Pescara, Sebastiani a TMW Radio: "Eventuali offerte per rilevare il club saranno valutate"

09.02.2017 23:03 di  Claudio Colla   vedi letture
Pescara, Sebastiani a TMW Radio: "Eventuali offerte per rilevare il club saranno valutate"
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© foto di Federico Gaetano

Intervistato da TMW Radio dopo i deprecabili fatti di inizio settimana, Daniele Sebastiani, presidente del Pescara, che ha minacciato le dimissioni, ha affermato:​ "Sono stati due giorni particolari, che mi hanno rammaricato e dispiaciuto, specie per la mia famiglia. I messaggi di solidarietà fanno piacere, perché chi ci scrive sa quello che è il nostro lavoro, ma non esiste al mondo che uno debba avere le bombe in casa per un gioco. Io ho dei limiti, e prima di tutto devo guardare ai conti della società; poi, se c'è qualcuno più bravo meglio ancora.

Minacce o avvisaglie? Assolutamente no. Questa è opera di quattro scalmanati che non possono macchiare una tifoseria e una città intera. Non posso pensare che il tifo biancoazzurro possa arrivare a questo, dopo due anni di Serie A in cinque stagioni di gestione. Mi auguro che la cosa si fermi qui: ma se qualcuno è disponibile a subentrare, io sono a disposizione. Se arriverà un'offerta, e sarà congrua rispetto alle nostre aspettative, anche per il bene del Pescara, sarà valutata.

Sono andato agli allenamenti, era giusto stare insieme con il nostro gruppo di lavoro. Sono sempre stato molto vicino alla squadra e al tecnico, andiamo avanti cercando di migliorare. Certo, facendo la guerra con le fionde è difficile vincere: con questo sistema di ripartizione dei diritti tv, alla fine del campionato le neopromosse spesso retrocedono. Con cinque punti in più o in meno, poco importante. Deve essere un motivo di riflessione, perché avere un campionato spaccato in tre non giova a nessuno. Poi non è chiaro come mai squadre come noi debbano essere contestate, anche se questo non giustifica quello che è accaduto a casa mia.

Non ho mai pensato che qualcuno dovesse dirmi grazie: ciò che abbiamo fatto è stato per il bene del Pescara, per evitare che il Delfino sparisse dal calcio, e nessuno di noi ha mai pensato di farlo per la gloria. Riteniamo, e ritengo in prima persona, che non si possa arrivare a una contestazione di questo tipo, perché non ve n'è motivo. La nostra squadra ha sempre tenuto alto l'onore della città, a dispetto della retrocessione di quattro anni fa, e di quella che potrebbe arrivare, ma questa è la Serie A. Io non ci sto a fare solo bei campionati di Serie B.

Ce la giochiamo coi nostri mezzi, e magari possiamo fare anche qualcosa. Le barricate non sono per noi, abbiamo una idea di gioco che a Pescara è sempre piaciuta. È chiaro che se ti esponi rischi di prenderne quattro, ma noi la vediamo in questa maniera. Se anche avessi avuto un minimo dubbio sulla vicinanza della città, ora me lo sono tolto: Pescara è una città fatta di gente perbene, che conosce e riconosce chi lavora in maniera corretta. Dal punto di vista sportivo è ovvio che tutti soffriamo, sarei pazzo a essere felice delle sconfitte".