestione e sicurezza.
 di Elena Rossin  articolo letto 4542 volte
Fonte: Elena Rossin

E’ incredibile, pazzesco, un incubo, forse una maledizione, ma da ieri sera, dopo che la commissione Vigilanza del comune ha terminato uno dei tanti sopralluoghi, il Filadelfia è stato vietato ai tifosi, la prima squadra potrà continuare ad allenarsi e la Primavera a giocare le partite senza, però, la presenza del pubblico e non sarà possibile accedere all’impianto per chi non è un tesserato della società. Per carità si tratterebbe, a questo punto il condizionale s’impone, di questioni facilmente risolvibili, infatti, questi problemi erano noti e riguardano l’impianto elettrico, quello antincendio, l’agibilità del garage sotterraneo e le porte compartimentate (come anche riportato oggi da articoli pubblicati sul quotidiano “La Stampa” nelle pagine 36, 39 e 43 e a firma Federico Genta e Giuseppe Culicchia) o secondo altre fonti solo di alcuni cartelli nel parcheggio sotterraneo, quello utilizzato dai giocatori, e di una bocchetta dell’impianto di aerazione che andrebbe sistemata (come scritto dall’Ansa). Tutto ciò non aveva impedito d’inaugurare l’impianto lo scorso 25 maggio e neppure che i tifosi finora seppur parzialmente potessero accedere alla tribuna coperta, ma avveniva in deroga. Non per nulla le tribune scoperte poste su tre lati intorno al terreno di gioco erano interdette al pubblico e quella coperta agibile per l’appunto grazie a una deroga, ma solo per 1996 posti.

Ma com’è possibile che un impianto nuovo di zecca, qual è il Filadelfia, sia stato costruito senza rispettare tutte le norme vigenti in materia di sicurezza? Verrebbe da rispondere siamo in Italia, non c’è da stupirsi poiché ci sono innumerevoli esempi di impianti e strutture inaugurate dopo anni di lavori e tanti denari spesi che nel giro di poco tempo vengono chiusi o persino non sono mai inaugurati per problemi di sicurezza e gestione. Al Filadelfia la Commissione di Vigilanza del Comune formata da tecnici funzionari comunali ha evidenziato che l’impianto elettrico è collegato a un locale di controllo dove ci sono sì le spie che segnano il funzionamento, però, non vi è nessuno che veda se si accedono le luci delle spie che segnalano problemi. Altro problema sotto la lente d’ingrandimento è che l’impianto antincendio del parcheggio sotterraneo, quello usato dai giocatori e dai dirigenti granata, ha problemi legati agli estintori. Un’altra questione è relativa alle porte compartimentate che dovrebbero restare chiuse, ma che non si riesce a bloccarle. Non si tratta di grandi lavori da fare e forse anche la spesa dovrebbe essere non particolarmente elevata, però, è più che giusto che l’impianto sia messo totalmente a norma. La Commissione di Vigilanza del Comune ha agito secondo le leggi e per tutelare la sicurezza, un atto dovuto, quindi, la chiusura del Filadelfia al pubblico, non una cattiveria gratuita nei confronti dei tifosi del Toro che vedono richiudersi le porte della loro Casa dopo soli cinque mesi e qualche giorno dall’inaugurazione. La beffa sta nel fatto che dopo la demolizione del Fila, avvenuta progressivamente tra il 1995 e il 1998, si sia dovuto attendere fino al 17 ottobre 2015 per la posa della prima pietra per la ricostruzione dello stadio del Grande Torino e che dopo l’inaugurazione del 25 maggio scorso oggi l’impianto sia interdetto ai tifosi.

La questione adesso è: chi pagherà i lavori per mettere a norma l’impianto in modo che venga riaperto al pubblico? Toccherà al Torino Fc oppure a chi altro? Va ricordato che per ricostruire il Filadelfia il Comune di Torino ha stanziato 3,5 milioni, la Regione Piemonte altrettanti per il mutuo e il Torino Fc, attraverso la Fondazione Mamma Cairo, 1 e che per fruire dell’impianto la società granata paga un affitto alla Fondazione Stadio Filadelfia che ha gestito il progetto della ricostruzione. Sicuramente è a dir poco irritante che in cinque mesi nessuno abbia effettuato i lavori obbligatori e necessari per la totale messa in sicurezza delle strutture del Filadelfia, ma ormai la situazione è questa e ci saranno tempi e modi per capire chi doveva farlo e non ha agito, chissà se per dabbenaggine o menefreghismo perché non si vuole assolutamente pensare che sia accaduto per qualche malefica volontà o calcolo diabolico. Una cosa però è imprescindibile: il Fila deve essere riaperto ai tifosi il prima possibile, quindi chi di dovere ha l’obbligo prima di tutto morale di effettuare SUBITO i lavori in modo che i tifosi possano rientrare nella loro Casa, perché il Fila è la loro Casa.