Intervista al CCTC sul "Cairo vattene"
Invitiamo i tifosi a mandarci le loro opinioni sulla contestazione a Cairo a redazione@torinogranata.it
TorinoGranata ha cercato e trovato un confronto con il CCTC, grazie alla disponibilità della vice presidente Beatrice Pecchenino che, nel caso, ha fatto da portavoce a tutto il gruppo dirigenziale del Centro Coordinamento. TorinoGranata si era posto alcuni dubbi sul comportamento del CCTC e dei suoi ultimi comunicati così, al di là di qualche logica polemica tra le parti, abbiamo cercato di fare luce sulla questione grazie ai diretti interessati che hanno accettato il confronto e che ringraziamo per la disponibilità dimostrata nei nostri confronti.
Partiamo dalla contestazione al presidente con quel “Cairo Vattene” ormai scritto ovunque. Mandare via il presidente significa che dietro c'è un altro acquirente?
In primo luogo va puntualizzato che a scrivere “Cairo vattene” non è soltanto il CCTC, ma sono anche la Curva Maratona, la Curva Primavera e una amplissima parte della tifoseria granata. Detto ciò. No! Non sappiamo se sia già pronto ad intervenire un acquirente serio. Se scriviamo “Cairo vattene” è alla luce di risultati sportivi, gestionali, di programmazione, assolutamente fallimentari nel corso di tutte le stagioni della presidenza Cairo.
Se Cairo dovesse decidere di andarsene, a chi venderebbe se non c'è un acquirente serio? Porta i libri in Tribunale o in Comune?
Cairo non venderà mai a nessuno sino a quando lui, realmente, non deciderà di mettere in vendita la società. Non come nel gennaio scorso, quando lo ha affermato sui media, per poi smentirlo poche settimane dopo, sostenendo di averlo detto soltanto per allentare la pressione, ma che in realtà non aveva mai avuto alcuna intenzione di farlo. Posizione, per altro, ribadita prima della presentazione della squadra alla Sisport domenica scorsa. Nel momento in cui Cairo mettesse realmente in vendita la squadra, siamo certi che qualche compratore serio salterebbe fuori. L’ipotesi delle “chiavi” in comune, espressa da Cairo stesso come minaccia, per altro ci starebbe benissimo, ciò permetterebbe alla futura società di rilevare il Toro allo stesso costo sostenuto da Cairo… Zero.
Ma Cairo potrebbe stufarsi a causa della contestazione?
Al Manchester sono anni che dicono a Glazer di andarsene. Il Manchester, con tutto il rispetto, con i debiti che ha è assolutamente invendibile. Ma i tifosi che fanno? Lo contestano e lo faranno finché non arriverà lo sceicco arabo di turno, se esiste e ne ha voglia.
Morale? I tifosi contestano Glazer. Glazer sta al suo posto, e amen. Il Toro è messo molto meglio, non ha bisogno di uno sceicco, basta un medio imprenditore con un po’ di capitale, capacità e interesse serio. Per cui dov'è il problema di dire Cairo vattene?
Forse che i mancunians hanno idea di chi può acquistare il club? No di certo, ma contestare contestano, molto meglio e più di noi, visto che ci fanno su canzoni intere. Per cui, a tutto il mondo granata pro Cairo (per noi, a volte incomprensibile) che sostiene “non dovete contestare se non portate un acquirente", diciamo: dormite sonni tranquilli, contestate pure, tanto Cairo non andrà via finché l'acquirente non l'ha trovato come piace a lui. Ma contestando almeno ci si libererà della catena invisibile che lega a un soggetto che sfrutta il Toro da almeno cinque anni…
Cairo vattene sembra solo uno slogan, che tra l'altro gira da anni, basta cambiare il nome del presidente...
Possiamo soltanto dire che “Cairo vattene” non è uno slogan vuoto. “Cairo vattene” è il grido di una ampia parte della tifoseria granata profondamente delusa dalla gestione e da un presidente che ha fatto decine di promesse, mai mantenute. Che ha preso ripetutamente in giro la tifoseria. Che ha operato per dividerla al fine di poterla più facilmente tenere in ostaggio. L’attestazione di questo fallimento non si deve cercare nelle nostre parole. Deve essere cercata nelle classifiche delle stagioni disputate sotto la presidenza di Cairo. Nelle sconfitte di questi anni. Nelle umiliazioni subite dai tifosi granata. Ancora una cosa, una qualsiasi categoria di spettatori di uno spettacolo ha forse il diritto di esprimere il proprio dissenso soltanto se si assume l’onere di acquistare l’oggetto della propria passione? Quando un attore di teatro stecca, il pubblico ha forse il diritto a fischiare soltanto se è in grado o ha la volontà di comprare l’intera compagnia teatrale? Il “pubblico” ha due sole “attività” possibili. Incitare o criticare. Che faccia l’una o l’altra dipende solo da chi fa lo spettacolo. Se lo spettacolo è buono e ha buoni risultati il pubblico applaude. Se lo spettacolo è indecente ed i risultati sono peggiori, il pubblico fischia. Ma il pubblico, secondo noi, ha sempre il diritto di fischiare, quindi di dire “Cairo vattene”, in ogni caso, non solo se poi compra la società.
Come nasce la contestazione a Cairo?
Le riunioni nelle quali si è deciso di esprimere dissenso a Cairo, nelle quali si è deciso di stendere dei comunicati, nelle quali si è deciso il quarto d’ora di silenzio o lo stare fuori a Torino-Grosseto, sono state tutte riunioni pubbliche, annunciate su tutti i media e con ampia partecipazione. Organizzate dal CCTC insieme alla Maratona e alla Primavera, nell’ottica della massima unione tra tifosi. Per quanto riguarda il CCTC, mensilmente fa riunioni a porte aperte a Torino e per l’Italia, le ultime il 18 maggio in sede, presso il TC Borgo Vittoria e a Modena, in occasione della partita di play-off con il Sassuolo, il 6 giugno. I nominativi dei membri del Direttivo sono pubblicati sul nostro sito, ciascuno di noi si assume sempre le responsabilità delle proprie scelte.
Nell’episodio di gennaio ai Cavalieri era coinvolto il CCTC?
No, nel modo più assoluto. Nessun membro della nostra Associazione era presente.
Alcune persone sostengono che la contestazione derivi dal fatto che Cairo abbia smesso di dare biglietti omaggio ai tifosi, è vero?
Assolutamente falso. Nell’agosto del 2009, alla Sisport, di fronte a Cairo, a Foschi, a diversi dipendenti della società, a circa 200 tifosi, appartenenti a oltre 30 club, e moltissimi tifosi singoli, il Presidente del CCTC, Marco Montiglio, a nome dell’Associazione ha espressamente intimato a Cairo di interrompere l’enorme flusso di biglietti omaggio che aveva caratterizzato le precedenti stagioni e che aveva comportato una anomala presenza di bagarini e i serissimi problemi vissuti dalla Maratona sino alla stagione 2008-2009. Tra l’altro all’incontro erano presenti alcuni agenti della Digos di Torino, che hanno perfettamente recepito la richiesta di correttezza e trasparenza che i tifosi hanno rivolto a Cairo.
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