Toro, continua a farci divertire

19.10.2016 09:02 di  Marina Beccuti  Twitter:    vedi letture
Fonte: Flavio Bacile per TorinoGranata
Toro, continua a farci divertire
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Se vedere il Toro porta tanta felicità, allora voglio il campionato ogni giorno, ed il merito è tutto di Sinisa Mihajlovic, che mi ha restituito il piacere di vedere una partita di calcio.

Parlo per me stesso, ma penso di racchiudere il pensiero di gran parte della tifoseria, mi diverto a vedere i granata come non succedeva da una miriade di anni, mi sento orgoglioso di questa squadra, di questi giocatori e del loro modo di stare in campo. Non so se questo è il più bel Toro degli ultimi 30 anni, certamente, è quello più vicino al mio modo di pensare e di vedere il calcio, ed è quello che mi fa più divertire, e posso assicurarvi che non dipende esclusivamente dal risultato.

C’è voluto un po’ di tempo, lo stesso Falque ha rilevato che le prime partite non sono state semplici, modulo nuovo, allenatore nuovo, idee completamente diverse dalle precedenti, ma oggi, la squadra di Mihajlovic ha una propria identità, un’idea di gioco in continua evoluzione, ed una cattiveria sportiva che non cade mai nella spocchia e nel gioco duro a tutti i costi.

Anche a Palermo il Toro ha giocato per vincere dal primo minuto, rischiando praticamente nulla, rilassamento dopo il quarto gol a parte, con alcune importanti modifiche tattiche, che personalmente ho trovato piuttosto interessanti. La prima, e forse nelle specifico la più importante, le due mezzali molto alte, con Benassi e Baselli a dettare immediatamente il pressing, con Valdifiori pronto a dare copertura, e i due esterni difensivi più cauti in fase offensiva.

Il mio pensiero è che Sinisa abbia voluto sfruttare a fondo, la capacità di Benassi di inserirsi senza palle, e quella di Baselli di mettere i compagni di squadra davanti al portiere avversario. Può anche darsi che il nostro tecnico abbia voluto “punire” l’atteggiamento di gioco del Palermo, quello cioè, di cominciare l’azione con i difensori centrali, ma, più probabilmente è stato un mix di tante cose.

Il risultato è presto detto, Benassi e Baselli tra i migliori in campo, con tanti, ma proprio tanti palloni recuperati da Marco e Daniele, e con l’ex atalantino che è entrato in quasi tutte le azioni di gioco più importanti. La seconda modifica tattica, forse, si deve più alle caratteristiche di Ljajic, con il serbo che ha giocato in una posizione “ibrida”, non propriamente quella di un esterno offensivo, libero di accentrarsi senza palla, di svariare su tutto il fronte di attacco, e di partire anche da una posizione centrale. Insomma, tante piccole novità, per non imbrigliare ad uno schema di gioco statico le caratteristiche peculiari di ogni giocatore, con sacrificio in primis dei giocatori, che spesso, ma penso anche volentieri, si sono sdoppiati in un duplice lavoro.

Qualcosa da migliorare c’è sempre, da analizzare a mio parere il fatto che le due uniche vere occasioni del Palermo, gol compreso, sono venute con colpi di testa, e sempre con cross dalla trequarti, quindi di non difficile lettura per i difensori. Il fatto poi che dopo il quarto gol del Toro, sia venuta meno la concentrazione, cosa che non è piaciuta neanche al tecnico, può starci, se pensiamo che il Toro è una squadra piuttosto giovane, ma è un difetto da eliminare al più presto, perché se il Palermo trovava il secondo gol, la partita cambiava e di molto.

Quanto ai singoli, benissimo Ljajic, con due gol fantastici, molto bene il centrocampo, ho già detto quanto mi siano piaciuti Benassi e Baselli, ottima la partita di Hart e quella di Belotti, con il gallo che si è sacrificato molto per la squadra, anche se ha avuto pochissime occasioni di concludere a rete. La solita “pesante” partita di Valdifiori, quasi insuperabile in fase di contenimento, ma che ha anche fatto vedere qualche bella giocata in uscita, meno brillanti, ma pur sempre ampiamente positivi Falque, Zappacosta e Barreca, più che soddisfacenti Castan e Rossettini.

Insomma promossi tutti.

Prospettive. Vinciamole tutte e non ne parliamo più.

È chiaramente una battuta, ma se il Toro gioca sempre in questo modo, forse non si vincono tutte, ma sicuramente si esce sempre dal campo a testa alta. Bisogna però tenere la testa a posto, non pensare di essere diventati bravi, avere voglia di lavorare settimanalmente sul campo, e saper gestire, questa è del tecnico, le vittorie come le sconfitte.

Ora Lazio e Inter, e non voglio fare pronostici, l’unica cosa che chiedo, è, di rivedere questo Toro che mi fa divertire tanto, ma proprio tanto.