Ventura a parole è soddisfatto ma in campo non sembra altrettanto

Il mister ha dichiarato di essere contento per lo spirito e l’atteggiamento che la squadra ha avuto in Belgio. Le immagini televisive però hanno evidenziato che durante la gara Ventura era molto accigliato.
19.09.2014 12:15 di  Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin per TorinoGranata.it
Ventura a parole è soddisfatto ma in campo non sembra altrettanto
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© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

Durante le partite allo stadio non si ha tempo e neppure la possibilità di osservare l’allenatore se non in qualche rara occasione, ma se invece si vedono le gare in televisione o si ha la possibilità di rivederle in un secondo momento si può osservare l’atteggiamento del mister. Le telecamere più volte colgono espressioni del volto o anche gesti delle mani oltre che richiami verbali che fanno capire che cosa sta passando per la testa dell’allenatore in un determinato momento. Spessissimo, per non dire quasi sempre, Ventura ha il viso accigliato, gesticola animatamente e richiama a gran voce i suoi giocatori indicando loro che cosa devono fare. Il suo sarà sicuramente un modo di fare dovuto anche alla concentrazione che impone la partita, ma non si può negare che il più delle volte dimostra che non è soddisfatto, per usare un eufemismo, e che vorrebbe vedere altre giocate.

 

Anche ieri sera a Brugge le espressioni del volto di Ventura sono state eloquenti ed erano molto simili, per non dire identiche, a quelle che si erano viste domenica scorsa a Marassi. In conferenza stampa, prima di andarsene via piccato perché gli era stato chiesto come mai il Torino non tira in porta quasi mai, ha dichiarato che gli era piaciuto lo spirito e l’atteggiamento con cui la squadra aveva affrontato la partita, sottolineando che i giocatori che erano scesi in campo, soprattutto quelli che avevano vestito per la prima volta la maglia granata, hanno dimostrato personalità e capacità. E’ vero che il mister ha anche detto che non gli era piaciuto che in parecchie occasioni si sarebbe potuto affondare maggiormente e la squadra non l’ha fatto, ma che comunque questo non lo preoccupava più di tanto perché i presupposti che si sono costruiti in questo periodo sono positivi e che si deve fare un passo alla volta nel percorso di crescita.

 

E’ giusto e anche doveroso che un allenatore pubblicamente prenda le difese della sua squadra, soprattutto se ha mandato in campo parecchi giovani che sono arrivati da poco tempo e se deve riorganizzare il gioco poiché non ha più la coppia d’attacco che l’anno precedente aveva fatto le fortune del gruppo, però tutti quelli che hanno visto la partita ieri sera, come la precedente con la Sampdoria, non hanno potuto non notare che la squadra era spaccata in due. Gli attaccanti sono lasciati troppo spesso isolati davanti senza rifornimenti adeguati soprattutto per quel che concerne i cross dalle fasce, manca quasi sempre l’ultimo passaggio, si sbagliano troppi appoggi e il centrocampo al momento difetta per qualità e idee e se ieri sera Gazzi e Gillet in più occasioni non ci avessero messo una grande pezza il Torino sarebbe ritornato dal Belgio con zero punti. La faccia di Ventura ieri sera durante la partita diceva, al di là di qualsiasi smentita, che ha visto benissimo cosa accadeva in campo, poi a fine match a parole ha profuso speranza per il futuro. Da quando è alla guida del Torino i risultati conseguiti gli hanno sempre dato ragione, nulla vieta che sarà così anche quest’anno, ma al momento i dubbi che rispetto al recente passato la squadra stia faticando di più a trovare l’assetto e l’equilibrio permangono e non sembrano essere dovuti alla preparazione iniziata in anticipo per disputare i preliminari d’Europa League.