Ciao Gigi, il ricordo di un uomo senza tempo

 di Marina Beccuti Twitter:   articolo letto 2055 volte

Oggi, 15 ottobre, cade la commemorazione dell'addio di Gigi Meroni, la Farfalla granata che smise di battere le sue ali in una giornata triste e piovosa proprio come abbiamo vissuto in questi giorni. Sono passati 49 anni, quasi un secolo, ma il suo ricordo è più vivo che mai, una nuova canzone lo celebra e anche un'opera teatrale, che porterà in scena la sua vita più intima proprio questa sera, nella sua prima a Torino. Questo significa che chi ha fatto sognare la gente non sparirà mai dai ricordi, che restano indelebili per chi l'ha visto dal vivo e per chi li racconta a chi non c'era ancora ma trepida a sentirne le gesta.

Il fantasista rock, figlio della beat generation, anticonformista, amante dei Beatles, della pittura e del disegnare parabole in campo, Gigi Meroni ha aperto e chiuso un'epoca anche nel calcio, lui che era principalmente un'artista. Avrebbe sorriso per il Nobel a Bob Dylan, il menestrello che cantava contro la guerra e i soprusi, che marciò con Martin Luther King e creava poesie per i deboli e gli oppressi, che fuggiva il semplice successo di facciata, dell'apparire e non essere, perchè Bob Dylan era le sue canzoni, il suo pensiero, niente altro.

Meroni era un lombardo di quelli di poche parole ma non figlio della Milano da bere che sarebbe nata di lì a poco, dove tutto doveva scintillare e niente di ciò che si percepiva era vero, ma finto, che disprezzava le cose semplici per ottenere quel successo effimero di cui molte nullità si cospargevano diventando dei semplici pupazzi in mano a gente che pensava solo ai soldi e al potere.

Nel giorno in cui si celebra l'addio laico di Dario Fo, un altro lombardo che dissacrò tutto questo potere, colui che "amava sgonfiare quei palloni gonfiati" (citazione di Eugenio Finardi), ricordiamo così Gigi Meroni, su un campo infinito, circondato da farfalle trasparenti che ballano sulla musica di un menstrello e un giullare che salta. Nessuno si è mai preso sul serio, ma ha fatto sognare la gente semplice, che sa ancora amare, piangere, sorridere e amare le cose che ahnno un sentimento. Come la gente del Toro, come Meroni, essere contro, sì, è sempre un piacere, perchè non imposto ma sentito.