La grande lezione dell’Ajax

La squadra di Ten Hag si caratterizza per avere giocatori giovani, più d’uno cresciuto nel settore giovanile e con parecchi che hanno anche militato nella seconda squadra.
17.04.2019 14:04 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
La grande lezione dell’Ajax

Onana, Veltman, de Ligt, Blind, Mazraoui (11' Sinkgraven, 37' st Magallàn), de Jong, Schone, Ziyech (43' st Huntelaar), Van de Beek, Neres, Tadic: è la formazione dell’Ajax che ieri sera ha battuto la Juventus due a uno all’Allianz Stadium eliminando i bianconeri dalla Champions League. Questa squadra ha un’età media di  24,63 che sale a 25,81 tenendo conto dei giocatori che sono subentrati. Ben sei di questi giocatori sono cresciuti calcisticamente nelle giovanili dell’Ajax (Veltman, de Ligt, Bild, Mazraoui, de Jong e Van de Beek)  e altri tre (Onana, Neres e Sinkgraven), non provenienti dal settore giovanile, hanno giocato all’inizio nello Jong Ajax,la squadra di riserva dell'Ajax che milita in Eerste Divisie la seconda divisione del campionato di calcio olandese, e poi sono passati all’Ajax vero e proprio. Se si considera anche la partita d’andata pareggiata uno a uno all’Amsterdam Arena nell’analizzare la formazione dei Lancieri (Onana, Veltman, de Ligt, Blind, Tagliafico, Schone (30' st Ekkelenkamp), de Jong,  Ziyech, Van de Beek, Neres, Tadic) l’età media dell’undici iniziale rispetto al ritorno era in media un pochino più alta 25,09 contro 24,63, ma era scesa con il subentrante a 23,90 e si era abbassa ancora di più rispetto a quella dell’andata che considera i cambi (25,81). Non varia, invece, il numero di chi è cresciuto nelle giovanili dell’Ajax e nemmeno quello di chi ha militato nello Jong Ajax poiché pur non essendoci Mazraoui Ekkelenkamp ha fatto lo stesso percorso del calciatore di origini marocchine che prima è stato nelle giovanili e poi nello Jong Ajax.  Nelle due partite sono scesi in campo 6 giocatori con meno di 23 anni e ben due, de Ligt e Ekkelenkamp, di 19 e solo 3 che ne hanno già compiuti 30 (Schone 32, Tadic 30 e Huntelaar 35).

Per dare un termine di paragone la Juventus ieri sera è scesa in campo con Szczesny, De Sciglio (19' st Cancelo), Bonucci, Rugani, Alex Sandro, Emre Can, Pjanic, Matuidi, Bernardeschi (35' st Bentancur), Dybala (1' st Kean), Ronaldo e l’undici titolare aveva un’età media di 27,90 (quella dell’Ajax 24,63) che con i tre subentrati si è abbassata a 26,81 (25,81 quella dei Lancieri). Solo due calciatori di tutta la partita provenivano dal settore giovanile Rugani, che però per solo una stagione ha militato nella Primavera, e Kean. Un solo calciatore, fra quelli che hanno giocato, veste da tanti anni la magia bianconera: Bonucci, che arrivò nel 2010 e a parte la parentesi nel Milan (stagione 2017-2018) è alla Juventus da tanto tempo. Per il resto i soli Alex Sandro e Dybala hanno una militanza non recente che è iniziata nel 2015 e Pjanic un anno dopo. Prendendo in considerazione anche la gara d’andata (Szczesny, Cancelo, Bonucci, Rugani, Alex Sandro, Bentancur, Pjanic, Matuidi (30' st Dybala), Bernardeschi (47' st Khedira), Mandzukic (15' st Douglas Costa), Ronaldo)l’età media rispetto al ritorno era lievemente più alta, da 27,90 a 28 (25,09 quella dei Lancieri), ma è un pochino più bassa considerando i cambi 27,63, però, se si raffronta con i cambi dell’andata (26,81) è un po’ più elevata, tanto più se il raffronto lo si fa tra le formazioni di entrambe le squadre che prendono in considerazioni i cambi all’andata, infatti, l’età media della Juventus era di 27,63 e quella dell’Ajax 23,90. Stessa situazione fra andata e ritorno per i giocatori provenienti dal settore giovanile bianconero, e per militanza più lunga all’andata ci sono stati in campo due calciatori in più: Mandzukic e  Khedira, arrivati alla Juventus nel 2015. Nelle due partite i giovani che hanno calcato i terreno di gioco con meno di 23 anni sono stati solo due, contro i sei dell’Ajax, Bentancur e Kean che di anni ne ha 19.   

La lezione che l’Ajax ha impartito in generale al calcio italiano sui giovani e sull’importanza dei vivai è evidente. In Italia si parla tanto dei giovani, ma in effetti sono poco utilizzati e lo stesso discorso vale per formare le prime squadre con chi proviene dal proprio vivaio. Magari quest’estate l’Ajax cederà tanti dei ragazzi che ieri sera hanno contribuito a eliminare dalla Champions la Juventus, è già certo l’approdo di de Jong al Barcellona dal primo luglio, e forse non vincerà la coppa dalle grandi orecchie, ma è riuscito ad arrivare in semifinale senza avere fra le sue fila un giocatore del calibro di Cristiano Ronaldo perché per quanto un vero Campione possa dare il massimo, recupero in tempi brevi dall’infortunio, e anche trascinare la squadra, un gol all’andata e uno al ritorno, evidentemente non basta. Forse serve proprio la forza fisica e la determinazione di parecchi giovani che sono cresciuti calcisticamente indossando a lungo la maglia del club per cui giocano.
Il Torino sta tornado ad avere un settore giovanile che piazza le proprie squadre ai vertici delle classifiche di categoria, ma è ancora molto lontano dall’Ajax nel riuscire a portarli, se non come comparse, e a farli giocare in prima squadra. Senza dimenticare che Kean era approdato nel vivaio granata e vi era rimasto dal 2007 al 2010, ma non è stato visto il suo potenziale, tutto da dimostrare a livello dei grandi, ed ora fa parte della “concorrenza”.