Mihajlovic: “Con la Juve eravamo vicini almeno a pareggiare, ma io non mi accontento”

 di Elena Rossin  articolo letto 6783 volte
Fonte: Elena Rossin
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Mihajlovic: “Con la Juve eravamo vicini almeno a pareggiare, ma io non mi accontento”

L’allenatore del Torino, Sinisa Mihajlovic, ha commentato la sconfitta con la Juventus. Ecco che cosa ha detto:

La prestazione nel derby è stata superiore a quella delle partite precedenti, ma è arrivata una sconfitta. Ha qualche cosa da rimproverare alla sua squadra e come pensa di affrontare la settimana visto che arrivate da due sconfitte e dovrete affrontare il Napoli?

“Fino all’ottantatreesimo la partita è stata giocata alla pari da Torino e Juventus, è stata equilibrata e forse per quello che abbiamo creato nel secondo tempo, il tiro di Ljajic uscito di pochissimo e quello di Benassi salvato quasi sulla linea e la ripartenza quando Baselli sbaglia uscendo nel passaggio, avremmo meritato qualche cosa in più. Diciamo che la Juve è una squadra costruita per vincere la Champions e il campionato e noi per lottare per l’Europa League, ma a livello di prestazione oggi non ho visto tutta questa differenza e, quindi, sono orgoglioso dei miei ragazzi perché hanno dato tutto giocando da Toro e cercando di vincere. Poi, quando capitano occasioni e non si fa gol si sa che loro avendo giocatori di maggiore qualità alla minima distrazione ti puniscono. Mi dispiace solo perché abbiamo preso il secondo gol dopo venti secondi da quando avevo fatto i cambi e visto il secondo tempo nel quale abbiamo sofferto poco e loro non pressavano volevo cercare di vincere la partita, ma il gol subito ci ha tagliato le gambe e così non siamo riusciti a mettere in pratica quello che volevamo. Sicuramente ci è mancata un po’ di furbizia e poiché siamo una squadra giovane ci può stare. Mi dispiace, però, penso che abbiamo dimostrato che se giochiamo come abbiamo fatto oggi possiamo affrontare chiunque. Andiamo avanti così, anche se abbiamo perso le ultime due partite, ma, come ho detto ai miei ragazzi, tra le cose che dobbiamo migliorare ci sono le partite che non possiamo perdere e dove dobbiamo fare punti, come nel caso della Sampdoria. Era a Genova che dovevamo vincere, mentre se giochi con la Juventus sai che sono più forti e può anche capitare di giocare bene e di perdere, con la Sampdoria si doveva fare in qualsiasi maniera in modo da non perdere. Adesso andremo a Napoli e come sempre giocheremo la nostra partita sapendo che loro sono forti e, quindi, dovremo stare attenti, ma anche loro non se la porteranno a casa facilmente”.

Nel momento migliore del Torino quando sembrava che doveste segnare la seconda rete è arrivato il gol di Higuain, qualche piccolo rimprovero al giovane Barreca che lo stava marcando glielo farà?

“No, Barreca ha disputato un’ottima partita come tutta la squadra. E’ chiaro che un ragazzo di ventuno anni deve avere la possibilità di sbagliare e forse sarebbe successo lo stesso se a marcare Higuain ci fosse stato Castan o Rossettini. Barreca era nella posizione dove doveva essere e ci sta che Higuain si sia creato spazio e abbia tirato. Non dimentichiamo che l’anno scorso Barreca ha disputato quindici partite in serie B e quest’anno è titolare in serie A e sta giocando molto bene e anche oggi ha disputato una grande partita. Ai ragazzi giovani può succedere di sbagliare, in fin dei conti sbagliano tutti e questo non è una colpa, ma una cosa sulla quale lui deve crescere come tutti gli altri e se gli ricapiterà una situazione simile saprà che cosa dovrà fare: non sbagliare l’appoggio”.

Forse alla fine la differenza l’ha fatta la qualità delle panchine e quella della Juventus è superiore a quella del Torino?

“Come ho detto, la Juventus è una squadra costruita per vincere la Champions e il campionato e noi per lottare per l’Europa League, quindi, c’è differenza e si sapeva anche prima della partita che loro sono più forti ed erano favoriti. In una partita secca se noi giochiamo da Toro possiamo vincerla e oggi ci siamo andati vicini, infatti, fin all’ottantatreesimo la partita è stata equilibrata e forse meritavamo anche qualche cosa in più rispetto alle occasioni che abbiamo avuto per andare in vantaggio”.

Rispetto ad altre partite in casa si sono visti più errori, più leggerezze, magari la tensione non è entrata in circolo nel modo giusto?

“Dipende anche dalla forza dell’avversario e, come ho detto, siamo una squadra giovane, mentre la Juventus è molto più abituata di noi a giocare questo tipo di partite perché giocano in Champions dove tutte le partite sono difficili, noi, invece, lo facciamo una-due volte all’anno quando c’è il derby. Da un punto di vista psicologico, magari, i giocatori giovani sentono di più la partita rispetto ai calciatori che hanno maggiore esperienza e si sbaglia qualche passaggio di più e non si è sereni come si dovrebbe, ma questo è normale. Che la Juventus sia forte non lo scopro io, però, penso che nonostante tutto noi fino all’ottantatreesimo abbiamo fatto la nostra partita. Peccato perché eravamo vicini almeno a pareggiare, ma io, come ho detto, non mi accontento di un pareggio visto come stavano andando le cose, mi spiace solo perché abbiamo preso gol dopo venti secondi che avevo fatto le sostituzioni e diciamo che in questo siamo stati sfortunati. Anche il loro primo gol sull’attacco di Mandzukic non ci siamo accorti che voleva lasciare andare la palla e potevamo riprenderla, sono episodi che ci sono girati contro. E’ nelle occasioni da gol che, forse, potevamo fare meglio, mentre loro sono stati più cinici e hanno sfruttato ciò che gli è capitato”.     

Oggi il Torino non ha patito sulle palle alte e sui calci piazzati, ma ha concesso più che in altre occasioni in gare in casa. E’ un aspetto sul quale dovrete lavorare per migliorare?

“C’è sempre tutto da migliorare, come per tutte le squadre, anche la Juve deve migliorare su tante cose, non solo noi. Abbiamo sofferto meno sulle palle alte e abbiamo cercato di lasciare tre giocatori in avanti perché noi non siamo una squadra fisica, a parte i due difensori centrali e Belotti tutti gli altri sono piccoli e prima della partita quando dovevamo scegliere le marcature c’erano Mandzukic che è 1,91 e poi Chiellini, Khedira, Higuain, eravamo rispetto a loro almeno sette o otto centimetri più bassi e avevamo venti chili di peso in meno. Non è facile in queste condizioni, però, ci siamo difesi bene”.

Nei venti minuti finali la differenza l’ha fatta la qualità della Juve oppure il Toro ha un po’ abbassato la guardia pensando di aver già pareggiato dopo i cambi?

“La partita non la leggo come l’ha vista lei, se dopo i cambi passano venti secondi e si subisce gol non dipende dai cambi e comunque una squadra non pensa di accontentarsi del pareggio se l’allenatore in campo ha quattro attaccanti perché è un chiaro messaggio che si vuole vincere la partita. Come ho detto, siamo stati sfortunati perché abbiamo preso gol dopo venti secondi dai cambi e non centrava né il modulo né i cambi, potevamo subirlo anche se restavamo con gli stessi uomini iniziali. L’ho detto altre volte, la mia squadra si deve sempre prendere il rischio di poter vincere la partita e visto come stavamo disputando il secondo tempo … e l’avete detto anche voi che nel nostro momento migliore abbiamo preso gol, quindi era giusto spingere sull’acceleratore. Pareggiare in casa con la Juve mi può anche stare bene, ma se posso vincere voglio cercare di farlo e poi magari perdo, com’è successo. La mentalità deve essere sempre di giocare per vincere, al di là di chi sia l’avversario”.

Ljajic è andato vicinissimo dal segnare il gol del due a uno, ma nel complesso l’ha soddisfatta la sua prestazione?

“Oggi non ha fatto bene. E’ stato un po’ sottotono, non ha fatto bene. Sicuramente mi aspettavo di più da parte sua”.