E’ ora che gli attaccanti del Torino si sveglino: devono segnare di più

Il numero di gol realizzati in rapporto alle occasioni da rete create e anche ai tiri in porta è scarso.
04.12.2018 13:21 di Elena Rossin  articolo letto 1863 volte
Fonte: Elena Rossin
Belotti e Zaza
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Belotti e Zaza

Belotti ha segnato 5 gol dei quali due su rigore, Falque 2 e Zaza 1, quindi, ammonta a otto reti il contributo che finora gli attaccanti del Torino hanno dato in quattordici partite e non si può dire che il bottino sia all’altezza delle aspettative e anche delle potenzialità. Infatti, se non avessero contribuito centrocampisti con sette centri (Baselli 3, Meïté 2, Berenguer e Rincon 1 a testa) e difensori con tre (Ansaldi, Izzo e N’Koulou 1 ciascuno) portando a diciotto le reti granata, la diciannovesima è l’autogol di Lafont della Fiorentina, il Torino non sarebbe al sesto posto. Prova ne è che per numero di gol la squadra di Mazzarri è la decima della serie A insieme al Genoa.

Eppure il Torino di occasioni da gol ne crea, ma a difettare è un po’ l’ultimo passaggio e un po’ la mira e, ovviamente, si aggiunge anche la bravura dei portieri avversari. Infatti, sono 92 le occasioni create stando ai dati riportati sul sito della Lega serie A che per “occasioni da gol” intende ogni tiro verso la porta se finalizzazione di un’azione di squadra e anche tutte le azioni d’attacco che non vengono finalizzate con un tiro, ma che avrebbero potuto evolversi in tal senso se un giocatore fosse arrivato per tempo sul passaggio del compagno o non avesse mancato il tiro o il controllo del pallone.
Non dimenticando che i giocatori hanno minutaggi differenti in campo questa specifica classifica delle occasioni annovera: Belotti 27, Falque 15, Zaza 14, Meïté 7, Baselli 6, Rincon 5, Berenguer 4, Aina 3, De Silvestri 2, N’Koulou 2 e seguono Ansaldi, Edera, Izzo, Lukic, Moretti, Parigini e Ljajic (andato in prestito al Besiktas dopo le prime due giornate di campionato) con 1.
Per quel che riguarda, invece, lo specifico dei tiri in porta, stando sempre ai dati riportati dalla Lega di serie A, la graduatoria è così composta: Belotti 23, Zaza 13, Falque 10, Meïté 7, Baselli 6, Rincon 5, Berenguer 3,  a quota 2 ci sono Aina, De Silvestri, N’Koulou e Lukic e con 1 Ansaldi, Izzo, Soriano e Ljajic.

Gli attaccanti, com’è naturale che sia, sono quelli ai quali capita il maggior numero di occasioni da gol e sono anche quelli che tirano di più in porta, ma dalle statistiche si deduce fin troppo facilmente che a reti realizzate difettano un po’. Indubbiamente sulle reti realizzate influisce la tipologia di gioco che esprime nel complesso la squadra e quanto vengono riforniti gli attaccanti oltre agli avversari e alle situazioni di vario tipo che si verificano nell’arco della gara, però, anche chi come gli attaccanti, che hanno per tipologia di ruolo il compito di segnare, potrebbero e dovrebbero fare meglio. Lo stesso Mazzarri, ha sottolineato più volte che serve maggiore concretezza sotto porta e dopo l’ultima partita, vinta sì con il Genoa, ma caratterizzata per l’ennesima volta da tante occasioni da gol create, 11, e solo 2 gol realizzati (dei quali uno su calcio di rigore) non ha nascosto di essere seccato per questa caratteristica non proprio positiva della sua squadra: “Ai nostri livelli se vogliamo diventare una squadra importante si devono concretare le occasioni da gol. E’ da troppe partite che fatichiamo a segnare e lo abbiamo fatto anche oggi che eravamo in dieci contro undici (espulso il genoano Romulo, ndr) eppure abbiamo creato tantissime palle gol”. Rinforzando poi il concetto quando ha detto: “Bisogna fare gol altrimenti alla fine si dilapidano prestazioni importanti come con il Bologna e a Udine, al di là degli errori degli arbitri, ma questo non cambia il fatto che si sarebbe dovuto vincere perché avevamo dominato. Ora questa storia mi sta un po’ stancando perché nell’ultima occasione se il Genoa avesse segnato … Quando una squadra ha un solo gol di svantaggio è giusto che provi il tutto per tutto anche se è in dieci e se oggi avessimo subito il due a due sarebbe stato delittuoso. Ora basta, bisogna crescere”.