Il Torino tra gli arrivi anticipati di Lyanco e Savic e l’incertezza su Belotti

Lyanco e Milinkovic-Savic si allenano già con Mihajlovic. Il destino del “Gallo” dipenderà da chi gestirà in futuro i suoi interessi calcistici e a lui è interessato il potentissimo procuratore Mendes
11.04.2017 10:55 di  Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin
Il Torino tra gli arrivi anticipati di Lyanco e Savic e l’incertezza su Belotti
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Dopo Lyanco anche Milinkovic-Savic è arrivato a Torino per allenarsi già alle direttive di Mihajlovic in modo da ambientarsi e farsi trovare pronto quando il primo luglio inizierà ufficialmente la nuova stagione calcistica. I due giovani, presi con lungimiranza dal Torino in quando giocatori di buona prospettiva, hanno la possibilità d’iniziare a prendere confidenza con il concetto che ha il mister del calcio, di apprendere come vuole che la sua squadra giochi e di capire che cosa chiede ai suoi calciatori, oltre a imparare la lingua e a conoscere il contesto nel quale si troveranno a lavorare senza avere il peso di dover scendere subito in campo. Anche per il Torino è un grande vantaggio poterli testare in questo periodo, infatti, Mihajlovic e il suo staff avranno tutto il tempo per capire se le qualità che hanno espresso, il difensore centrale in Brasile e il portiere prima in Serbia e poi in Polonia, sono di livello e se sono adeguate al calcio nostrano, soprattutto a una squadra che ambirà a piazzarsi in uno dei posti utili per l’Europa League. Potranno anche accertarsi se i due hanno personalità sufficiente per non ritrovarsi con ragazzi che alle prime difficoltà, che fisiologicamente capitano, finiscono per intraprendere la strada che li porta all’involuzione. Non c’è dubbio che il Torino con queste prime mosse abbia dimostrato di intraprendere la giusta direzione per innalzare l’asticella, ma si tratta solo di prime mosse.        

L’altra questione che indirizzerà il futuro del Torino riguarda la permanenza o l’addio di Belotti. Non è tanto la volontà di Cairo che a parole chiede a Belotti di rimanere un altro anno, ma è l’interessamento del procuratore Jorge Mendes che può fare la differenza su dove giocherà il “Gallo” la prossima stagione. Jorge Mendes è uno fra i più potenti, se non il più potente al mondo, agente di calciatori e tra i suoi assistiti ci sono top player del calibro di Cristiano Ronaldo, Radamel Falcao, James Rodriguez, Algel Di Maria, Diego Costa e allenatori come Mourinho. La sua società di procure calcistiche, la GestiFute, ha un valore che supera i 400 milioni di euro. Se uno come Mendes decide che Belotti deve far parte della sua scuderia il giocatore diventerà uno dei suoi assistiti, magari rimarrà a curarne gli affari ordinari il suo storico procuratore Sergio Lancini, ma sarà il noto agente portoghese a decidere come sviluppare la carriera del “Gallo” e quindi a tenerlo in una squadra oppure a farlo emigrare altrove.
Il presidente Cairo, parlando di Belotti e della famosa clausola rescissoria valida per l’estero da 100 milioni, ha recentemente dichiarato a Radio Anch’io Sport che “la clausola rescissoria sembrava stratosferica mentre adesso per qualcuno è addirittura bassa. Comunque non credo che ci sia qualche società disposta ad arrivare con 100 milioni”. Però se ci mettesse lo zampino Mendes lo scenario ipotizzato da Cairo cambierebbe eccome, sempre che il presidente granata non sia disposto a fargli un altro adeguamento del contratto, dopo quello del quattro dicembre scorso che ha portato Belotti a guadagnare con i bonus quasi duemilioni di euro. Magari se Cairo raddoppiasse lo stipendio a Belotti potrebbe poi fare leva, anche sul procuratore, sul fatto che restando al Torino il “Gallo” avrebbe la certezza di essere in una squadra che gioca per lui e in vista del Mondiale in Russia toccherebbe un tasto sensibile, soprattutto per il giocatore. Pensare che Cairo arrivi a offrire circa 4 milioni di euro a Belotti sembrerebbe ai più fantascienza, per non dire pura follia, tenuto conto della proverbiale attenzione ai conti del presidente granata, ma non è un’ipotesi fuori dal mondo perché si potrebbe ipotizzare l’intervento di sponsor per coprire la cifra e quando c’è di mezzo un procuratore come Mendes questo tipo di operazioni non sono fantascienza bensì scenari possibili.