Ventura il mago del campo. Cairo ora ha il dovere di non vendere i big

03.03.2015 08:38 di  Marina Beccuti  Twitter:    vedi letture
 Ventura il mago del campo. Cairo ora ha il dovere di non vendere i big
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Il presidente granata Urbano Cairo, soprannominato da alcuni braccino corto, dopo anni in cui era chiamato anche mangiallenatori, è diventato fedele a Giampiero Ventura. Per una squadra (ed un presidente) l'allenatore è un po' come la donna della vita, non sempre la trovi al primo colpo, così è successo per Cairo, che ha scoperto, finalmente, l'uomo giusto al momento giusto, il mister della rinascita, che aveva preso il Torino peggiore dell'era Cairo.

Ventura è bravo, ha carisma, esperienza e fame, perchè nella sua lunga carriera finora non era mai stato agli onori della cronaca come lo è adesso, a 67 anni, omaggiato da tutti e con molti che si domandano come mai non è esploso prima. La storia di Ventura dà fiducia a tutti, se ti impegni puoi ottenere la gloria anche quando pensi che il treno dei desideri non passerà più dalle tue parti. Lui aspettava il Toro ed il Toro aspettava lui, si sono trovati, piaciuti, amati e il matrimonio è stato fortunato, perchè sono arrivati i successi.

Forse nemmeno lo stesso mister dagli occhi azzurri, come il mare della sua città, Genova, si aspettava un successo simile, invece è arrivato e adesso è anche giusto che la città di Torino, non solo i tifosi granata, renda onore a questo personaggio schivo, che ha saputo riportare anche l'altra squadra del capoluogo piemontese nel calcio che conta, in Europa, dove l'arrivo del Toro porta più entusiasmo che la Juventus, di certo poco amata anche all'estero. 

Ventura, oltre che aver dato un gioco divertente e redditizio ai suoi, ha saputo anche valutare tanti giocatori, giovani provenienti dalla C, come D'Ambrosio, resuscitare Cerci e così sta facendo con Maxi Lopez. Ha mandato in Nazionale Ogbonna, Darmian, Moretti, Padelli, oltre che Cerci e Immobile. Proprio il portiere lombardo è diventato uno dei migliori estremi difensori italiani grazie alla cura Ventura e dire che, quando è arrivato in granata, non aveva mai giocato in serie A. Ha fatto crescere Glik, oggi difensore-goleador, colui che più di tutti sta incarnando lo spirito Toro al punto da esserne il degno capitano, Per non parlare di Bruno Peres che, da semi-sconosciuto, ora vale oltre dieci milioni.

Ventura porterà in alto il Torino, poi in estate toccherà a Cairo fare il suo. Ora, la partenza di Cerci e Immobile è stata assorbita nel migliore dei modi, portando nelle casse societarie bei soldoni, senza che la squadra ne abbia risentito. Però è giusto dire che questo progetto non va smontato, anche per una questione di affetto e non solo di gioco, perchè i tifosi del Toro credono ancora nell'affetto per i suoi campioni e se li vogliono godere per qualche anno, non vederli crescere, diventare grandi e poi vederli indossare altre maglie. Cairo è un imprenditore importante e non ha problemi societari, dunque deve fare uno sforzo, dopo aver dato fiducia a tempo indeterminato a Ventura, non venda nessuno il prossimo anno, li tenga tutti e con piccoli accorgimenti il Torino può fare un altro salto di qualità. Questo Toro non è un miracolo, è una realtà che non va smantellata. Il discorso vale anche per i giocatori che sono monitorati dai grandi club, non fatevi abbagliare dai soldi, ma dalla gioia di giocare ancora tutti insieme. Stare in panchina non è piacevole, non siete manager, ma atleti.