Il Torino deve resistere e fare punti fino a quando riaprirà il mercato

Un difensore centrale, un centrocampista, un attaccante e magari un terzino sinistro servirebbero per puntare con decisione all’Europa League in modo che il Toro non conti solo su undici titolari.
 di Elena Rossin  articolo letto 3303 volte
Fonte: Elena Rossin
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Il Torino deve resistere e fare punti fino a quando riaprirà il mercato

Il derby e la partita di Coppa Italia con il Pisa, che milita in serie B, hanno chiaramente dimostrato, per chi non se ne fosse già in precedenza accorto, che il Torino ha bisogno di rinforzi se vuole provare a lottare fino alla fine per conquistare un posto utile per l’Europa League. Se, invece, la società preferisce ritenere questa stagione interlocutoria allora è evidente che in sede di mercato a gennaio non ci sarà bisogno d’intervenire e si potrà procedere con l’attuale rosa fino al termine del campionato che verosimilmente si concluderà con un piazzamento a metà classifica, posto più posto meno.

Il problema del Torino è che in difesa manca un centrale che sia molto capace ad agire di testa sui calci piazzati e sui cross spioventi dall’alto, rapido nei movimenti e che sia anche dotato, ovviamente, del physique du rôle indispensabile per questo ruolo. Non guasterebbe se sapesse anche impostare l’azione. A centrocampo mancano alternative valide a Benassi e Baselli. Lukic e Gustafson sono molto giovani, il serbo ha vent’anni e lo svedese ventuno, e non ancora pronti se non per qualche spezzone a risultato positivo acquisito. Acquah che a gennaio-febbraio si assenterà per disputare la Coppa d’Africa, ha fisico e corsa si sbatte in campo, ma non fa la differenza quando deve sostituire il compagno. Obi ha i muscoli di cristalli e troppo spesso è infortunato. In attacco Martinez è discontinuo e segna raramente, Boyé ci mette moltissimo impegno e lotta come un leone, però, anche lui non vede la porta e Maxi Lopez, sicuramente il più esperto e talentuoso, a parte lottare sempre con la bilancia è utilizzato poco e niente e quando è entrato in campo non ha segnato, anche se in carriera ha ampiamente dimostrato di avere fiuto e feeling con il gol. Detto questo, rimane la questione terzino sinistro perché Avelar dovrebbe, la prudenza non è mai troppa, aver superato il lunghissimo infortunio al ginocchio che l’ha fatto finire fuori rosa e a gennaio potrebbe essere reintegrato, ma dopo uno stop di più di dieci mesi e del precedente fra la fine di settembre e gli inizi di dicembre del 2015 quanto potrà contribuire alla causa se dovesse essere utilizzato? In più Molinaro tornerà a disposizione in seguito all’operazione al ginocchio non prima di marzo e il Torino deve valutare con estrema attenzione se può continuare con il solo Barreca ed eventualmente utilizzando Moretti come alternativa. Tutto questo significa che nel mercato di gennaio la società granata deve prendere un difensore centrale, almeno un centrocampista che abbia un fisico in muscoli e altezza di un certo livello e che possa giocare come ala in modo da rappresentare un’alternativa a Benassi e Baselli e un attaccante che veda la porta e che sia adatto al gioco di Mihajlovic. Non guasterebbe anche un terzino sinistro di ruolo.

Nel frattempo la squadra e il mister devono conquistare più punti possibili fra la trasferta al San Paolo con il Napoli, la partita casa con il Genoa il giovedì prima di Natale e poi a gennaio l’altra trasferta con il Sassuolo per chiudere il girone d’andata a ridosso della zona che porta all’Europa League. Oggi il quarto e il quinto posto sono occupati da Napoli e Lazio che hanno trentuno punti sei in più del Torino e in mezzo ci sono l’Atalanta con ventotto e la Fiorentina con ventisei, che domani recupererà la partita con il Genoa, mentre subito alle spalle dei granata c’è l’Inter con ventiquattro, le contendenti sono tante e agguerrite, ma il Toro non è da meno. Il mercato riaprirà i battenti il tre gennaio, se Cairo e Petrachi avranno già agito sottotraccia e bene Mihajlovic per l’inizio del girone di ritorno, a metà gennaio, si ritroverà una squadra potenziata, altrimenti farà di necessità virtù e molto probabilmente dovrà ridimensionare l’obiettivo stagionale. Hart, Zappacosta, Rossettini, Castan, Barreca, Benassi, Valdifiori, Baselli, Iago Falque, Belotti e Ljaijc da soli e anche con l’aggiunta di De Silvestri, Bovo, Moretti, Ajeti, Acquah, Vives, Boyé e Maxi Lopez non bastano. Tonelli, Castro, Grassi e Iturbe sono i nomi che in questo periodo maggiormente sono accostati al Torino, se stanno fisicamente bene e solo in questo caso, potrebbero, chi più chi un po’ meno, essere i rinforzi che servono.