La tragedia del Chapecoense fa tornare alla memoria Superga 1949

 di Marina Beccuti Twitter:   articolo letto 1762 volte

Una tragedia nel mondo del calcio e dello sport in genere, quella dell'aereo che è caduto a Medellin mentra trasportava la squadra brasiliana del Chapecoense, club della città di Chapecó, nello stato di Santa Catarina, diretto a giocare la finale della Copa Sudamericana contro i colombiani dell'Atletico Nacional. I colombiani hanno deciso di offrire la vittoria del titolo a tavolino, dopo questa immensa tragedia. 

Tra le vittime troviamo il difensore Filipe Machado, che ha contato sette presenze con la Salernitana nel campionato di serie B 2009-2010, aveva 32 anni. Inoltre nella squadra c'era anche un altro difensore passato in Italia, Claudio Winck, in prestito per nove mesi al Verona, dal luglio 2015 a marzo, dove segnò anche un gol all'esordio in Coppa Italia. L'ex veronese si è salvato perchè non era stato convocato, mentre un altro miracolato è stato Matheus Saroli, il figlio del direttore tecnico del club, che è rimasto a terra perchè aveva dimenticato il passaporto a casa. Tante cose che hanno attinenza con quanto successe il 4 maggio 1949, quando successe la tragedia di Superga, dove perì la squadra più forte del mondo, il Grande Torino. La differenza con il Chapecoense è che questo club era nato da poco, nel 1973, anche se in pochi anni aveva raggiunto un certo successo, ma non aveva giocatori molto famosi. 

Il fatto riporta alla memoria Il Grande Torino anche per le difficili condizioni meteo, in più gli aerei dell'epoca non avevano ancora raggiunto la modernità attuale, ma, a distanza di 67anni, qualcuno continua ancora a cadere.

L'emozione è forte tra i tifosi del Toro perchè la storia del Grande Torino commosse il mondo ed è rimasta viva in tutti, anche in coloro che non l'hanno vissuta in prima persona, ma l'hanno sentita raccontare come un mantra nelle litanie quotidiane. Un ricordo immenso per questi giovani brasiliani periti così giovani, dove dietro ci sono soprattutto uomini con le loro famiglie. Il Brasile, tra l'altro, è un paese dove il Torino di Valentino Mazzola andò in tournèe e lasciò molti ricordi, vivi ancora adesso.