ESCLUSIVA TG – Fusi: “C’è da “vendicare” Amsterdam, forza ragazzi!”

31.07.2014 07:30 di  Elena Rossin   vedi letture
Fonte: Elena Rossin per TorinoGranata.it
ESCLUSIVA TG – Fusi: “C’è da “vendicare” Amsterdam, forza ragazzi!”
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© foto di Sarah Furnari/TuttoLegaPro.com

Luca Fusi è stato intervistato in esclusiva per TorinoGranata.it. Fusi ha giocato nel Torino dal 1990 al ‘94 conquistando la Coppa Italia nel 1993 e guidando da capitano la squadra granata fino ai quarti di finale della Coppa delle Coppe nel 1994, attualmente è l’allenatore del settore giovanile del Sant’Angelo. Con lui abbiamo parlato del ritorno in campo internazionale del Torino, impegnato questa sera nel terzo turno preliminare d’Europa League con gli svedesi del Brommapojkarna.

 

Da ultimo capitano che guidò il Torino in Europa a buoni livelli, come vede il ritorno della squadra granata in campo internazionale?

“Tornare in Europa è importantissimo, innanzitutto, per il blasone della società e per l’ambiente granata, ed è meritato per tutto quello che è stato fatto nel campionato scorso, anche se la qualificazione è avvenuta a scapito dei problemi avuti da un’altra società (il Parma, ndr), però, come dicevo, è ugualmente meritato per ciò che la squadra ha espresso sul campo. Quindi è un’occasione da non perdere per dimostrare da parte di tutti e soprattutto della società di voler fare qualche cosa d’importante in una competizione che dà lustro a qualsiasi squadra di calcio”.

 

Il Brommapojkarna è ultimo in campionato con otto punti dopo sedici partite e ha eliminato in Europa League il Vps e il Crusaders, non proprio un avversario che fa tremare le gambe, però, è più rodato avendo già disputato molte partite ufficiali. Il Torino ha svolto parte della preparazione estiva e non disporrà di Darmian, Cerci e Quagliarella. Che valutazioni si possono fare sulla gara di questa sera?

“Chi scenderà in campo nel Torino sa che è una partita che rappresenta, al di là del valore dell’avversario, una fase importante della stagione. Questa partita non può essere sbagliata per un sacco di motivi. Non ha importanza chi sarà titolare o chi subentrerà o chi è rimasto a casa perché penso che, in un modo o nell’altro, la gara deve ottenere un risultato che permetta di passare, compreso il ritorno, ai turni successivi. E’ importante che i giocatori con maggiore esperienza e valore ci siano in seguito, quando si disputerà la fase a gironi e le partite saranno più impegnative, anche perché penso che l’obiettivo del Torino sia di passare i turni preliminari”.

 

Quanto può essere un’incognita giocare sull’erba sintetica?

“Il Torino ha più tecnica e più qualità ed ha quindi un vantaggio da questo punto di vista, ci può essere una minima difficoltà a giocare sul sintetico poiché non c’è l’abitudine a farlo e alla lunga può subentrare un calo fisico, magari negli ultimi venti minuti anche dovuto al fatto che il Toro è all’inizio della stagione, però il terreno permette di giocare non avendo imperfezioni dovute alla terra e all’erba naturale. Le squadre di Ventura giocano sempre a calcio e con un terreno che non presenta problemi ci sarà ancora più spazio alle qualità dei giocatori del Toro”.

 

Parlando in generale, la rosa di quest’anno la convince?

“Come succede sempre nel calcio quello che si fa nel mercato per cercare di rinforzare la squadra deve essere confermato dal campo, ma questo avviene solo dopo qualche partita. Secondo me la società sta cercando di operare per trovare il modo di dare continuità al lavoro dell’allenatore, provando a fornirgli quei giocatori che abbiano soprattutto motivazioni per indossare questa maglia. Lo dico sempre, al di là dei nomi o del valore di chi arriva al Toro, che deve capire cosa significa indossare la maglia granata, se i nuovi arrivati lo capiscono allora sono tutti ottimi acquisti, se, invece, non riescono a capire lo spirito del Toro allora faranno fatica anche se fossero dei top player. Negli ultimi anni, a mio parere, questa politica è stata centrata dalla società e speriamo che anche per questa stagione sia riuscita a trovare giocatori che sapranno incarnare lo spirito del Toro”.

 

Lunedì è uscito il calendario del campionato, la prima partita sarà con l’Inter, alla tredicesima il derby e l’ultima con il neo-promosso Cesena. Calendario facile, medio o difficile?

“Per una squadra come il Toro il calendario è relativo, nel senso che disputando i preliminari d’Europa League avrà un preparazione già buona per l’inizio del campionato e quindi potrà avere una condizione migliore di altre squadre, che magari non hanno iniziato a disputare gare ufficiali già a fine luglio e di conseguenza hanno una preparazione che le farà essere al top verso la quarta-quinta giornata. Il Torino può sfruttare questo fatto e cercare d’iniziare subito bene. Inanellando qualche risultato positivo dall’inizio e avendo entusiasmo queste due cose sommate possono essere la molla per disputare un’altra stagione importante”.

 

Pensando con il cuore e con la pancia, è ottimista per questa stagione?

“Per quello che è lo spirito del Toro spero che faccia bene in Europa League. Il Toro, a mio avviso, sa interpretare le competizioni internazionali e se anche in campionato dovesse avere qualche posizione in meno rispetto all’anno scorso l’importante è che in Europa la squadra riesca a dare quelle soddisfazioni che ha sempre dato grazie allo spirito granata. L’Europa League è un torneo dove il Toro può essere protagonista, è chiaro che non si può e non si deve scegliere fra coppa e campionato perché è giusto impegnarsi su tutti i fronti, però la coppa, pensando al valore della maglia del Toro, ha un fascino maggiore, quindi sarebbe bello vedere la squadra andare il più avanti possibile”.

 

Non bisogna però dimenticare che se non si vince la coppa e in campionato non ci si piazza fra le prime si finisce per essere una meteora in campo internazionale.

“Certo, però c’è da “vendicare” la finale di Amsterdam, quindi già quest’anno questa squadra, questi giocatori, questo gruppo devono cercare di far rinascere quei momenti che per i tifosi del Toro sono stati veramente belli e che vorrebbero rivivere, logicamente con un finale diverso. Sono state emozioni importanti andare a Madrid e a Amsterdam e girare l’Europa da protagonisti”.

 

C’è un precedente positivo, l’anno scorso il Siviglia fu ammesso per problemi di un’altra società e alla fine ha vinto l’Europa League. Si può ben sperare?

“Non è male come precedente! Anzi, è un precedente importante e proprio per questo il Toro deve fin da questo primo turno metterci grande impegno e voglia, proprio per sfruttare quest’occasione per tornare a essere protagonista in una competizione alla quale tutti vorrebbero partecipare. Il Toro ha questa possibilità e spero che la possa sfruttare nel migliore dei modi”.