Il momento della verità: il Torino dentro o fuori dalla corsa all'Europa League

Innescare i cicli virtuosi che portano ai veri salti di qualità.
28.03.2019 13:30 di Elena Rossin   Vedi letture
Fonte: Elena Rossin
© foto di Federico Gaetano
Il momento della verità: il Torino dentro o fuori dalla corsa all'Europa League

Vincere a Firenze non è tanto una questione di sfatare un tabù che dura dal lontano 1976, per la precisione il 31 ottobre quando grazie al gol di Graziani al minuto settantotto il Torino batté la Fiorentina, ma è molto di più. Il momento è propizio per passare a una dimensione superiore in modo che il Torino torni ad essere quella squadra che faceva discutere, in primis i suoi tifosi, se a fine stagione arrivava quinta e non quarta, quarta e non terza, terza e non seconda. Certo erano altri tempi, ma adesso è più facile arrivare nei posti che contano per disputare le coppe internazionali per il semplice motivo che ci sono più posti. Quindi, l’oggettivo divario che c’è con altre realtà del nostro calcio come possono esserlo Roma e Lazio, ma anche Milan e Inter è in parte compensato dal fatto che oggi in Europa League ci vanno due squadre, la vincitrice della Coppa Italia e la quinta classificata in campionato, e può arrivarci anche la sesta se supererà i tre turni di qualificazione alla fase a gironi, che è l’Europa League vera e propria. Ma le possibilità non si fermano qui perché nel caso il vincitore della Coppa Italia fosse già qualificato alla fase a gironi della Champions League o dell’Europa League, per effetto del piazzamento in campionato, le posizioni andrebbero a scalare e di conseguenza la quinta e la sesta sarebbero direttamente qualificate in Europa League (fase a gironi), mentre la settima accederebbe al turno di qualificazione.

Vincere con la Fiorentina (primo passo) e poi con la Sampdoria tre giorni dopo (secondo passo) di conseguenza vorrebbe dire che il Torino sta raggiungendo quella dimensione che gli permetterebbe di stare davanti alle formazioni che hanno un potenziale economico pari suo, com’è quello dell’Atalanta, della Sampdoria e appunto della Fiorentina. Questo è il primo concreto passo verso il salto di qualità che verrebbe completato con il riuscire a competere, grazie all’innestarsi di un ciclo virtuoso poiché i successi portano altri successi, con chi adesso compete anche per la Champions, ossia Roma e Lazio, ma anche Milan e Inter. Nel senso che chi non è fra le prime quattro in campionato, che disputano la Champions, finisce per qualificarsi per l’Europa League e di conseguenza entra in competizione con chi ha fissato come obiettivo stagionale proprio l’Europa League. Se si innesta, quindi, il circolo virtuoso si è in grado di competere con chi oggettivamente è un gradino sopra, ma per circostanze varie nella stagione non raggiunge il proprio obiettivo. Poi c’è anche un ulteriore salto di qualità che si fa quando, grazie al secondo circolo virtuoso dato dal frequentare in modo permanete i piani elevati della classifica, si entra in diretta competizione con chi fino a qualche tempo prima era un gradino superiore, ma questo è altra cosa.   

Scontato quindi che vincere con la Fiorentina per il Torino è importantissimo e va molto al di là del semplice battere un’altra squadra o dello sfatare un tabù. Una sconfitta dopo quella con il Bologna sarebbe veramente pesante, posto che ci sta che i viola battano i granata poiché sono una formazione di livello simile. Oltretutto una sconfitta al Franchi renderebbe molto più complicato sia affrontare la Sampdoria sia continuare a lottare per l’Europa League. E’ un momento verità per la squadra di Mazzarri che ha anche l’opportunità di dimostrare di avere la necessaria maturità per affrontare le pressioni che ne derivano senza sbandare, ma percorrendo a passo sostenuto il cammino che porta alla meta.