I granata contro il Sassuolo devono dimostrare chi sono

Il Torino ha perso le ultime due partite disputate, mentre il Sassuolo tra pareggi e vittorie è in serie positiva da cinque turni.
22.11.2014 11:48 di  Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin per TorinoGranata.it
I granata contro il Sassuolo devono dimostrare chi sono
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

I dati non mentono, alle volte qualcuno prova a manipolarli per camuffare la realtà che però emerge sempre. Il Torino e il Sassuolo in classifica hanno gli stessi punti, dodici, e anche la differenza reti è identica, meno cinque, unica discrepanza è che i granata hanno subito meno reti (tre), mentre i neroverdi ne hanno segnate di più (tre). All’apparenza quindi Torino e Sassuolo si equivalgono, forse, ma non è detto. Analizzando il percorso fin qui effettuato in campionato la squadra di Di Francesco è stata un po’ meno altalenate di quella di Ventura e nell’ultimo periodo il Sassuolo è in serie positiva, mentre il Torino no.

 

Entrambe le squadre avevano iniziato con un pareggio, zero a zero i granata con l’Inter e uno a uno i neroverdi con il Cagliari, poi il Sassuolo ha subito la batosta proprio da parte dell’allora formazione guidata da Mazzarri, sette gol a San Siro, e manco a farlo apposta anche i granata avevano disputato una fra le peggiori partite di questa stagione perdendo due a zero con la Sampdoria. Ovviamente il Torino si è cimentato anche in Europa League con risultati positivi a cominciare dal pareggio iniziale a Brugge (zero a zero), mentre il Sassuolo non ha avuto impegni di questo tipo e forse questo ha permesso agli emiliani di riprendersi da quel famoso sette a zero, infatti, hanno iniziato a conquistare punti e a risalire la classifica con sole due interruzioni contro Napoli e Lazio, due sconfitte, uno a zero e tre a due, che ci stanno per la differenza di valori con gli avversari. Prima però la squadra di Di Francesco era riuscita a pareggiare con la Sampdoria e la Fiorentina senza né fare né subire gol. Poi è iniziato il trend positivo con cinque gare senza sconfitte: pareggio con la Juventus (uno a uno), vittoria con il Parma (uno a tre), vittoria con l’Empoli (tre a uno) e due pareggi con Chievo e Atalanta a reti inviolate. Non male per una squadra che è alla seconda esperienza della sua storia in serie A.

Per quel che riguarda il Torino purtroppo non è possibile registrare un vero e proprio percorso di crescita, anzi si può arrivare a ipotizzare persino un’involuzione nell’ultimo periodo. Il campionato dopo la battuta d’arresto con la Sampdoria è proseguito con la sconfitta con il Verona per uno a zero, poi la prima vittoria e anche i primi gol in campionato con il Cagliari battuto due a uno, il pareggio con la Fiorentina (uno a uno) e la vittoria agguantata in extremis al novantaquattresimo con il Copenhagen in coppa. Ritornando al campionato la sconfitta con il Napoli per due a uno anche in questo caso ci può stare perché i partenopei per valore dell’organico sono superiori ai granata, vittoria con l’Udinese per uno a zero, altra vittoria con l’Helsinki per due a zero, ma seguente sconfitta con la Lazio (due a uno). Tutto sommato il periodo non era negativo, anzi il Torino dimostrava che riusciva a reggere il doppio impegno poiché perdeva solo con squadre più forti di lui, anche se le prestazioni lasciavano a tratti dubbi come se alla squadra mancasse qualche cosa oltre alla difficoltà a segnare. E questi dubbi sono aumentati nell’ultimo periodo iniziato con la vittoria con il Parma per uno a zero però con l’incapacità da parte dei granata di chiudere la partita dopo essere passati in vantaggio al decimo e soffrendo e non poco nel secondo tempo, poi il pareggio a reti inviolate con l’Atalanta che ha sottolineato quanto la squadra di Ventura fatichi nel creare occasioni da gol, la sconfitta gravissima per come maturata con l’Helsinki (due a uno, il cosiddetto gol della bandiera segnato però al novantesimo) e ancora un’altra sconfitta con la Roma (tre a zero), preventivabile e preventivata, ma che ha evidenziato un’arrendevolezza, soprattutto nel primo tempo, eccessiva da parte del Torino. Non va ovviamente.

 

Ecco che la partita di domani con il Sassuolo per il Torino inevitabilmente assume connotati molto più importanti di quello che non dovrebbe avere la dodicesima gara del campionato. Il Torino si ritrova con l’obbligo di vincere perché in questo frangente la partita è uno scontro diretto e perché solo così i granata manterrebbero una certa qual distanza dalla terz’ultima, il Chievo che ha otto punti, e non aumenterebbero troppo il divario che li separa dalla parte sinistra della graduatoria, occupata dal Verona che oggi ha quattordici punti, in fin dei conti due soli in più. Ventura dovrà riuscire a far concentrare la squadra sul Sassuolo e far dimenticare ai giocatori che giovedì giocheranno con il Brugge e che la domenica successiva ci sarà il derby, altrimenti sarà difficile invertire la tendenza e sarà impossibile negare che non solo non c’è crescita, ma che il Torino si è involuto.