Dimenticare Bilbao

12.03.2015 09:28 di  Marina Beccuti  Twitter:    vedi letture
Fonte: Flavio Bacile per TorinoGranata twitter @ flavio_bacile
Dimenticare Bilbao
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© foto di Daniele Buffa/ Image Sport

Inutile sottolinearlo, questa contro lo Zenit è tutt’altra partita, più che difficile, a tratti sembra anche proibitiva, perché la squadra di San Pietroburgo è una delle più accreditate per la vittoria finale, costruita per vincere, con un tecnico tra i più stimati d’Europa. Il Toro dovrà dimenticare la partita di Bilbao, che resta però un piccolo diamante incastonato nella storia di questo club, e tuffarsi in questa che a prima vista sembra una montagna ancora più grossa da scalare, con l’umiltà che poi appartiene a questo gruppo, ma anche con la convinzione di potercela fare.

Lo Zenit, parole di rito a parte, non ci teme per niente, non so se a torto oppure a ragione, le parole di Villas Boas più interessanti che ho letto, sono sull’orario della partita di ritorno, alle 21, una specie di scocciatura per i russi. Tra le italiane, i russi, pensano di aver pescato la squadra più facile da affrontare, avranno invece grosse sorprese, perché il Toro, almeno a livello tattico, è squadra difficile da affrontare, perché, sa adattarsi perfettamente a qualsiasi tipo di avversario e, sa leggere la partita meglio di tante altre squadre di casa nostra.

C’è però da ricordare, ed è un particolare non da poco, che queste partite spesso, per non dire quasi sempre, si decidono nella partita di ritorno, e la squadra di Ventura ha la fortuna di poterla giocare in casa davanti al proprio pubblico. È quindi fondamentale costringere lo Zenit a giocare, nella partita di ritorno, un calcio che non gli appartiene, e questo si può fare unicamente imbrigliando tatticamente i russi già nella partita d’andata. Più facile a dirsi che non a fare, forse, ma non è detto, che l’undici di Ventura non ci riesca, anche perché lo Zenit ha già dimostrato di essere piuttosto allergico alle squadre del bel paese, che probabilmente non giocano un calcio da sogno, ma che, quando si tratta di “giocare a scacchi” sul rettangolo verde non hanno niente da imparare. Ripeto, sarà fondamentale vedere la partita nell’arco dei 180 minuti, anche se i russi cercheranno di chiudere la contesa subito, e questo potrebbe essere il loro più grosso errore.

Quanto alla formazione dei granata, penso che i dubbi siano pochi, per i nove undicesimi, la formazione è fatta, il dubbio in attacco resta, con Maxi favorito, almeno secondo me, ma con Martinez che se la gioca quasi alla pari. Paradossalmente la scelta del centrocampista da affiancare a Gazzi ed El Kaddouri, in ballottaggio Vives e Benassi, può anche determinare la scelta dell’attaccante da affiancare a Quagliarella. Con Maxi in campo sarà fondamentale il gioco sugli esterni, con Darmian e Molinaro chiamati a fare gli straordinari, con Martinez in campo si cercherà di colpire per centrali, e questa volta il gioco passerà molto dai piedi di Quagliarella. Più difficile, se non proprio impossibile, almeno per questa partita a San Pietroburgo vedere insieme Farnerud ed El Kaddouri, non che uno escluda a priori l’altro, ma, per il semplice fatto che la corsia di sinistra ha dimostrato ad Udine di avere più frecce al proprio arco con il belga e Molinaro.

Insomma, dal punto di vista tattico i nodi da sciogliere sono ancora tanti, quindi fino all’ultimo minuto tutto può succedere, l’unica cosa certa è che il Toro ha già deciso come giocarsi la partita, con un’attenzione particolare alle palle ferme, e qualcosa di speciale Ventura lo ha preparato c’è da scommetterci. A volte i particolari fanno poi la differenza.

Quanto alle parole del tecnico granata, se il Toro dimostrerà di avere una personalità europea, non c’è il minimo dubbio che per lo Zenit sarà una partita particolare, meno facile di quanto abbiano previsto. Personalmente penso che il Toro questa partita non la sbaglia, lo Zenit è più forte, ma Glik e compagni appaiono più motivati, non so se basta, vedremo.

Non è Davide contro Golia, ma se qualcuno ha in mano la fionda, questi sono proprio i granata.